CONSIGLI DI VALORE. 4 PASSI PER TRASFORMARSI DA SPACCIATORE DI CONSIGLI A VERO AIUTANTE

Costi troppo, sennò ti manderei più gente…

 

Così mi è stato detto tempo fa da una persona a me cara, sicuramento dotata di un genuino buon intento ad aiutare gli altri. Una potenziale curandera sulla sua strada della vita

 

Ci ho pensato spesso a questa frase…

A come mi è risuonata da subito dissonante…

Sento molto la responsabilità e la fatica a stare negli equilibri economici che mi portano a “dover” vendere il mio servizio tenendo conto di un 70% che se ne va nelle casse dello stato… e per questo in alcuni casi determino che il mio tempo vada in volontariato generoso…

Ma non è di questo che voglio parlare… non sono io il soggetto di quel pensiero dissonante.

Ma quelle persone in cerca di aiuto…

 

Sposto la mia attenzione sui limiti che portano in sé alcuni consigli generosi…

 

 

sei malato? hai un disagio? vuoi liberarti di drammi che ti attanagliano da tutta la vita?

hai mal di pancia? l’ansia? hai un tumore?…

“vai da quell’operatore olistico perché costa poco”

 

ecco dove si nasconde il vero dramma. Ecco una trappola in cui si cade in molti.

Tantissimi oggi… lì… intrappolati nel denaro…

Soldi e vita. Come se dovessero andare staccati. Uno la scusa dell’altra…

 

Ecco che in poche parole. In un semplice consiglio… accade di Entrare nella vita di una persona che già vive nel limite… ed affondarci anche i nostri. Totalmente senza rendersene conto.

 

Così creiamo il nostro mondo…dentro il mondo di un altro. In quel momento più debole.

 

“vai lì perché e gratis e sarà facile”…

E quando entrano nel campo della salute… per chi sa cosa simboleggi la malattia per la psiche… siamo già dentro un blocco nascosto. Che va esplicitato. Non ci sono maghi. Ci sono prese di coscienza. Non ti cura l’altro. TI PRENDI CURA TU!

mi chiedo perché una persona dotata di buon cuore non possa rendersi conto di come sta proiettando sé stessa e – forse – affossando l’altro…

 

persone che con un genuino buon intento seminano il peso dei loro limiti addosso a chi è già malato…

 

mi ricordano molto le mamme “fai così perché io non ho potuto” “fai così perché io ho potuto”.

Mi ricordano le lotte psicogenealogiche… ma se hai letto anche solo un semplice blog di uno dei migliaia di approcci olistici… sai che lì è la trappola. Sai che quello è il pezzetto da stanare.

Non parlo di scegliere questa disciplina piuttosto che un’altra. Questo si sa. E’ per forza di cose opinionismo. E’ la personale opinione di ciò che può essere provato dall’altro. (salvo poi astenersi dai commenti sulla sua esperienza, dal dargli delle modalità, dal volere che “funzioni”)

se pensi che un certo tipo di aiuto sia utile e necessario, perché privi quella persona di farsi un SUO spazio personale nel rapporto con l’operatore che dovrebbe aiutarla? Perché ti soffermi sul “prezzo”??

Stai per caso dando un valore economico alla sua vita?

 

Non è perché conosci il suo 730! Forse quella persona non ha nemmeno un 730 adeguato alla SUA VERA VITA. Forse è proprio quello il pezzo di cui liberarsi…

Che ne sai? Non lo sai. Questa è la verità.

Nessuno lo sa. Probabilmente nemmeno la persona. Sennò non verrebbe disperata da te…

 

Credo che questo accada perché la maggior parte delle persone non conosce tanto bene nemmeno le dinamiche mentali legate al denaro. E non riconosce le sue.

… con buona probabilità sei – come parecchi – una persona che ha qualche preconcetto confuso da buon principio…

 

nonostante il buon intento – dunque – l’esito è questo:

quando censuri sulla base del prezzo… Stai esercitando il tuo libero arbitrio nello spazio intimo della vita di un’altra persona. Questo è.

Inoltre… Stai anche operando delle diagnosi 😉

 

La scenetta è questa:

Lei va dalla sua amica e le racconta di avere dei gran mal di stomaco. L’amica le dice “avresti bisogno di un medico, ma non uno tradizionale. Quelli non contano niente (prima opinione). Ti potrebbe aiutare prendere degli integratori (seconda opinione con diagnosi). Ma siccome costano tanto… meglio che ti compri queste caramelle (terza diagnosi filtrata sul prezzo). Le ciuccio anche io. (rafforzativo di esperienza) Un pacchetto alla settimana. Mi fanno bene (posologia)”

A parte che nella scenetta manca il conto di quanti pacchetti di caramelle deve ciucciare e per quanto tempo, che andrebbe comparato col costo degli integratori… più la visita da un esperto valutatore…

Se sei una di queste persone Come puoi fare allora a rendere il tuo buon intento un intento davvero supportivo?

 

premesso che decidere cosa dire e cosa non dire è veramente una scelta personale, Voglio indicarti  4 passi che puoi fare sempre. Validi per chiunque voglia aiutare VERAMENTE UNA PERSONA CHE CHIEDE AIUTO.

 

1)   chiedi alla persona se ti sta parlando perché vuole un consiglio o solo per sfogarsi (e attieniti alla risposta! :-))

2)   chiedile “cosa pensi che ti farebbe stare meglio?” e ASCOLTA LA RISPOSTA

  • se risponde “non so” un coach o chi lo aiuti a capirlo e DECIDERE fa al caso suo
  • se dice qualcosa che non condividi. Non c’è niente di male che tu dirglielo dica apertamente, purchè tu renda chiaro che è SOLO UNA TUA OPINIONE E CHE NON SEI UN ESPERTO DEL SUO PROBLEMA
  • se ha la risposta e parla di soldi o di cose “impossibili”… è bloccato nel valore e nella possibilità. Se sai come funzionano i blocchi lo puoi aiutare, altrimenti…  chiedigli quanti soldi è disposto a spendere… la reazione ti stupirà. Già che ci sei chieditelo anche tu 😉
  • se è malato e non te ne intendi di quella malattia. Ricordati che stai entrando nella sua vita. E qualsiasi cosa fai… deve dargli una chance di stare meglio. Le tue parole potrebbero bloccarlo ulteriormente. Ma non lo puoi curare. E – a meno che non ve lo diciate – non puoi scegliere la cura per lui/lei

3)   Se non sei in grado di sostenere questo dialogomanda quella persona a dialogare con un professionista di quel dialogo (e non del suo sintomo 😉 o da un medico (anche olistico, ma navigato!)

4)   Chiediti quale è il tuo intento in quella situazione. Dai amore e compassione. Sempre. Questo è alla portata di tutti e spesso ne sottovalutiamo il valore!! 

  • la compassione si esercita con la PRESENZA. non con le risposte. a volte basta semplicemente dire alla persona “capisco cosa stai passando. mi dispiace molti di quello che vivi/provi”. un abbraccio cura più di un consiglio mal posto!

 

 

Adesso che hai i tuoi 4 step… mi sento meglio.

L’intento di questo post è AIUTARE AD AIUTARE

Proseguendo sul tema della valutazione del “costo” di un professionista…

aggiungo che alimentando il mercato di chi non esiste per il fisco magari stai dando spazio a una brava persona, ma può essere anche che stai anche creando una forte disarmonia nell’universo, perché quella persona malata che vuoi aiutare probabilmente ha bisogno di un ospedale oltre che di qualche “nuovo mago”. Di esami. Tutte cose che costano. Tutte cose che non potrebbero esistere se ci fossero tante persone come i nuovi operatori casalinghi i dissidenti irresponsabili, i contradditori… lo so: è difficile prendere una posizione netta. forse non c’è… ma intanto riflettici su…

chiunque usa denaro… è nel sistema. Ma questo è un altro post 😀

 

invece, tornando al tema DELL’AIUTO le domande per arrivare all’essenziale:

cosa ci fa prendere uno spazio così nella vita di altri? Perché vogliamo che attorno a noi le persone “vadano via dai loro mali”? E Perché spesso si ha bisogno che quello specifico operatore che abbiamo scelto curi anche tutte le altre persone malate che ti girano attorno? Siamo veramente convinti che ci sia una unica medicina per tanti? Da che esperienza traiamo la diagnosi? E se quella persona morisse?

 

Da tanto tempo mi chiedo quale sia il limite nell’entrare nella vita degli altri.

 

Non me lo chiedo tanto nel lavoro che faccio, perché lì è chiaro che chi viene da me viene proprio per poter fare liberamente le sue scelte… io non do consigli. Sono pagata proprio per non farlo…

Ma me lo sono chiesta tutte le volte che un mio familiare o una persona a me cara è stata male o ha avuto bisogno di sostegno… oh come è difficile in quei casi… Capisco cosa si prova!

Ma io chi sono per “portarti dal mio coach” o “mandarti dal mio osteopatia” dall’ultima operatrice che ho provato?

Al massimo te ne posso parlare. Forse posso regalarti una seduta…

Ma poi starò lì… a guardarti. Fiduciosa che TU, PROPRIO TU decida di occuparti della tua vita facendo un passo. Non so se sarà quello che ti ho indicato io. Perché forse sarà un altro… ma so che devo credere che lo farai. E se non lo farai. E non lo farai. E non lo farai… al terzo, quarto, quinto tentativo… forse – se non mi fidassi più di te – se ti vedessi immerso nella tua debolezza più profonda… allora ti darei la mano. Ti farei salire in macchina. E ti porterei da qualche parte. Come si fa con un bambino spaesato quando si fa male.

Ti prenderei in braccio e ti porterei da chi si può occupare di te. Fidandomi di me… Prima di tutto ti vorrei “salvare” dal dolore di quel momento. E non credo avrei il tempo fisico di pensare a quanto costa…

So bene che mentre faremmo quel viaggio IO STAREI DECIDENDO PER TE LA DESTINAZIONE…

E questo – si sa – non può essere una soluzione completa. Forse una vera emergenza. Ma non una soluzione. Un passo sì.

 

So bene che se volessi salvarti OLTREMODO sarebbe per il MIO dolore nel vederti così. Sarebbe anche perché non accetto di vederti come in realtà ti sto vedendo…

..Alla fine ti dovrei ringraziare per avermi dato l’opportunità di tenerti con me…

Ma io non posso vivere la tua vita. Non posso anche se sei mio fratello adorato. Il mio Amore. Mia sorella. La mia amica…

È bello amare il nostro prossimo. Ed è meraviglioso saperlo aiutare.

E’ bello Avere un atto generoso.

Ma non dobbiamo mai dimenticare che ogni volta che diamo consigli a qualcuno – forse – stiamo semplicemente mettendo la nostra vita dentro la sua. E questo non ha niente a che fare con la libertà. Questo potrebbe portare l’altro in un posto dove lui NON PUO’ O NON VUOLE ANDARE.

Quando viene da noi qualcuno che ha bisogno di aiuto… non facciamo mai abbastanza domande. Siamo troppo impegnati a fornire le soluzioni…

E se a questo aggiungiamo il radicato problema di “percezione” della povertà, i pregiudizi sul denaro, il dramma della società duale di questi tempi che ci vuole schierati “buoni e poveri – cattivi e ricchi”… e lo mettiamo dentro ad un consiglio dato a chi sta già nella sofferenza…

beh… – benchè sia certo il buon intento – ma il risultato dell’azione sarà la CONFUSIONE di essere entrato diritto al benessere di un altro passando dal portafoglio, senza minimamente considerare il suo valore, né il suo libero arbitrio. Né le sue difficoltà.

Il tuo mondo si proietta nell’altro… inevitabilmente.

 

In pochi attimi diventi uno dei tanti che dice “se vincessi al super enalotto… “… solo che non lo sai…

 

Se sei tra queste persone o ti è mai capitato di essere consigliere o soggetto consigliato in questo modo… rifletti… semplicemente ti chiedo di pensarci su. E provare quei 4 passi. Funzionano. E farai fare alla persona la “giusta fatica”. Ovvero unicamente quella che è disposto a sostenere per il suo benessere. Quella che nessuno potrà comunque togliergli.

 

Per finire… qualche considerazione DI RESPONSABILIZZANTE POSSIBILITA’. Dalla mia parte di PRAGMATICA SOGNATRICE. LEGGILE SOLO SE VUOI.  Se le salti non inficerà il valore dei 4 PASSI CHE PUOI UTILIZZARE. Se le leggi non restarci male. guardale per quello che sono: una visione possibile. Mai unica. In ogni caso.

  • Voglio dirti che in questo mondo ci sono persone che dedicano davvero la loro vita a fare un lavoro che aiuti gli altri, senza farsi catturare dalle più subdole regole del business. Che lo fanno con e dentro le difficoltà che il sistema pone (a tutti). Quelle persone non hanno scelto la strada più breve.

 

  • Voglio dirti anche che ci sono persone che si prendono la responsabilità al 100% di fare un lavoro “olistico”. Non si tengono un lavoro che non gli piace dove mettono solo il LORO interesse per avere una sicurezza economica facendone un secondo – così delicato – a “tempo perso”

 

  • Voglio dirti che quando si SCEGLIE di aiutare gli altri per lavoro si da una naturale disponibilità non solo di tempo, ma soprattutto morale e umana di ascoltare, guidare… che bisogna saperlo fare. Tutto il resto… è opinionismo. Irresponsabile.

 

  • Voglio dirti che – anche se c’è chi sostiene di no… – sei sempre responsabile di quello che dai all’altro. Perché la responsabilità in una relazione è sempre di entrambi più una parte. Tu il tuo. L’altro il suo. Più un intreccio

 

  • Voglio dirti che se credi in un mondo “migliore” devi guardare a 360° come usi questo, perché se da un lato lo usi a consumo e poi non lo alimenti, ma te ne tiri fuori… non sei che il prodotto proprio di questo mondo da cui vuoi distinguerti.

 

  • Voglio dirti che se segui il cuore… questo non ha prezzo.

 

Voglio dirti che anche tu VALI

 

Buona settimana!

Michela

COACH YOUR LIFE

i nuovi TALENTI . GENERARE VERO VALORE

GENERARE VERO VALORE…

TRASFORMARE UNA PASSIONE IN LAVORO…


E’ bello  vedere questa GRANDE IMMENSA SPINTA ALL’ESPRESSIVITA’

E anche succede sempre più spesso di notare situazioni IBRIDE…

Gente che fa un lavoro e si mette a farne un secondo per seguire una propria passione, tenendosi il primo “per sicurezza” senza darsi pienamente allo stesso, persone che organizzano attività, incontri, eventi di ogni sorta definendoli “incontro tra amici” e poi chiedendo una TARIFFA …

In moltissime di questa situazioni emerge LA CONFUSIONE, la MANCANZA DI CHIAREZZA… forse l’incompletezza…e il disequilibrio

voglio dire: non c’è niente di male se ti lanci in qualcosa di nuovo e come amica mi chiedi di sostenerti. Quello che non va è la confusione tra le due cose. Se sono in ASSOCIAZIONE o in CONDIVISIONE allora CONDIVIDO ANCHE IL DECIDERE oppure ti DELEGO, se invece fai confusione è un po’ come se tu CERCASSI UN SOCIO DI CAPITALI…uno che poi inviti alla TUA attività perché ti ha sostenuto…

invece una cosa che ha UN PREZZO, ha un valore. Per realizzarla te ne devi fare carico. Perché di fatto stai facendo una VENDITA.

Ma non è di economia che voglio parlare. Mi interessa sottolineare qui il tema del VERO VALORE abbinato alla VERA ECONOMIA.

 

Se un lavoro o un servizio HA VALORE, gli va RICONOSCIUTO. Se quello che fai ha valore. Va riconosciuto. COMPLETAMENTE… quello che vedo sempre più spesso sono persone impaurite che confondono spesso il confine tra la libertà e la responsabilità. Entrambe necessarie per DARE VERO VALORE a qualsiasi cosa si faccia o si immetta NEL MONDO DELLA MATERIA.

Soprattutto oggi, in un sistema che si è impoverito esattamente per la perversione di questo meccanismo (assieme ad un po’ di “ignoranza” e “ingenuità” gestionale e economica di alcuni… pur ben talentassi.

Ci sono persone che dicono di fare un lavoro favoloso, di seguire una passione e “avere una attività” e chiedono a tutti di “aiutarlo” o si fa fare i lavori gratis o semigrassi. Tecnicamente ci sono dei FORNITORI E COLLABORATORI NON PAGATI. IL CUI VALORE NON VIENE RICONOSCIUTO CON L’EQUIVALENTE ECONOMICO.

Beh se ti sfidi veramente nell’espressività COMPLETA DEL TUO ESSERE E DEL TUO TALENTO, se sei tra questi… dovresti poter firmare delle garanzie – anche creative o improvvisate – su quando RESTITUIRAI’ quel valore che stai chiedendo all’altro.

“Quando voglio restituire il VERO VALORE DI QUANTO STO CHIEDENDO A QUESTA PERSONA?”

SE NON PUOI,  staI IMPOVERENDO l’altra persona, il sistema e té stesso.

L’assistenzialismo è altro dal IMPRENDERE.
Se credi in un’attività che stai facendo allora devi poter tu per primo vedere oltre la china iniziale. Vederla florida. Senza bisogno di STAMPELLE INFINITE.

Se non puoi allora stai chiedendo a qualcuno – che a sua volta deve sostenersi – di venire con te nella “povertà”.

Stai DISPERDENDO QUEL TALENTO… a – aggiungo – anche la tua opportunità di CRESCERE VERAMENTE.

Stai seguendo una finzione emotivamente falsante.

…un po’ simile a quello che hanno fatto alcune imprese indebitandosi o lavorando solo con i contributi… avanzare nel bisogno… adesso alcuni lo fanno anche di più… perché le banche (i ladri) i soldi non li danno più…

ma questo è matematico. ed economico. e di valore. e non sto parlando di VILE DENARO. sto parlando di quell’EQUIVALENTE IN MONETA CHE CIASCUNO QUANDO METTE IL SUO TALENTO NEL LAVORO CHE FA, HA DIRITTO A VEDERSI CONSEGNATO.
Sostenere non è un’azione confusa.
E Imprendere non è pietire.
Se scegli un lavoro. Una passione. Qualsiasi cosa per cui ti aspetti di realizzare… e contemporaneamente coltivi la paura… stai disperdendo valore.

Il bello delle attività è che viaggiano con un equilibrio. Così dovrebbero.

L’EQUAZIONE CHE GENERA E ALIMENTA OGNI SISTEMA DEVE AGGIUNGERE. E NON TOGLIERE. AL MINIMO FAR CIRCOLARE

“VALORE DI OGNI PEZZO CHE CI METTO (servizio, sostegno, materie… tutti) + QUELLO CHE VALI TU

= VALORE RICAVATO

Per fluire dovresti poter dire e distinguere CHIARAMENTE tra “voglio UN REGALO” e “Voglio che fai questo lavoro per me”.

L’uno lo ricevi. Puoi chiederlo o meno. Comunque lo ricevi e basta.
L’altro lo devi RESTITUIRE. IN VALORE. In qualsiasi cosa. O qualsiasi tempo. Chiaramente.

 

Ora, se pensi davvero di avere del “talento da vendere” prova oggi a pensare a quanto valore di ALTRI HAI RACCOLTO NELLA CONFUSIONE E CHIEDITI QUANTO SEI DISPOSTO A RESTITUIRE E QUANDO.

Se invece sei TRA QUELLI CHE LO STANNO DISPERDENTO… chiediti PERCHE’ LO FAI? E’ paura? E’ imbarazzo? Quanto ancora potrai sostenerlo? A chi altro fai “scontare” il talento che disperdi per sostenerti? 😉

Perché VIVERE DEL PROPRIO TALENTO… deve avere la sua dignità. Il suo spazio. La sua libertà. la sua responsabilità.

Altrimenti – in parte – per dirla con ironia, si potrebbe dire che “STAI FACENDO IL FIGO COL CULO DEGLI ALTRI” ;-D

 

22%, iva, benzina… E RITROVARSI.

aumenta l’iva. va al 22 % – il numero delle grandi responsabilità e del contenuto umanitario. dell’azione politica o del matto… –

e aumenta anche la benzina. strano.

 

E’ un grosso problema questa vessazione, per raccogliere soldi che andranno versati. Persi.

Nelle storie dei contadini non ho mai sentito di chi  versi l’olio in un otre bucato.

Eppure è questo che sta accadendo. Basta saper leggere un po’ di conti… anche io sono davvero arrabbiata con i politici.

Ma se continuo il cerchio… non posso non rendermi conto che quelle persone sono state messe lì da altre persone“non io… altri”. Questo pensano i più…

Ma se continui a tracciare la linea curva del cerchio… alla fine si arriva ad un NOI. TUTTI.

Allora mi chiedo qual’è la LEZIONE DA IMPARARE da tutta questa saga che contiene l’ironia dei grandi drammi? Cosa deve ancora accadere? Cosa abbiamo bisogno di capire?

E mi ritrovo su FACEBOOK… davanti ad un post che inizia con “22%… “e mi viene naturale un commento. Che segue a un non mi piace. E scrivo:

“cominceremo a vivere più vicini – in borghetti dove giri in bicicletta – incontrare gli amici nelle piazze o nelle case, scambiarsi amore, affetto, carezze, favori. Uscire di casa, andare a fare la spesa al mercato e comprare le cose nel negozietto del vicino invece che negli orribili centri commerciali. Mangiare meno e ridere di più”

L’immagine che ne esce MI PIACE! sono convinta che da qualche anno piace a sempre più persone…

E CONTINUO IL FILM…

Ri-conoscersi. Fare due parole coi vicini. E poi ancora e ancora… fino a non temere più che entrino a casa tua.

Entrare in un vecchio cinema e commuoversi.

Apprezzare un regalo fatto a mano da un’amica per il tempo che contiene e scordare da qualche parte la giacca all’ultimo grido.

E’ un grido infatti.

Mi piace! 

Dice di smetterla. Di SEMPLIFICARE. Di osservare DENTRO LE COSE PER IL VALORE CHE HANNO

Ricercare la vita nei paesi “morti”.

Liberarsi del TROPPO pur non sapendo neanche da che parte iniziare a volte.

NON SI PUO’ TORNARE INDIETRO NEL TEMPO. ma lo DOBBIAMO RITROVARE per imparare la lezione che ci siamo persi. nella fretta di accumulare. nella fretta di esporre.

RITROVARE L’ESSENZIALE che è SENZA TEMPO. E’ L’ETERNO DI OGNI COSA. di ogni oggetto e della sua continuità. della storia delle persone. della vita stessa. E metterlo a disposizione del presente. Interpretarlo. Viverlo…

La vita lo è. Essenziale. Lo possiamo sentire quando anche nel voler dimenticare il passato ce lo ritroviamo sempre addosso!

Non è così che deve andare! Ogni cosa. Ogni fatto. Ogni persona che incontri. Ha una essenza che vive eternamente. Che si ripresenta tra ieri e oggi. Che vivrà domani. Spogliandosi del superfluo e vestendosi dell’essenziale. E ad aggiungere… le decorazioni del nostro ORA.

Ieri ero in aereo. Era pieno. E il mio vicino di posto mi ha detto “alla faccia della crisi. la gente soldi o non soldi, viaggia”. Mi sono sentita felice. Gli ho risposto “Che bello!”

Non credo ci fossero ricchi o poveri in quell’aereo. Non lo so. Non me lo sono chiesta. C’erano persone che hanno destinato del denaro per andare a rigenerarsi da qualche parte. Non so se a raccogliere sè stessi o a fuggire. Ma immagino che ci siano fughe ormai impossibili… 😉

Ci sono persone che si ribellano… alla crisi.

Ci sono persone che non hanno più voglia di avere un’auto da 100.000 euro in garage e vivere nervose dentro. Se ce l’hanno e non sono felici, se non si sentono in pace… dovrebbero liberarsene!

E altrettanto ci sono persone che devono liberarsi della lamentela costante “non ho soldi… se vincessi”.

La nostra mente è ancora troppo imbrigliata nella materia per valutare il valore dei SOLDI che ha a disposizione.

L’iva è al 22%… è uno scandalo. Concordo.

Allora ricordati che i pochi soldi che hai in tasca vanno spesi bene. E per spenderli BENE devi scollinare dal monte dei pregiudizi!

Se li spendi bene non lo dice COSA compri. MA COME LO COMPRI. COME TI SENTI MENTRE LO FAI. O SE QUELL’ACQUISTO RENDERA’ ONORE ALLA TUA ESSENZA.  Perchè è solo quella che conta per ogni essere umano vibrante. e’ quella che pulsa gioiosa o frustrata.

Troppo facile giudicare i ricchi. Compatire i poveri. Guardare un oggetto di lusso e criticarne il possessore perchè sotto sotto vorresti essere tu… I pregiudizi… sono segnali… seguili.

ASCOLTARSI. E POI SPENDERE. O GUADAGNARE. Allora saremo RICCHI. DI VITA.

…e andare nei centri dove incontri gli amici con poco. li guardi negli occhi e li ami nelle loro strade intricate di vita. dove dai loro la tua connessione senza sconfinare. senza sostituirti. e rientri sereno A CASA TUA. ovunque sia. E’ IL TUO POSTO.

l’iva è al 22% . Imposta sul VALORE AGGIUNTO. già… c’è un prezzo da pagare se vuoi aggiungere valore…

e da qui si può partire… 

dai cerchi chiusi che uniti formano il segno di infinito… perchè non è “se c’è Barilla c’è casa” , ma se “se c’è casa, c’è casa”

 

non si è mai così attaccati alla storia come quando si ha paura del futuro, solo perchè abbiamo bisogno di guardare indietro a ricordarci chi siamo

 🙂 Michela

 

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