“Voglio parlarti di noi” Le Donne spiegate agli Uomini. Oltre la vignetta. In salotto. Giovedì 28 maggio 2015. Bassano del Grappa

Maschi e femmine. Esiste una possibilità di incontrarsi… senza distruggersi!

Questo non è un corso. Non ha nemmeno la pretesa di indirizzare i maschi come certe affermazioni che sembrano volerli colpevolizzare per il loro modo di essere…

 

Questo è un evento istintivo. Per fare qualcosa che mi piace tanto. Dare uno spazio concreto a tante conversazioni in cui ogni giorno mi ritrovo – sia nel lavoro, che nella vita privata. Parlando con uomini… di donne. E viceversa. Quattro chiacchiere dentro e fuori gli stereotipi.

 

Invece che criticare offro uno spazio. Il mio salotto. Chi vuole venire e decide di iscriversi lo fa.

Invece che professare… mi espongo e voglio raccontare agli uomini a cui interessa cosa succede – dentro – ad una donna in certe circostanze in cui l’uomo – il maschio – agisce dalla sua prospettiva. Nella relazione. E voglio dirvi come potete prendervi cura del vostro istinto maschile. Oggi. Un gioco di confronti. Voi portate le vostre domande. E vince chi porta a casa di più!

 

Questo evento – il primo, forse l’unico… chissà –  non è rivolto a tutti. E’ rivolto solo a quegli uomini che hanno voglia di mettere in gioco le loro esperienze. Fuori dal branco dove – inevitabilmente – nascondono le loro debolezze. E dedicare una serata davanti ad altri come loro. A fare una cosa che è molto difficile e appagante: parlare tra loro… e con me, di come si relazionano con le donne. Di cosa vogliono. Cosa funziona e cosa no. Per capirsi. Per lucidare il maschio che è in loro… arricchito del sentire tipicamente femminile. E andarsene a casa. Più liberi. Più forti. Più “belli”.

 

E’ tempo che vi riprendiate in mano il vostro scettro maschile. (e se fai una battuta… )

Sono stanca di vedervi in giro curvi, ammosciati e infemminiti. Le lamentele vi annientano.

Avete spazio: Il maschile e il femminile si possono integrare dando senso alla grande forza che l’uomo ha in sé e biologicamente ancora conserva.

 

Giovedì 28 maggio. A Bassano del Grappa.

Dalle 19.30 alle 22.30

Coachyourwife!

L’aperitivo lo portate voi.

Per iscrizioni:

eventi@coachyourlife.it

quota di partecipazione:

da un minino di € 30,00 a massimo € 60,00 o anche €100 se volete. Decidete voi alla fine, quanto vale quello avete fatto nella serata.

Quote Rosa: Le donne non sono ammesse. (potranno essere organizzati in seguito eventi aperti a entrambi)

Le iscrizioni via Facebbok vanno confermate con sms al 3932738518 con scritto “partecipo a Voglio parlarti di noi” 28.05 Nome Cognome Data di nascita e indirzzo mail.

 

Per maggiori informazioni su di me

www.coachyourlife.it

facebook MichelaMagicMiki Epifani

linkedin Michela Epifani

 

Amore un tanto al chilo. E la paura vince tutto

È San Valentino… il tam tam di face book sfoggia le più belle e ardue definizioni dell’Amore.

 

Leggo… poco convinta. Qualsiasi cosa mi appare vera solo in parte. Manca una sfumatura, si trascura un dettaglio…

tutto questo “cos’è-cosa non è”… mi trasmette separazione

Non so voi… mi stanno strette. Tutte. Anche le più belle.

L’Amore non si può definire. Definirlo è limitarlo e quindi chiuderlo nella mente.

Dopo tanti anni e giri col pensiero e con la vita a rincorrere il miraggio legato alle definizioni e non riuscire mai a chiudere quel cerchio, mi sento semplicemente di dire che l’amore non si definisce. L’amore SI FA. L’amore di DA. Sicuramente SI RICEVE. E SI E’…

noto sempre più spesso che in tutto ciò che abbiamo bisogno di classificare, di codificare trovo intrinseca solo paura… disarmante, sottile… nascosta…

Come fai a dire a una persona questo non è amore?… magari per lei lo è… questa espressione cela solo una mancanza… lo puoi osservare? Io sì… a volte mi capita…

Mi ricordo qualche estate fa, nella spiaggia del laghetto dove ero consona andare a prendere il sole e ritrovarmi a dialogare con amici e sconosciuti, di aver toccato questo tema. L’Amore!

E’ incredibile ma se provi a chiedere a qualcuno

COS’E’ L’AMORE, PER TE?”

la maggior parte cerca la risposta sospirando… li cogli a ricercare tra i ricordi quel qualcosa che non c’è, pensando a ciò che manca.

A ciò che manca di ricevere… e che vorrebbe.

E’ un paradosso! L’amore… così generoso… eppure la maggioranza lo cerca di incasellare attraverso la percezione di ciò che riceve…

Allora ho cambiato la domanda e tutto è diventato più silenzioso. Come quei momenti in cui uno si interroga per la prima volta su un tema importante.

“TU COME AMI?”

Le parole non possono descrivere il tutto. Di questo possiamo renderci conto ogni volta che ripensiamo ad una situazione, un attimo… in cui abbiamo amato. O in cui ci siamo sentiti amati. … sono attimi. E vivono grazie all’atto di amare…

Questo mi sento di dire oggi…

non perdere tempo a classificare o definire…

hai il potere di trasformare l’Amore da OGGETTO di desiderio a VERBO… DI AZIONE puoi sentire quanto è grandioso… potente, quanto può invadere la vita, essere per molti, essere ovunque, diventare te…

SEI amore… comunque… ama, ama, ama… ama fino a renderti conto che lo spazio dentro è talmente immenso che c’è posto per sperimentare ancora e ancora…

… anche oggi…

Buon San Valentino >3

 

Michela

 

 

PRINCIPI, RANOCCHI, PRINCIPESSE E STREGHE. La trama della favola… in tempi moderni.

dicono che

“in amore decide tutto la donna”

... non è vero.

Ho sentito spesso questa frase pronunciata sia da uomini che da donne.

certo, la donna può far molto. può far sentire il suo uomo fiero di sé, riconoscergli i suoi gesti, approvarlo, lasciargli spazio. fidarsi.

ma c’è anche l’uomo. e se l’uomo non ha coraggio iniziale, cura e costanza a sua volta nel far sentire la donna importante – la PIU’ importante e amata “qualsiasi cosa accada”, sicura… il ciclo positivo si interrompe. E viceversa anche.

 

 

È in questo ciclo positivo che si crea l’equilibrio dinamico. la possibilità per ciascuno di manifestarsi per quello che è. di comprendere sì, ma anche di rispettare il proprio spazio intimo. per come ci si sente. davvero. inutile pretendere. Da sé o da altri. Il gioco delle emozioni non può partire da una pretesa.

nel disequilibrio, nascondersi è aggravare il sentire già affaticato. per entrambi. È raffreddare le emozioni positive. la spontaneità. La fiducia.

 

peter pan deve trasformarsi in principe da solo se a casa vuole una principessa.

E la strega  – il meglio che può fare se non sta bene – è allontanarsi, se vuol esser principessa. non baciare. non parlare. non spiegare. non istruire… non subito.

 

ti bacio quando sento che posso venire verso di te, non quando il corpo si trattiene lontano. È essenziale evitare la confusione. dentro e fuori. tra te e te. e con l’altro.

non si è mai visto un eroe che ha la donna che gli mette a posto il cavallo prima di saltar su. o che gli da le bastonate.

al massimo può guardarlo con fiducia e dirgli “MI sentirei più sicura se tirassi la sella”. ed esprimere come si sente – in seguito a un suo gesto.

 

ma se lui si offende, si allontana o punisce per questo… non sta facendo la sua parte. in quel momento non può chiedere. è il tempo di dare. senza condizioni. o attendere. per dare.

 

quando una donna si sente sperduta delle sue stesse emozioni è lì che l’uomo ha la sua grande occasione di manifestare la sua PRESENZA. non servono parole. sono i suoi gesti che fanno la differenza. devono essere gesti generosi. sicuri. deve saper ricreare l’equilibrio.

è sua la conquista.

 

la donna… fidandosi, avrà l’opportunità di aprirsi di nuovo. come un fiore. e accoglierlo. di nuovo.

 

un rapporto richiede cura. richiede principi e principesse. ogni giorno.

esserlo su qualche isolotto sperduto e seduttivo son capaci tutti.

esserlo nella semplicità delle cose… pochi.

mettere lo stupore in un dialogo, curiosità, interesse, fiducia… al supermercato, dal giornalaio, in bagno…

è un po’ come confrontare il sentirsi ricco di uno che vince al superenalotto. appena ha vinto. rispetto al sentirsi ricco prendendo in mano l’euro che ti serve per metterlo nel carrello della spesa.

 

tanti dicono che sono le piccole cose che contano. ma pochi le contano con atteggiamento e gratitudine. regolarmente. È un notare. E devi deciderlo se lo vuoi nella tua vita.

È così che il primo giorno ti corro incontro col sorriso a braccia aperte, il cinquantesimo ti apro al citofono senza chiedere “chi è” e il centesimo(che poi non sono altro che 3-4 mesi) ti lascio ad aspettare con la cena pronta mentre sto facendo un “più eccitante” aperitivo con gli amici… o – più attuale – una chattata su facebook.

È così che si arriva a guardare più tv che occhi. Più facebook che persone vere. a trovare intrigante svegliarsi la mattina e andare a chetare con un estraneo/a invece che allargare un bel sorriso a lei/lui che E’ LI’ per te. mettendosi in gioco, alito compreso.

 

Ora ditemi – uomini che avete bisogno di sfide e donne che volete essere rapitedov’è  più facile stupirsi? sul “giornale quotidiano” di fb o davanti al vostro compagno?

Qual è la vera sfida vera?

 

– inviare il lesto POLLICIONE a un estraneo che fa una battuta suadente

– o posare il simbiotico telefono. non parlare degli altri. silenziarsi. prendere un bel respiro profondo e sincronizzato e sentirsi immensamente grati di QUEL momento. e sentire che basta. tu e lui. tu e lei. essere lì presenti?

e per quale motivo può valere la pena di fare la coda ad un supermercato, correre a destra e manca la mattina, cucinare, fare chilometri, comprare dei fiori?

 

lo fai per gioirne tu stesso e farne gioire qualcuno che sta col tuo essere tutto intero o per vedere quanti like avrà la foto su facebook?

 

non si tratta di fare il processo a facebook.  A me piace.  Ci sono mille altri esempi di scelte di assenza. il mio intento è solo di trovare risposta a questa domanda…

 

di cosa puoi fare a meno? Se ti mancasse…

 

… cerchi la strada più facile?

lo so per me. non per il lavoro che faccio o quello che ho studiato. non in teoria. lo so in quanto donna. per la donna che sono.  ho scavato per saperlo. ciascuno può saperlo solo per sé.

bisogna avere voglia di uscire dai propri alibi. e guardarsi interamente nella propria natura. bisogna arrivare al coraggio di distinguere i bisogni tuoi dai suoi. le tue paure dalle sue. Riconoscere il desiderio del desiderio…

un soldo per i tuoi pensieri. quelli che non puoi condividere con nessuno – forse neanche con te stesso a voce alta. quelli da cui ti nascondi.

con chi è più facile flirtare nascondendosi dal bisogno di approvazione? con un’estranea? con qualcuna che chiami “amica” ma ti esorta a flirtare col mondo intero sapendoti impegnato? Con chi ti tiene agganciato nella superficie dei tuoi e suoi sentimenti… e ti facilita il gioco della fuga o con la persona con cui vivi la tua relazione?

 

cosa stai facendo? mentre fai quello che stai facendo?

 

Sicuro che stai in un dialogo tra persone? O stai scegliendo situazioni in cui è illusoriamente più facile. Parziali. in cui mettere non TE, ma l’immagine più “x” che stai creando di te.

se sei impedito in un discorso non stai parlando con un amico. forse stai tenendo aperta una porta sulle tue possibilità. tieni quella parte di te che hai timore di condividere con il tuo lui o la tua lei… e la esprimi ad un altro, dove corri meno rischio. in un luogo che chiudi con un clic.

 

ma cosa stai creando?

stai facendo una gita in compagnia o stai vivendo un rapporto?

un rapporto non può basare sui silenzi vuoti.  e nemmeno sui segreti intimi.

 

Un rapporto si vivifica quando è carico di silenzi pieni intervallati da dialoghi. Dialoghi che corrono come fluido senza trovare barriere.

non occorre dirsi tutto. no. ma se puoi avere  con qualcuno che non è la persona più vicina a te, quella in cui puoi entrare mentre fate l’amore… conversazioni più intime di quelle che puoi avere con lei/lui, se il tema non è lei/lui o qualcosa che potresti raccontarle o qualcosa che le taci con un buon intento per lei/lui… stai giocandoti la posta più alta.

e  allora ritorna la domanda.

di cosa non puoi – anzi non vuoi – fare a meno?

Qual è la cosa che non sei disposto a perdere?

 

beh… della cosa di cui non puoi fare a meno… di quella devi occuparti. ogni giorno.

 

questo è avere un rapporto che fluisce. creare un meraviglioso scambio. Oltre la diffidenza. Oltre la scontatezza.

 

generare una sensazione di solida decisione di chi / cosa vuoi… per la quale la mancanza di un caffè, un pallino verde, una telefonata vuota… sono una eccezione e in quanto tale possono solo generare una occasione di amorevole comprensione. una risata. Siamo complici… in un gesto di amore libero.

 

L’unicità è dettata dal renderti conto che l’essere che hai di fronte è fatto di immense sfumature. Che se sai già tutto non potrai esserne curioso e ne perderai dei pezzi.

Richiede che il principe si renda conto che la principessa non pensa e sente come lui. Che non c’è una lotta a chi vince. Che il dialogo tra il maschile e il femminile – diversi – lo devi usare per comprendere e valutare i tuoi atteggiamenti con la tua compagna/compagno e non per fuggirli laddove è più facile. Che se sei critico con chi hai e aperto con chi non hai… non sei aperto affatto. È la differenza tra guardare un film e viverlo.

È comprendere i propri bisogni primari e quelli dell’altro.

 

E’ un gioco virtuoso e funziona più o meno così:

LA DONNA HA BISOGNO DI  

L’UOMO HA BISOGNO DI

1. Sollecitudine
2. Comprensione
3. Rispetto
4. Devozione
5. Rassicurazione

1. Fiducia
2. Accettazione
3. Apprezzamento
4. Ammirazione
5. Incoraggiamento

*tratto da “Gli uomini vengono da marte, le donne da venere”

E vanno a braccetto. 😀

1. Quando l’uomo mostra interesse per i sentimenti della donna ed il suo benessere, lei si sente amata e protetta. Questa sollecitudine la fa sentire speciale. Lei inizia ad avere maggiore fiducia e diventa più aperta e recettiva. La fiducia trasmette all’uomo la sensazione che sta facendo il meglio per sé e per la sua compagna.

2. Quando un uomo ascolta senza giudicare una donna che esprime i propri sentimenti, lei si sente ascoltata e compresa. Questo fa sì che lei non cerchi di cambiarlo e lui si sente accettato. Non perché lei lo ritenga perfetto, ma non sta cercando di migliorarlo, perché sa che lui penserà a migliorare sé stesso.

3. Quando l’uomo rispetta i diritti e bisogni della donna lei si sente amata. Con segnali concreti di questo rispetto come ricordarsi un evento, mandarle un messaggio, essere attento in momenti per lei importanti la donna si sente rispettata e comunica con facilità il suo apprezzamento all’uomo. L’uomo comprende il valore dei suoi gesti ed è incoraggiato a farli di più.

4. Se l’uomo da la priorità ai bisogni della sua donna è fiero di sostenerla e soddisfarla senza che lei debba recriminare… lei si sente speciale. Una donna ama sentirsi speciale e amata. Questo accade quando l’uomo tiene in considerazione i sentimenti della sua donna mentre si dedica ai suoi altri interessi. Lei così lo ammira. E lo accoglie con stupore e gioia. Un uomo che si sente ammirato ha la sicurezza di poter offrire alla sua la consapevolezza che lui la adora.

5. Quando l’uomo mostra con costanza, coi gesti e le parole alla compagna di amarla, di capirla e rispettarla e di essere grato della sua presenza nella sua vita, soddisfa il suo bisogno primario di rassicurazione. Lei si sente oggetto di amore e non conosce fatiche o cedimenti. Per l’uomo è normale pensare che una volta soddisfatti i primi 4 bisogni la donna si sena felice e sicura, ma non è così. La deve rassicurare con una continuità. E così lui. Che ha bisogno di incoraggiamento. Un uomo da il meglio quando i suoi bisogni sono soddisfatti. Ma se la sua compagna lo sollecita invece che basarsi sulla fiducia la relazione ne risente.

 

Eccovi il possibile intreccio. L’uomo da. La donna accoglie. E da a sua volta. E si innesta un ciclo virtuoso 

E’ facile comprendere che non può basare su un interesse e attenzione unilaterale. L’uomo conosce sé stesso e la sua donna. La donna conosce sé stessa e il suo uomo. Dagli stessi fatti possono nascere circoli viziosi o circoli virtuosi.

Decidi tu.

Io posso solo dirti che sapere queste cose… non ti basterà :-). Sapere non basta. Bisogna viverle. Metterle in atto. Impararle nell’esperienza. E non aspettarsi che tutto luccichi da solo appagandosi solo delle parole “ti amo”.

Anche l’argenteria più bella va lucidata. Curata. Coccolata. E in un rapporto da coccolare sono in 3: tu, l’altro, il rapporto!

Poi si sa, il supermercato degli sconti è sempre aperto. non sempre si trovano buoni affari… non di lungo periodo di certo.

Ma alla bottega delle buone occasioni … può darsi che tu sia tra quelli che pensano di aver fatto un buon incontro. l’occasione è lì. artigianale. Unica.

 

viverla richiede che tu decida…  vuoi essere il protagonista di una storia o fare indigestione di caramelle?

 

Una strada e un’altra. Nulla di più. L’unica cosa che non puoi immaginare è di percorrerle contemporaneamente. È impossibile.

Non perché sono distanti. Non perché siano brutte. Semplicemente perché la strada del principe e la principessa richiede – come ogni strada in cui metti in gioco la tua essenza – di crederci e che ci cammini al 100%. Completamente. E il solo fatto che ti ci sei incamminato non ti toglie gli ostacoli.  Ti offre decisioni.

 

Decidi tu!

E mentre tu decidi l’altro può sempre trovare un buon dolcetto da qualche altra parte. ;-D

 

Buone favole!

Michela

settembre e il presente indesiderabile

…fuori c’è ancora un bel sole che riscalda, fa quasi contrasto col freddo che inizia a sentirsi addosso in questi giorni…

non so se è settembre. non so se è questo mese che mi è sempre sembrato l’inizio della fine. la fine di un anno. la fine del periodo più gioioso. la fine dei progetti disegnati l’anno prima… il suo numero: 9. la fine. la chiusura.

so che in questi giorni continuo a pensare a come funzionano le cose tra le persone. ancora. il più delle volte. che siano contatti di lavoro o relazioni private. trovo che quando qualcosa inizia e fluisce arriva spesso il momento in cui… si perde di vista la gratitudine. e la danza dei desideri ha inizio. all’espressione si sovrappone l’impressione.

il desiderio è per qualcosa che non c’è. è viaggiare nell’ASSENZA. è stare nel FUTURO.

la GRATITUDINE è per qualcosa che c’è. accade nel PRESENTE. è la forma più essenziale di RICONOSCIMENTO del PRESENTE.

ci puoi entrare dentro per un po’. immergerti. e non occuparti più della dura legge del dare e avere. sei. puoi donarti. essere completamente dentro le tue azioni. quali che esse siano.

lo fai e ti senti bene. tutto ha un suo equilibrio e nulla stride. puoi apprezzare l’altro senza timore che questo implichi soffocare tè e puoi sentirti apprezzata senza che nulla, proprio nulla debba, essere fatto. e viceversa. tu vedi. l’altro vede. e si sta bene in presenza.

poi improvvisamente arriva lo strattone spigoloso dei desideri. il bisogno del desiderio. di cui divieni l’oggetto o il soggetto. e si rompe l’incanto. Un desiderio che nasconde la paura. la paura del presente che ti si offre DA VIVERE!

è guardarsi dentro invece che vedere fuori. e si pensa. o si è pensati. come se entrambe le cose non potessero più stare assieme. come se il dare congedasse dal ricevere. come un dazio da pagare… e invece che continuare a mostrarti inizi a sentire di dover dimostrare. e viceversa…

non puoi più assecondare il vedere, perchè il bisogno di desiderio richiede mancanza. e la mancanza viene dalla distanza.

fuggire. per essere rincorsi.

girare le spalle. per rarefarti. renderti rara. 

mi chiedo quante persone conosco che sono in grado veramente di avere una perla senza darla mai per scontata. senza possederla. senza dimenticarla solo perchè è “loro”

quante persone conosco, uomini e donne, che possono svegliarsi al mattino e riescono a considerarsi fortunati e GRATI di quello che c’è.

chi si chiede “cosa posso fare per rendere omaggio alla giornata della persona che più conta per me, per farle sapere che è importante?”

quanti vanno a letto e sono riconocenti delle persone che hanno attorno – INCLUSO SE’ STESSE – , senza che vi sia un motivo. non perchè ti danno qualcosa. non perché sono belle, simpatiche, interessanti… solo perchè SONO. SONO QUI. ti sono capitate accanto e questo arricchisce la tua vita. TI FA VIBRARE MAGGIORMENTE. e hai semplicemente voglia di dire

“GRAZIE CHE SEI QUI. CHE SEI QUELLO CHE SEI”

non so se mi piace, ma fin da ragazza pensavo che il tempo futuro non è scontato. io NON SO cosa può accadere domani. per questo sono piena di voglia di vivere. per voglia di vivere non intendo “prendere tutto quello che c’è da prendere”. intendo POTERMI DARE COPLETAMENTE con tutto quello che sono, che sono stata. con tutta la forza.gioia.energia.tristezza.incoerenza.ampiezza. che sono dentro di me. in base a quello che sento. senza puntarmi su qualcosa che non ritengo essenziale. FACENDO SAPERE A CHI STA NELLA MIA ESISTENZA QUANTO DI BELLO VEDO.

non riesco a capacitarmi che si possa avere voglia di distanziarsi da qualcosa che ci fa beneper renderci conto che ci fa bene. credo siano semplicemente FUGHE!

 

domani potrei essere morta. tu potresti esserlo. domani può essere anche tra un minuto. ci hai mai fatto caso?

mi chiedo “perchè esimermi?”. e non trovo risposta. ho scavato. dentro. non c’è.

trovo assurdo allontanarmi da chi amo per essere amata. limitarmi con chi apprezzo per essere apprezzata. sono quello che sono. e così tu. lasciare spazio è diverso che allontanarsiamare è un momento. un gesto che può appartenere ad un amica in cui intravedi un abbraccio, un momento in cui “sei lì” totalmente per la persona che ha acquistato il tuo servizio, o per te mentre ti metti una crema. o qualcosa di più grande. per una persona con cui senti la voglia di condividere qualcosa di più… non c’è fretta. c’è un tempo pieno. completo. non c’è nulla da correggere quando entrambi si manifestano. e basta. non c’è nulla di scontato. e non c’è bisogno di ritirarsi. domani esiste nella tua mente e non “sai già che avrai quello che hai avuto oggi” perchè non c’è sapere che tenga rispetto al vivere.

trovo assurdo smettere di meravigliarsi di una persona. smettere di osservarla e coglierne le sfumature.

trovo assurdo intrappolarsi nel movimento che costringe ad una scelta. do o prendo.

trovo assurdo negarmi quando ho dentro una spinta a darmi. solo perchè l’altro si è  inceppato a prendere.

SOTTRARSI. fa male. non si vince niente quando lo si fa.

se sto male mi devo spostare. è diverso

se non sto bene in un posto. mi sposto.

se non sto bene con qualcuno. mi sposto.

se sto bene.. resto.

tu, se stai bene, resti? ti siedi o ti dai? vedi o guardi?

ogni incontro non è che incamminarsi vicino e vicino. a renderti conto che ancora tanta distanza separa due anime. che c’è un io e c’è un te. un’immensità. non c’è fretta di trovarmi un posto fino a che mi vivi pienamente. sono gli armadi quelli che sistemi una volta per tutte. (e forse neanche quelli) non le persone. le persone possono avere uno spazio. puoi decidere di lasciare uno spazio. e continuare ad osservare quello dell’altro. entrarci. bussare. uscire garbatamente accostando la porta. lasciare un biglietto…

una persona non è una valigia in cui metti delle cose tue per fare un trasbordo e che riponi in cantina quando hai finito, salvo riprenderla per un’altro viaggetto.

se la vuoi vicina veramente devi vederla nel suo insieme. devi poterti chiedere cosa è importante per lei. cosa vive. e per trovare le risposte devi avere voglia di avvicinarti. garbatamente. alla SUA vita. senza invadere e senza strattonare. e di fare spazio… nella TUA. SONO SPAZI CHE SI FONDONO. AMPLIANDOSI.

le vite non sono autostrade singole. sono intrecci con altre vite. è così che diventiamo quello che siamo. ogni momento.

che tu rincorra o abbia la fortuna di camminare nel presente… sono sempre i PASSI CHE FAI VERSO a farti vedere la persona negli occhi. dentro. dove lei /lui è. e in qualche modo si guarda assieme da qualche parte… AVANTI.

QUELLI IN CUI VAI VIA ti fanno vedere solamente le sue spalle. tè stesso. e le tue proiezioni…

anche se energie maschili e femminili sono confuse ogni giorno, non può ridursi tutto ad avere bisogno che l’altro MANCHI per rendersi conto che VALE. CHE LO VUOI NELLA TUA VITA. c’è un luogo nel presente in cui ciascuno di noi HA UN MASCHILE E UN FEMMINILE e può rendersi conto di cosa vuole veramente… e  renderlo PRESENTE nella sua vita. e  FARE LA PROPRIA PARTE: ESSERE. ESSERCI. COMPLETAMENTE.

MANCARE è UN MIRAGGIO.

Da questa prospettiva… non so se voglio essere nei sogni di qualcuno… Mi piace l’idea di essere parte dell’esistenza di qualcuno. Così come viene. Per come mi viene. Liberamente.

se credi che porto qualcosa di bello nella tua vita ed hai l’esigenza di tenermi lontana… tutto quello che hai sperimentato di me SVANISCE. io non sono i tuoi pensieri. può restare vicino il mio corpo. forse anche le mie parole o le mie paure. ma non sarò mai completamente lì. puoi tenermi dentro un messaggio o in un pallino verde acceso su fb… non non sono io.

se vuoi prendere solo pezzi di me e non hai ancora incontrato tutto l’intero… non potrai avere tutto in ogni momento. tutto è dove non hai bisogno di esaminare. dove non hai bisogno di immaginare. tutto è solo ed unicamente QUI.

prima DECIDI e poi VIVI.

e non INTANTO VIVI e poi DECIDI.

fa una grande differenza…

io non sono l’idea che ti vuoi fare di me mentre non ci sono. nessuno lo è. sono l’odore che ti lascio attorno. sono il calore di quell’abbraccio. e forse domani ce ne sarà un’altro – diverso. sono il suono di una risata. o una bizza inattesa. sono il silenzio che ti posso offrire. sono le mie onde. e il battito del cuore. sono il suono speciale di una carezza. la vibrazione che solo tu puoi sentire in mia presenza…

…perchè SONO presenza. PRE-SENZA. “sono tutto” quello che hai di me PRIMA di RIMANERE SENZA.

è questo che sono le persone! è questo che sono gli animali. e tutto ciò che ha vita… che scorre trasversale attraverso il tempo…

nulla è garantito quando vivi. se non il vivere stesso. senza filtri. e per vivere devi smettere di desiderare e divenire DESIDERANTE. aperto senza timore al tuo diritto di volere. aperto al mistero. coraggioso verso ciò che… VUOI.

 

VOGLIO!

che magica parola. sepolta e impolverata da tanti preconcetti. regole di finta educazione…

 

IO VOGLIO TE! 

che suono meraviglioso hanno queste parole. solo al pronunciarle dentro. chiare. stentoree. per sé stessi. o per qualcun altro!

trasmettono un allure da impavidi cavalieri!

se sei un uomo: fai il primo passo. agisci. 

se sei una donna: accogli. apri il tuo spazio e ricevi.

nessuno deve soffrire. se tutti OSANO VOLERE!

 

E’ settembre. Il principio della fine… necessaria per ogni nuovo inizio.

E’ settembre. Un mese incredibilmente adatto per chiederti “COSA VOGLIO?” e fidarti delle risposte che custodisci nella pancia.

E’ settembre e il solstizio è già passato. La luna calante ti avverte di liberare spazio. Se c’è qualcosa che non vuoi… liberatene.

Ma se c’è QUALCOSA che VUOI , QUALCUNO che VUOI… LASCIA CHE LA GIOIA DI AVERLA RISUONI DENTRO DI TE e tutto prenderà forma.

 

 

 

 

 

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