la strada della felicità



la felicità è uno “stato” che non si trova sulle cartine geografiche, ma quando la percepisci sei di certo sulla strada “giusta”. Ovunque sei.

perle, aforismi e metafore 7 marzo 2011

un fumetto che mi vene così

…certi sembravano pazzi, mentre erano solo troppodotati e i normodotati li hanno esclusi dal cerchio…anche perchè non avevano occhi per vederceli dentro…

tutte le strade portano a te

l’ho provato personalmente ed è stato veramente difficile accettarlo, lo è tutt’ora a tratti,…ho avuto paura, mi sono sentita spaesata, disorientata…

ma penso che

se ‘perdi’ la tua ‘dote’ è per lasciar spazio ad un’altra…più nascosta…come quando resti per un po’ senza voce e fai l’esperienza di esprimerti a gesti…per poi rifare il quadro da un’altra prospettiva…

MOZZARELLA DI BUFALA…Italiana :-)

credo che ingigantire (con le tecniche di comunicazione che – ovviamente – conosciamo) la propria esperienza di trainer o coach (o qualsiasi altra cosa) sia una chiara dichiarazione di inesperienza, oltrechè un’offesa all’intelligenza delle persone che conoscono un po’ di semplici basi di ‘analisi lo…gica’ grammaticale e sanno pensare (ovvero tanttissimi!)
non serve la pnl per notare che:
“…a cui il maggior numero di persone in Italia affida la sua formazione…” oppure ” è l’italiano con maggiore esperienza nel settore del team coaching” contiene dei SUPERLATIVI RELATIVI…non dimostrabili. semplicemente.
credo che TUTTI i miei colleghi e conoscitori della PNL saprebbero porre domande di precisione sulle suddette affermazioni…vogliamo giocarci?

nel mio piccolo, come coach e consulente di crescita personale, senza primati in mente (se non la scimmia che volevo da piccola al posto del cane) benchè capisco che vi sia una parte di vendita anche nel nostro lavoro, mi chiedo se sia questo il meglio di sè che alcuni miei colleghi sanno presentare per invogliare le persone a costruire il mondo bellissimo e pieno di valori che presentiamo nelle aule…

così…tanto per pormi liberamente una domanda stamattina… 😉

BUONGIORNO!

Glamour di febbraio…a pag 148 Coachyourlife

a volte capita che le circostanze portino dove non pensavi di andare! a volte sono belle circostanze. 🙂

e mi ritrovo su GLAMOUR  con 10 STEP PER FARTI VALERE SUL LAVORO!

Non che questo articolo cambi il mio pensiero rispetto al significato profondo che ha il mio lavoro e a quelli che io considero risultati…quelli che mi comunicano le persone che vengono da me. Loro: i protagonisti delle loro storie.

Però è stato bello. Mi sono divertita a rispondere alle domande. Mi sono sentita frizzante come un’adolescente nel dire a tutte le mie amiche e amici “Comprate Glamour di febbraio”.

Ho riso di pancia sinceramente quando passavo in edicola e…non c’era… chi mi segue su Facebook lo sa! 🙂

L’articolo è uscito e vedere la mia faccia lì mi ha fatto piacere. Questa rivista è la più letta dalle trentenni!

Ho comprato diverse copie. E poi… ho constatato che il successso di stampa è freschezza. E che è piacevole abbinarlo al successo con le persone. Far succedere le cose migliori nelle loro vite…e poi lasciarli andare. Fieri.

Uno dei due non può esistere senza l’altro, per me. Mentre uno può.

Sarò fiera ogni volta che mi capiterà di poter trasmettere il mio messaggio. Ed essere utile.

E’ fantastico pensare che anche una sola persona tra le migliaia che hanno letto uno dei 10 punti a pagina 148 e può avere scoperto come sentirsi meglio nel luogo di lavoro. Come non farsi sopraffare dalle critiche.

So che potrebbe sembrare banale…ma io la penso proprio così!

Spero ne verranno altri. Chi lo sa Glamour US :-))) e intanto continuo a pensare a quella piccola goccia di ricchezza che ogni persona riesce a mettere nel mare della sua vita. IL SUCCESSO.

E voi, di cosa vorreste sentirmi parlare? Lavoro, amore, sesso, relazioni, sport, tempo libero…

fidarsi

Da tempo rifletto sull’inconsistenza generica e il dualismo insito in molti concetti. Definizioni astratte che dovrebbero orientare, mentre spesso confondono o portano contrasti…

‘rispetto’, ‘onestà’, ‘libertà’, ‘correttezza’ …Sento che non basta constatare che ciascun individuo ha i suoi criteri soggettivi in cui riconosce questi Valori come attesi o disattesi.

E’ una base, sì. I valori. Chiarificati davvero.

Alcune persone non sono neanche ancora arrivate a questo, mentre vivremmo tutti profondamente meglio essendo consapevoli di questo ‘campo soggettivo’ con cui ci muoviamo. E faremmo vivere meglio anche gli altri.  Con meno giudizi. E più ascolto. Reciproco. Soprattutto.

Ma quando penso alla Fiducia, tutto cambia per me.

Ti sei mai chiesto cosa significa veramente fidarsi?

L’atto in cui vivi le cose, le persone, tutto…in quello spazio in cui ‘credi’…

Se mi spingo in questa direzione mi accorgo in modo sempre più significativo che il fidarsi si rivolge essenzialmente solo a sé stessi…mentre spesso lo si guarda fuori da sé.

“Mi fido di te…”

Quando accade non stai facendo altro che fidarti semplicemente di te? Del tuo sentire su quella persona, circostanza. Del tuo scegliere di entrare in contatto con qualcuno, per esempio…

Nel momento stesso in cui dici a qualcuno “ti rendi conto che mi sto fidando di te” o gli chiedi “posso fidarmi di te?” quello che sta accadendo è proprio il contrario, c’è qualcosa che ti impedisce la fiducia, quella completa, l’unica… ed esci fuori…in cerca di una rassicurazione, di un dettaglio in più…

Quale dovrebbe essere l’atto naturale se ti accorgi che la tua fiducia ha una flessione, un freno? Fare un passo indietro o semplicemente rivalutare il tuo sentire.  Parlare anche sì…ma poi devi tornare dentro…e decidereè lì che accade la fiducia…

Tutto succede grazie alla fiducia… che non è altro che un sinonimo di ‘credere’…

se non sai farlo, non puoi che impararlo…acuire quel senso…

Quando avevo 12 anni ho commesso un errore… di fiducia. Uno di quegli errori che segnano la vita. Questo errore ha toccato profondamente la mia fiducia e forse per questo ho osservato e riosservato cosa accade in me e negli altri in questo spazio. E forse per questo ho imparato ad osservare tanti dettagli. Tantissimi…

Nel corso del tempo tante volte ho constatato la contraddizione. Il credere che ti stai fidando. E il notare che, ad un altro livello, ti stai comportando come una persona che non si fida… A volte non riuscire nemmeno a notarlo…e perdersi nei segnali esterni…

Non importa quali siano le circostanze…

Quello che accade è che nel momento del confronto con il mondo esterno, con le persone, con un’amica, un cliente, un uomo…più cresce il rischio, la paura, il desiderio di non sbagliare, il voler evitare la sofferenza, a te, agli altri…soprattutto… più  tutto questo è ‘tanto’, più inizia quel movimento contorto e contradditorio attorno alla fiducia

Mi sono chiesta spessissimo – avendo questa attitudine ad osservare le ricchezze e le paure degli altri – fino a dove corresse la mia responsabilità e fino a dove stesse quella dell’altro…

Solo di recente ho ‘compreso’…quella comprensione che sta dentro…nello scrigno segreto di ogni uomo, di ogni persona…che l’essenza di tutto sta nel comprendere che la fiducia è personale, intima e nulla fuori può accadere per evitarti di entrarvi in relazione davvero…se quello che vuoi è vivere le tue esperienze pienamente…se ami “uscire  dalla scatola”, se credi che sia un tuo diritto…

Il fidarsi è ‘silenzioso’ dentro…c’è un momento in cui ‘vivi’ il momento che hai scelto di vivere…completamente…

Quando ti fa stare bene…ci stai… è un crescendo stupendo, soprattutto se si tratta di un’incontro con un altro essere umano…

“farsi del male” od “essere feriti” è una cosa che non si può evitare con certezza, esiste semplicemente nella mente…rispetto a ciò in cui credi, a ciò in cui ‘credi di credere’ e a tutta una serie di arzigogolate sensazioni e pensieri che girano dentro di te…e calibrano la tua presenza nel mondo esterno…certo…se il dolore è tanto, è difficile accettarlo…la ferita di altri dolori si può riaccendere, dolori che pensavi placati…ti rendi conto che sono ancora lì…e che  il tuo atto di fiducia ti ha portato in quel posto…

ma non c’è nulla altro da fare…è una cosa tua…è da lì che riparti, ti muovi, riascolti…perché non c’è nessuna altro posto, nessuna altra persona che possa decidere per te…la prossima volta…

perché se vuoi vivere veramente con gli altri…il come e quanto svelarti lo deciderai tu…ma sempre svelarti vorrai…altrimenti a che ti serve un incontro? Farti riconoscere qualcosa di te…esprimere spontaneamente…uscire fuori…

c’è forse un unica cosa che può sembrare rientrare nel campo dell’altro: è ciò che ti viene detto. “Posso fidarmi di te?” Il ‘credo nelle tue parole’…ma si sa…la parola non è tutto. Anzi. Non è che un piccolo pezzettino e ormai molti sanno che quel pezzo è un pezzettino…che va raccordato con il resto. Ciò che vedi o percepisci. Il corpo cosa dice?

Il corpo mente molto meno della parola…

E quindi tutto torna a te… tra te e te…

Quello che è accaduto fuori non è altro che un errore o un’esperienza senza riscontro con la tua essenza…ovvero un risultato diverso da quello che ti aspettavi…da quello che credevi ‘potesse essere il risultato’…prima di cominciare…

Credo che sia tempo di rendersi conto che aspettarsi dagli altri questa fiducia che deve nascere dentro noi stessi, è un’inganno alla nostra realizzazione.

Senza fidarsi – ovvero senza esercitare quell’intimo atto di ascolto verso noi stessi – nessun amore è possibile, come non è possibile nessuna azione che contenga la tua ricchezza, che porti ad emergere una tua dote o a realizzare un tuo sogno o un impegno…che è vivere nel tuo essere e lasciare che esploda, che si manifesti. Com’è. Dalla sua essenza.

e mentre scrivo…ho un po’ bruciato l’arrosto! 😉

I libri per cominciare

Uno dei miei preferiti… Un libro bellissimo. Per chiunque.

“Quest’opera è una conversazione ispirata tra una grande mente dei nostri tempi, Richard Bandler, e un trainer di Programmazione Neuro-Linguistica intelligente e profondo, Owen Fitzpatrick.

Una lettura coinvolgente per spezzare le catene e rendersi LIBERI: liberi di scegliere e non scegliere, di cambiare e non cambiare, liberi dai vincoli derivanti dalla propria condizione familiare, sociale, fisica e ambientale. Liberi anche di sbagliare e di ricominciare” ORDINALO ON LINE

Per allenarsi mentalmente nella preparazione sportiva – Ted Garratt

“Come allenare la mente per vincere usando le tecniche della Programmazione Neuro-Linguistica. Un libro molto pratico che presenta nuove e rivoluzionarie idee sia per gli sportivi professionisti che per i dilettanti.

Un programma formativo completo che fornisce intuizioni notevoli sia per l’allenamento fisico che per quello mentale.”  ORDINALO ON LINE

Wayne Dyer è uno dei miei maestri ispiratori. Un uomo capace di trasmettere forza e cuore. Visione e potenza.

In questo libro Wayne Dyer propone una visione radicalmente diversa: per Dyer l’intenzione è una forza universale che permette l’atto stesso della creazione, in tutti gli ambiti.

L’intenzione non è un atteggiamento individuale che muove ciascuno di noi all’azione, maun’energia cosmica di cui tutti noi facciamo parte, e alla quale possiamo attingere per plasmare realmente la nostra vita. ORDINALO ON LINE

Questo libro mi ha risvegliata. Mi ha fatto uscire dai libri e al contempo ritornarci. La danza…tra lo studio e la vita reale. Tra la teoria e la pratica. Leggerlo è come un risveglio illuminante. Adoro Jodorowsky per la sua immensa abilità di trasmettere ciò che è e mai ciò che deve apparire. In modo poetico. Artistico. Ampio. ORDINALO ON LINE