EVENTO RISERVATO 2°EDIZIONE “Eccellenza Personale Autentica” Excellence Group ❤ X 8 –

Pieno di buoni propositi, libri di crescita personale, obiettivi motivanti,…eppure…?

Inizi liberamente e senza aspettative e non sai bene come e perché?

 

Quel lieve senso di insoddisfazione che nasconde il DESIDERIO DI RINNOVARE O REALIZZARE QUALCOSA DI BELLO NEL FUTURO E CONSENTIRSI DI OSARE può esprimere la fine di un ciclo o un talento latente.

Sai che c’è? C’è che non importa come hai iniziato. Il tempo è arte e quello che conta è la chiarezza delle tue risorse personali per REALIZZARE qualsiasi cosa intraprendi CON RISPETTO DELLE TUE CARATTERISTICHE PROFONDE. Quello che VUOI, come vuoi, come puoi.

Ti confido che io nel rispetto del mio essere e di quello di tutte le persone che verranno da me, non ho voglia di usare leve di marketing verbale o creare forzature alle persone per vendere qualche metodo omologato uguale per tutti.

Non ho mai pensato che esista un unico modo per chiunque. Esistono POSSIBILITA’ ❤ 

 

Ho ideato una possibilità e l’ho chiamata EXCELLENCE GROUP “Eccellenza Personale Autentica” ❤ X 8

mettere insieme POCHE PERSONE VERAMENTE MOTIVATE ad esplorare la loro eccellenza, ATTIVANDOLA prendendone coscienza, attraverso un insieme di strumenti scientifici e l’approccio integrale all’essere che caratterizza ciascuno.

EXCELLENCE GROUP “Eccellenza Personale Autentica”  è una sessione intensiva di 4 ore  riservata ad un gruppo di 8 persone.

2° EDIZIONE A BASSANO DEL GRAPPA il

20.04.2018 DALLE 16.00 ALLE 20.00

COSA ACCADRA’?

❤ Si parte dalla Mappa Personale Bio-Coachyourlife e dal profilo di personalità DOLQUEST (leggi qui su LinkedIn di cosa si tratta e qui dq). Due report che lavorano in sinergia a livello profondo, che verranno elaborati prima dell’incontro per dare la possibilità agli 8 autentici esploratori di focalizzarsi davvero sui loro punti di forza e ridurre a zero le chiacchiere opinionistiche su “come devi fare”.

Ciascuno E’ UNICO e lavorerà partendo dalla sua unicità che emerge chiaramente dal profilo Dolquest che basa sulle più moderne scoperte delle neuroscienze.

Ciascuno ha i suoi talenti, le sue sfide e le sue energie a disposizione. E anche le aree in cui trattarsi con comprensione. Senza pretese. Il tuo cervello è a tua disposizione ed è unico

❤ Durante la sessione entreremo del vivo della base neuroscientifica del  profilo Dolquest:

  • le caratteristiche del cervello rettiliano-limbico- corticale e degli emisferi destro e sinistro-
  • vedrete come sia immediata la presa di coscienza quando ciascuno ha in mano il suo personale profilo.

❤ Vi accompagnerò a definire intenti, obiettivi o la domanda su cui DECIDETE DI FOCALIZZARVI PER IL PERIODO ADATTO A VOI (chi lo ha detto che debba essere un anno e non 10 o 13 mesi? 😉 e un vostro STILE DI AZIONE allineato con le vostre caratteristiche.

❤ Per integrare il lavoro di autocoscienza verrà data a ciascun partecipante la possibilità di incrociare i risultati del Dolquest con la Mappa Biologica  Personale e l’Essenza di Nascita (Mappa Bio-Coachyourlife) predisposta anche queste prima della sessione. (eh già, io inizio prima a lavorare per farvi trovare eccellenza esterna oltre che la vostra 🙂

❤ Le attività cognitive saranno intervallate da momenti di connessione vibrazionale e pulizia energetica.

 

Il lavoro è molto profondo e realmente generativo, e richiede il rispetto dell’unicità di ognuno dei presenti da parte degli altri. E la partecipazione intensa, per garantire l’ambiente adatto a chi ha la volontà di entrare completamente nel processo, quindi nella scelta degli 8 partecipanti per questa prima sessione di eccellenza autentica del 2018, darò la precedenza a chi palesa una reale e sincera intenzione di mettersi in gioco alla scoperta di sé stesso e una forte motivazione a valorizzare il lavoro suo e del gruppo.

E POI FINISCE QUI?

No. Per gli 8 partecipanti  ci sono 2 incontri gratuiti di approfondimento e feedback che concorderemo alla fine dell’incontro sulla base dell’esigenze emerse.

Chi lo desidera potrà usufruire anche di una speciale assistenza della durata di tutto l’anno, con sessioni personali per lavorare individualmente su eventuali obiettivi/conflitti/desideri emersi.

 

Condizioni di partecipazione:

Facile ma impegnativo!

Andate QUI ❤ e compilate il form per la richiesta motivata unita ai vostri dati di nascita che serviranno a me per fare il mio lavoro. Entro il giorno successivo all’invio, vi verrà inviata la risposta.

Vi ricordo che davvero la sessione è aperta solo a 8 persone e Le richieste verranno considerate anche in ordine di precedenza di arrivo.

Se la richiesta è stata accolta nella mail troverai le informazioni per concludere l’iscrizione con il versamento via bonifico della quota di partecipazione di € 280 + iva  che comprende:

  • Sessione intensive di 4 ore
  • Profilo Dolquest Stampato completo di manuale di lettura
  • Elaborazione Mappa biologica ed essenza 
  • 2 incontri approfondimento gratuiti della durata di 2 ore
  • la mia promessa che tutto quello che accadrà sarà autentico

Non sto a dirti quanto costano tutte queste cose una a una perché il mio intento verso chiunque è che sappia ascoltare col cuore la sua occasione e valuti con quello il contenuto di ciò che riceve. Comunque potrei…  Ti dico invece che tutti i miei seminari trattano il tema del valore collegato al denaro. La tua mappa dirà qualcosa in merito alla tua dinamica personale, anche su questo. Se c’è qualcosa… emerge.

Oltre la paura vi è ricchezza.

Io ci sono.

Spero di vederti all’Excellence “Eccellenza Personale Autentica”

 

Michela

EVENTO RISERVATO “Eccellenza Personale Autentica” Excellence Group ❤️ X 8

Forse il nuovo anno è iniziato pieno di buoni propositi, libri di crescita personale, obiettivi motivanti,…?

Oppure è Iniziato liberamente senza aspettative. O può essere iniziato con qualche dubbio e quel lieve senso di insoddisfazione che nasconde il DESIDERIO DI RINNOVARE O REALIZZARE QUALCOSA DI BELLO NEL FUTURO E CONSENTIRSI DI OSARE.

Sai che c’è? C’è che non importa come hai iniziato. Il tempo è arte e quello che conta è la chiarezza delle tue risorse personali per REALIZZARE qualsiasi cosa intraprendi CON RISPETTO DELLE TUE CARATTERISTICHE PROFONDE. Quello che VUOI, come vuoi, come puoi.

Ti confido che io nel rispetto del mio essere e di quello di tutte le persone che verranno da me, non ho voglia di usare leve di marketing verbale o creare forzature alle persone per vendere qualche metodo omologato uguale per tutti.

Non ho mai pensato che esista un unico modo per chiunque. Esistono POSSIBILITA’ ❤️ 

 

Ho ideato una possibilità e l’ho chiamata EXCELLENCE GROUP “Eccellenza Personale Autentica” ❤️ X 8

mettere insieme POCHE PERSONE VERAMENTE MOTIVATE ad esplorare la loro eccellenza, ATTIVANDOLA prendendone coscienza, attraverso un insieme di strumenti scientifici e l’approccio integrale all’essere che caratterizza ciascuno.

EXCELLENCE GROUP “Eccellenza Personale Autentica”  è una sessione intensiva di 4 ore  riservata ad un gruppo di 8 persone.

A BASSANO DEL GRAPPA il 31. 01.2018 DALLE 16.00 ALLE 20.00

COSA ACCADRA’?

❤️ Si parte dal profilo di personalità DOLQUEST (leggi qui su LinkedIn di cosa si tratta e qui dq) che verrà elaborato prima dell’incontro per dare la possibilità agli 8 autentici esploratori di focalizzarsi davvero sui loro punti di forza e ridurre a zero le chiacchiere opinionistiche su “come devi fare”.

Ciascuno E’ UNICO e lavorerà partendo dalla sua unicità che emerge chiaramente dal profilo Dolquest che basa sulle più moderne scoperte delle neuroscienze.

Ciascuno ha i suoi talenti, le sue sfide e le sue energie a disposizione. E anche le aree in cui trattarsi con comprensione. Senza pretese. Il tuo cervello è a tua disposizione ed è unico

❤️ Durante la sessione entreremo del vivo della base neuroscientifica del  profilo Dolquest:

  • le caratteristiche del cervello rettiliano-limbico- corticale e degli emisferi destro e sinistro-
  • vedrete come sia immediata la presa di coscienza quando ciascuno ha in mano il suo personale profilo.

❤️ Vi accompagnerò poi a definire intenti, obiettivi o la domanda su cui DECIDETE DI FOCALIZZARVI PER IL PERIODO ADATTO A VOI (chi lo ha detto che debba essere un anno e non 10 o 13 mesi? 😉 e un vostro STILE DI AZIONE allineato con le vostre caratteristiche.

❤️ Per completare il lavoro di autocoscienza verrà data a ciascun partecipante la possibilità di incrociare i risultati del Dolquest con la mappa biologica  personale e l’essenza di nascita predisposte anche queste prima della sessione. (eh già, io inizio prima a lavorare per farvi trovare eccellenza esterna oltre che la vostra 🙂

❤️ Le attività cognitive saranno intervallate da momenti di connessione vibrazionale e pulizia energetica.

 

Il lavoro è molto profondo e realmente generativo, e richiede il rispetto dell’unicità di ognuno dei presenti da parte degli altri. E la partecipazione intensa, per garantire l’ambiente adatto a chi ha la volontà di entrare completamente nel processo, quindi nella scelta degli 8 partecipanti per questa prima sessione di eccellenza autentica del 2018, darò la precedenza a chi palesa una reale e sincera intenzione di mettersi in gioco alla scoperta di sé stesso e una forte motivazione a valorizzare il lavoro suo e del gruppo.

E POI FINISCE QUI?

No. Per gli 8 partecipanti  ci sono 2 incontri gratuiti di approfondimento e feedback che concorderemo alla fine dell’incontro sulla base dell’esigenze emerse.

Chi lo desidera potrà usufruire anche di una speciale assistenza della durata di tutto l’anno, con sessioni personali per lavorare individualmente su eventuali obiettivi/conflitti/desideri emersi.

 

Condizioni di partecipazione:

Facile ma impegnativo!

Andate ❤️QUI ❤️ e compilate il form per la richiesta motivata unita ai vostri dati di nascita che serviranno a me per fare il mio lavoro. Entro il giorno successivo all’invio, vi verrà inviata la risposta.

Vi ricordo che davvero la sessione è aperta solo a 8 persone e Le richieste verranno considerate anche in ordine di precedenza di arrivo.

Se la richiesta è stata accolta nella mail troverai le informazioni per concludere l’iscrizione con il versamento via bonifico della quota di partecipazione di € 280 + iva  che comprende:

  • Sessione intensive di 4 ore
  • Profilo Dolquest Stampato completo di manuale di lettura
  • Elaborazione Mappa biologica ed essenza 
  • 2 incontri approfondimento gratuiti della durata di 2 ore
  • la mia promessa che tutto quello che accadrà sarà autentico

Non sto a dirti quanto costano tutte queste cose una a una perché il mio intento verso chiunque è che sappia ascoltare col cuore la sua occasione e valuti con quello il contenuto di ciò che riceve. Comunque potrei…  Ti dico invece che tutti i miei seminari trattano il tema del valore collegato al denaro. La tua mappa dirà qualcosa in merito alla tua dinamica personale, anche su questo. Se c’è qualcosa… emerge.

Oltre la paura vi è ricchezza.

Io ci sono.

Spero di vederti all’Excellence “Eccellenza Personale Autentica”

 

Michela

Diversi Uguali

che alcuni confondono il non esser d’accordo con l’esser conflittuale

 

ecco cosa genera l’appiattimento sociale, viltà, impoverimento relazionale e l’ossequioso liking dei moderni tempi facebookiani.

urca se lo fanno anche i neo-webber!

il “lei non sa chi sono io!” imperversa.

imper-versa. si versa imperante nei commenti. IO! Capita a tutti. Chi più chi meno. Ai più… più.

Non lo si nota… perché alcuni più… tacciono. Se lo dicono. Se lo tengono. Diplomatici. Diplomati in sornionismo.

 

sorrido. quanta ricchezza di riflessi.

che sia la nuova lingua elettrica?

 

che siano i canali cui siamo collegati a prender sopravvento e non sappiamo ancora riconoscerli?

 

oggi – giorno dell’unità

invento una parola nuova

 

#compiacimentalismo

 

la nuova frontiera delle vaccinazioni non deve prevedere solo l’evitare i conflitti, MA anche evitare il compiacimentalismo. Questo male OSCURO. Che qualche volta fa click… basta un commento. Diverso.

Diverso. perché indica un sentiero nuovo per la mente. E non importa se decidi di seguirlo o meno. Basterebbe che tu lo contemplassi senza sentirtene spaventosamente minacciato.

Oh chissà perché per la diversità si tenta sempre di dettare modi, garbi, istruzioni di espressione… eheh ma se è diverso!

Diverso fa quello che vuole. Non confina perché fa sconfinare.

Vuoi che ti rassicuri? Allora non accetti dentro di te lo smottamento che genera sempre una nuova scoperta.

S-coperta. L’antilinus!

 

Oggi 9 maggio 2017. Per i Maya giorno dell’Allacciatore dei Mondi (e mio kin di nascita) ci chiama ad osservare la diversità per sentirla uguale. E’ il festival dell’unità (non quella politica che è sempre di parte) quella della Natura.

 

Ed io esprimo una preghiera. E auguro a tutti di poterla sperimentare.

 

amatemi nella diversità ve prego, sculacciate con amore la mia sapienza.

venite avanti con la vostra rispettabile opinione, che possa esser confronto e tarallucci e vino.

datevi!

perché tra due uguali non si è mai imparato niente più che la stereofonia.

perchè col diverso si sale sopra. al piano attico dell’unità. stabile edificio dalla natura offerto. con buona gioia nelle alternanze.

che ostinatamente desideriamo abbattere per insicurezza e comfort. Salvo poi annoiarcene perché si sa… la diversità è brama. disiderio. curiosità.

 

Tutto è Uno… assieme alla tua ombra. Per scorger la quale scomodo la mia. <3

 

Michela – Coachyourlife

 

photo credit: Modella e creatrice della coperta di Linus fatta a mano Claustoriecucite

immobile sul mobile. a posto fuori posto. la lezione del gatto

Vivere con un gatto significa “accorgersi”… nel quotidiano muoversi per l’ambiente consueto della casa.

Dove noi umani insistiamo a cercare il miraggio del “ogni cosa al suo posto”. I miei gatti mi fanno di tanto in tanto il regalo di risvegliarmi al “c’è un altro posto”. È l’inaspettato che ti si pone lì.

Reputo che la mia attitudine a fare metafore e a pensare diverso sia così in quanto è stata spontaneamente e costantemente tenuta in esercizio dalla vita con Gatto, Micia e Gildo. E prima era Marcello. (Lui che faceva colazione con me e mi ha insegnato anche la priorità in una volta… quando mi ha dato una spruzzatina dritto in petto della sua pipì, perché intenta a parlare al telefono seduta sul divano… non gli aprivo la finestra per uscire).

Stamattina mi muovevo lenta per casa. Con la testa piena di cose da fare che non vogliono uscire fuori ed andare alle mani. Sul fare appunto. Che stanno bene tutte scombinate nella mente e per praticarle devi sgranarle fuori come un filo di perle una a una. Operazione difficilissima in questi giorni di caldo e forse sempre.

Mentre mi appresto ad alzare la tapparella in salotto, dove sto (tentando di) per finire di scrivere il libro… spunta lui.

Eccolo lì. Placido come se fosse sulla spiaggia più bella del mondo. Infilato steso tra la lampada e il muro. Gildo.

Cioè non è che spunta. Non sai mai di certo da quanto sta lì, un gatto. E’ che finalmente ti consenti – appunto – di accorgertene. Lo noti. Prima era mimetizzato dall’offuscamento mentale dell’ordinario.

E’ un attimo. Del quale personalmente sono infinitamente grata.

Capita spesso. E la cosa stupenda è che non ti ci abitui mai. E’ sempre stupore.

Sembra un rituale. Ogni volta che accade – qualsiasi cosa stia facendo – sento il tempo che rallenta. Immediato. Per farmi apprezzare quel che osservo. Prendere l’i-phone per uno scatto. O scrivere qualcosa. Come ora. O altro.

E’ un cambio di prospettiva che pacifica. Sta al piano attico della visione del mondo.

Faccio in tempo a fare le foto. Scrivere questo post. Avere uno scambio di messaggi emozionante. Piangere. Far andare roomba. Lui è ancora lì. Non si sa quando “il posto” smetterà di essere un posto. Potrebbe durare qualche giorno. Oppure stancarsi subito appena lo desti con un rumore. Al momento sembra piacergli. E resta.

Mi lascia perfino il tempo di guardare fuori dalla finestra. Il fiume. Il verde. Altra bellezza.

Scrivo senza dover pensare più di tanto e questo è bello. Quando si riesce a trasformare in atto di comunicazione per gli altri un vissuto che dura così poco e poi è eterno… credo significhi che si è nel pieno del proprio essere essenziale. Gli alberi qui fuori si muovono da fermi. Un’altra conferma.

Come si fa a chiamarlo tempo perso? Io non credo ne sarò mai capace e una parte di me auspica sempre che questo diventi sempre più tempo produttivo nel mondo “reale”.

Perché cosa sarebbe mai il mondo senza lo stupore… ce lo abbiamo sotto gli occhi.

Cosa sarebbe senza la capacità di intravvedere mondi su mondi?

Nessuno lo vorrebbe. Anche se lo abbiamo fatto.

Lo abbiamo fatto perché ci siamo “dimenticati”. Abbiamo lasciato vincere la paura, la concretezza vuota e la schematizzazione delle priorità. Siamo diventati adulti grigiotti e rigorosi. E non sappiamo più perché. Abbiamo voluto dimostrare di avere la testa sulle spalle e ci siamo dimenticati che le spalle sono supportate dal cuore. Che il cuore ha sotto di sé la pancia. E così via. Fino ai piedi. Piedi che indossano belle scarpe acquistate e vanno dal riflessologo plantare… invece che camminare scalzi sull’erba, la terra e i sassi. Cose così dai… sappiamo tutti…

Immagino degli scambi. Io ti insegno a stare fermo a non fare niente altro che osservare. Tu mi insegni a muovermi con costanza. Io ti insegno un passo a destra e tu a sinistra. Alla fine staremo ballando un ballo che non ha nome. Nuovo. Accade per assonanza. E’ come quando il mare mosso da degli scossoni che senti a destra e a manca fino a quando non ti arrendi al movimento e ti ci immergi… muovendoti nell’insieme… ti senti fermo.


Come la terra… ora che ci penso. Ma questo magari è un altro post.

Intanto godiamoci Gildo. Il maestro è lì. Stavolta. E chissà quanti altri ce ne sono in giro nascosti tra le righe delle cose che ci lasciamo sfuggire dagli occhi…

Chissà come sarebbe il gioco “tana liberi tutti” dove si va a caccia di maestri… invece che di pokemon.

 

Grazie Gildo.

Stamattina hai vinto tutto.

coach your life – cat your life

le trappole dell’ego… o l’ego in trappola?

Leggo dal web:

Se pensi sia più “Spirituale” andare in bici o con i mezzi pubblici a lavoro, ma poi ti trovi a giudicare coloro che vanno in macchina, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” smettere di guardare la TV perchè annulla il cervello, ma poi ti trovi a giudicare coloro che ancora la guardano, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” evitare di leggere quotidiani e riviste di gossip, ma poi ti trovi a giudicare coloro che li leggono, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” ascoltare musica classica o i suoni della natura, ma poi ti trovi a giudicare chi ascolta la musica commerciale, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” diventare vegetariano, comprare cibi bio, praticare yoga e meditare, ma poi ti ritrovi a giudicare coloro che non fanno tutte queste cose, sei caduto in una trappola dell’ego.

Bisogna sempre stare attenti al sentimento della “superiorità”. Esso è infatti l’indizio più importante che abbiamo per capire che stiamo incorrendo in una trappola dell’ego. L’ego si nasconde abilmente in pensieri nobili come quello di iniziare una dieta vegetariana o usare la bicicletta per poi trasformarsi in senso di superiorità nei confronti di coloro che non seguono lo stesso percorso “spirituale”.

Facciamo attenzione alle trappole dell’ego ..

Concetti che in molti –  nel loro percorso di trasformazione – possiamo condividere.

…semplicemente

l’Essere sta oltre il giudizio finalizzato a riconoscersi in una categoria, sta oltre il luogo che ci piacerebbe definire “giusto” perché anch’esso è un giudizio…

(beh neanche poi tanto semplicemente 🙂

non è facile e se lo fosse… non saremmo ciò che siamo, perché una cosa è essere e una cosa è liberare l’essere. quando queste due cose non stanno assieme… siamo in un cammino. personale. unico. sofisticato. affascinante… e semplice!

Di una semplicità che puoi percepire unicamente quando chiudi i cerchi che la vita ti apre. Che significa accorgersi.

Accorgersi di questa semplicità…

è necessario renderci conto che ciascuno è dentro il suo essere e che quando il riconoscersi in un gruppo è forte… il confine con l’identificarcisi è sottile. molto sottile. rassicurante forse… ma è sempre un confine.

a questo articolo aggiungo quindi una prospettiva nuova:

  • se pensi che sia spirituale additare l’ego degli altri, pensando di essere libero, stai nella trappola dell’ego
  • se pensi che sia spirituale additare il tuo ego, pensandoti prigioniero… stai nella trappola dell’ego

 

Bisogna cominciare a percepire  il valore della rinuncia a capire! 

l’immensità di cui siamo fatti non la troviamo uscendo fuori da noi per entrare in un gruppo – neanche il più etico! – la troviamo unicamente e coraggiosamente rendendoci conto che c’è un fuori di noi che è sempre noi.

che IO non è una parola brutta. che va accolta e poi lasciata… per ritrovarla più grande. ampia e spaziosa. immensa. sconfinata fino a dove il nostro essere vorrà portarci ad esplorare oltre confine proprio quell’IO.

se accade mentre sei in un gruppo, ok. ma potrebbe accaderti anche mentre vai per la tua strada… chissà magari a fare shopping.

 

i tuoi confini, i fastidi e il benessere in cui ti trovi ti diranno quale altro luogo esplorare di te ancora…

guardi fuori per tornare dentro, riconoscerti e poter vedere fuori.

sono cerchi su cerchi che si uniscono in un continuo. e il riferimento è proprio quel TE che vorresti scacciare. è tutto qui. sulla TERRA. NEL TUTTIIGIORNI

e questo esercizio nel farti rendere conto di quanto sei piccolissimo rispetto alla tua immensità… ti consente di riconoscere l’immensità dell’altro… e ritrovarti in esso. uno.

Lo so: è arduo accettare che tutto ciò che critichi nell’altro è cosa tua. Non importa che sia perché sei vegano o opti per i matrimoni gay o per chissà quale causa. Le “cause” non sono l’oggetto. Sono il campo di osservazione in cui tu rifletti il tuo ESSERE fino ad arrenderti ad esso. Oppure continuando a lottarlo.

Lo posso scrivere solo perché l’ho sperimentato. A tratti. E il paradosso è che quando ne ho nostalgia… significa che sono nel mio limite :-))

Sì perché a tratti ti ritrovi tirato indietro come un boomerang al dualismo. al giusto e allo sbagliato. Sono oscillazioni che mettono alla prova la tua vera intenzione.

L’intenzione a VIVERE INTERO.

Così intero da non aver bisogno di definirlo.

Così intero da intuire che in “quei luoghi” non hai alcun bisogno di definirti in alcun modo, men che meno definire gli altri.

Avere a che fare con il proprio bisogno di riconoscimento è un passo. Chissà magari per te, proprio te… non si tratta di farne a meno, ma semplicemente di “riconoscere” che quello è ciò che si palesa di te in un certo momento.

Quando accetti completamente sei libero. E ti accorgi.

Non esiste uno standard di libertà. Te ne rendi conto? E’ già molto accordarci sul contenuto di questa parola. Essere sicuri non sempre è un valore. O meglio forse non è il valore adatto alla crescita. Allo spaziare.

Se non hai incertezze… sei come privo di curiosità.

Ogni situazione ha mille sfumature. Sono ben più delle 50 di grigio che hanno fatto tiratura. Le sfumature interessanti sono quelle in cui puoi cogliere il SENSO di una cosa e poi scorgerne un altro. O un altro ancora. Magari proprio là dove hai il fastidio più grosso…

Vivere assecondando questo flusso è un qualcosa che assomiglia ad entrare ed uscire da scatole incartate. Sistemarcisi dentro e poi buttare giù una parete. Muoversi dentro. Muoversi fuori. Sentendosi sempre comunque radicati. In quella essenziale parte di noi che ti consente di pronunciare con emozione le parole

IO SONO

 

Quando SEI puoi guardare con amore al tuo ego. rispettarne la funzione. strattonata dal tempo e dai fatti della vita che hai vissuto fino a qua. spintonato da quello che NON VUOI ESSERE… con cui – tuo malgrado – ti identifichi.

Sole e ombra hanno la stessa funzione in questa scoperta. Basta accorgersene.

 

Buon lunedì 29 febbraio.

Buon giorno in più.

 

 

A Natale regala un’esperienza

Si avvicina il pensiero del Natale e forse alcuni di voi – forse i soliti pochi, speriamo sempre di più – sono stanchi di entrare nel vortice degli acquisti di oggetti. Nel consumismo fine a sé stesso. Nel comprare per comprare.

Perché facciamo un regalo a Natale? Vogliamo dare a quella persona la nostra attenzione, vogliamo dire “ti voglio bene”, vogliamo dire “Ho a cuore che tu sia felice”… e perché no, vogliamo fare una bella figura. Goderci l’atmosfera. Un momento che riscalda il cuore.

Certo ci saranno i soliti che dicono che bisogna ricordare queste cose tutto l’anno. Vero. Ma tutto l’anno include anche quei giorni e personalmente credo che non abbiamo bisogno di perdere una occasione, anzi, avremmo bisogno di crearne di più per dire alle persone che abbiamo a cuore

Ho a cuore come stai !

e allora perché non glissare dai soliti giri di pacchi pieni di “cose” e regalare una esperienza, una occasione di incontro con sé stessi. lo vedo un po’ come regalare IL SIMBOLO e lasciare alla persona una traccia di sè

Ecco perché ho pensato quest’anno ad una particolare consulenza che chiunque può acquistare per sé e per i suoi cari, per un amico a cui potrebbe essere utile.

Non è un percorso. E’ un momento unico – in un appuntamento di circa un ora e mezza in studio o via skype – in cui elaboro

la Mappa Personale di Nascita

della persona e estrapolo informazioni sulle doti, le sfide, le principali caratteristiche che sbloccano il potenziale e l’essenza. Un’incontro con sé stessi insomma in cui chi ne ha, può portare le sue domande. O anche semplicemente sentire con curiosità.

 

Tu acquisti il regalo e io ti consegnerò il tuo buono. Chi lo riceve non dovrà far altro che chiamarmi per fissare il suo appuntamento e penseremo a tutto noi!

Su prenotazione – se proprio vuoi esagerare  la mappa può anche essere elaborata per iscritto e ti  verrà consegnata sotto forma di un libretto stampato e  impreziosito dalla rilegatura artigianale.

Originale, vero?

COME FARE?

Il tempo vola e – soprattutto se vuoi il libretto stampato – scrivi subito a eventi@coachyourlife.it o chiama direttamente Michela al 3932738518 per prenotare il tuo regalo e ricevere il buono o il libretto da mettere sotto l’albero.

Buone esperienze!

Michela

morire per tutta la settimana

oggi penso veramente che vorrei vivere questa settimana come se non ce ne fosse un’altra…

sì: ho voglia di morirla. tanto. 

e ho voglia che quelle poche, pochissime persone che dicono di amarmi facciano altrettanto. pensando di amare anche sé stesse – mentre lo fanno.

no, non voglio passarla da sola. non ho mai voluto passare da sola i momenti più vivi di questa mia esistenza. 

è una mia caratteristica.

so stare da sola. lo sono stata per molto tempo. ancora ci sto.

ma non ho voglia di fare tutte le cose solo per me. non ne trovo senso alcuno.

desidero ardentemente sperimentare la purezza della parola amore. e condivisione.

sulla base di un presupposto unico: dividere e condividere sono due universi opposti. in contraddizione.

è impossibile dividere e condividere contemporaneamente. se ti senti uno dividi. se ti senti più di uno condividi. se divido vado. se condivido resto.

desidero presenza. genuina. generosa. abbondante.

e voglio sentirmi libera per sempre di dirlo a voce alta. fiera.

amarsi significa riconoscersi. e riconoscere. senza scuse. senza fughe. contemplando tutto quello che può accadere in ogni incontro come un grande immenso atto di Vita. e mi riferisco ad amar-si (sé) e amar-si (tra)

sto parlando di rispetto per la vita.

sto parlando di coraggio. della musica del cuore.

la Bellezza non può esistere se non nella completezza del presente.

ho fame e sete di bellezza.

ho il cuore che lacrima per quanto ancora sono lontane le persone in generale dall’essere nell’uno e mi affatica il pensiero quando vedo i molti nella solitudine.

ho voglia di dare un calcio a tutto quello che mi fa perdere tempo.

ho voglia di scrivere progetti di lavoro e alla fine di una mail poter semplicemente scrivere “sceglimi o passa oltre con garbo”

gli equilibrismi di questo mondo ipocrita con sé stesso.

le bandiere della libertà che schiaffeggiano chi la pensa diversamente.

chi si nasconde dietro una passione solo per alzare il dito.

tutti i presupposti di imbroglio su cui basa ogni singolo pezzo di carta che circola in questa nazione

persone che si separano e usano i figli come tritacarne dell’adulto con cui li hanno creati

guaritori che vogliono che i clienti guariscano per riflettere l’immagine delle loro bravure

uomini paurosi che additano le donne invece che amarle come fiori

donne che hanno le palle ma la biologia dice che abbiamo le ovaie

il mio gridare quando voglio solo essere abbracciata

andare quando è tempo di restare.

I matti emarginati perché dicono le verità scomode

e altro altro ancora …

Dov’è l’essenza?

Perché usare il finto garbo evitando di dire semplicemente quello che è quando quello che è è una delle poche disillusioni che possono veramente aiutare il prossimo a reggersi meglio nella sua grandezza?

ho un fiore di orchidea davanti. qui. nel mio studio. al caldo ventilato da un vecchio ventilatore che avrà girato almeno per duecentomila ore.

una pianta che è vissuta 3 volte per gratitudine. è venuta con me in 3 case. è stata secca. storta e spesso sola. ma le ho dato fiducia. e ogni tanto mi ringrazia con un fiore.

credo sia bellissima solo perché non ho mai voluto che fosse bella. ho lasciato che lo fosse.

ha lo stelo che cresce storto. Tutto buttato un po’ a lato. Perché non ho avuto la prontezza di legarla al suo bastoncino. Il bastoncino c’è. E lei anche. Sfrontatamente bella. Storta. E bella.

 

Ho il ciclo. E sono nervosa. Triste. Sgomenta. Ho caldo. Mi sento bene. So che tra qualche minuto potrò sorridere. Basta un soffio di vita e tutto cambia dentro una donna avvolta nelle sue emozioni…

È un esercizio? È un bisogno? È un’attitudine? Non lo so.

Non credo più di volerlo sapere.

I momenti migliori della mia vita – e di altri che me lo hanno raccontato – sono accaduti quando mi sono concessa il lusso di non voler sapere.

Quando mi ci sono tuffata dentro. Intera. Senza paura. Senza inganni se non quelli che non vedevo…

Se guardo indietro riconosco che ho commesso tanti errori. ma non c’è niente che vorrei cambiare di quello che ho scelto di fare. E di quello che non ho scelto… non so. Non si può cambiare la propria vita. La Si é! Si può onorarla per tutto il tempo che resta.

È quello che non facciamo… che rimane qui… ci resta addosso come una ragnatela.

È la cosa buffa della vita. Ti può percuotere con le cose non fatte… credo dipenda dal fatto che… andavano fatte

Io sono nata perché lo volevo. Non sono figlia dell’amore più sano. Sono figlia di due adulti imperfetti. Il problema non sono state mai le loro imperfezioni… è stata la ciecità. È stata l’incapacità di accettare le regole del gioco della vita: se fai il cieco potrai pensare di aver calpestato una merda. Ma aprendo gli occhi ti potrai rendere conto che era una persona…

Aggrappati l’un l’altro non si sono mai detti “ti amo”… si sono picchiati, disconosciuti, rincorsi, tenuti… e ancora adesso che uno dei due è morto…è reso vivo dal rammarico, la colpa, l’incapacità di riconoscere il sentimento che sta sotto ogni legame…

Ogni persona ha un suo mondo. E il mondo vero è dato dai fatti compiuti da queste persone… se da questi fatti nascono figli… altri mondi si aggiungeranno in parte simili, in parte nuovi e diversi… così via, all’infinito

Se immaginate l’incontro tra un albero e la terra… potete rendervi conto che all’inizio – quando sono albero e terra – sono in un equilibrio individuale. Diviso. La terra non ha solchi. L’albero ha radici che scorrono libere.

Quando viene piantato… le radici dovranno farsi spazio. La terra potrà fare opposizione. O potrà ritrarsi, facendolo vacillare.

È un moto dinamico continuo… sembra difficile… eppure un albero quando ben radicato risorge, cresce e si espande grandioso nell’aria e la terra ne risulta più bella.

Ogni incontro è terra e albero. Sgomitando e basta non vivremo bene. Dobbiamo amalgamarci in un nuovo “uno” tra albero e terra… senza paura di disconoscerci…

Lo spazio è molto, moltissimo se ci immaginiamo liberi. Se decidiamo di crescere rigogliosi mettendo le nostre forze in un’unica onda… albero e terra…

non è poesia tutto questo?

è forse meglio continuare a paragonarsi con chi fa diverso e tentare di buttarlo giù, fuori o lontano? O continuare a muoversi da soli invece che riequilibrare la danza?

Cosa c’è di bello nel vincere soli e comodi additando i peggiori in qualcosa?

Dove sono le emozioni?

La compassione richiede vicinanza. Mi è impossibile pensare di dovermi difendere da chi ho vicino. Voglio essere tenuta in considerazione e tenere in considerazione. In un reciproco.

Col presupposto che la soluzione migliore è quella che non sappiamo ancora… perché verrà proprio perché ci siamo incontrati.

La creatività non è imporre la propria visione. La creatività è avere spazio per esprimere la propria visione, ascoltare presentare l’altra e accettare quel po’ di rischio che comporta mettersi – diversi – uno vicino all’altro e decidere la strada.

Unire e condividere. 

Non importa se sei il mio vicino di casa. Il mio cane. Il mio gatto. Mia madre. La mia amica o il mio uomo… c’è un pensiero solitario che va percorso per poi essere abbandonato… tutto là…

Convivenza. Vivere con.

A presto

Michela

due parole. voce del verbo Amare

“ho scritto Ti Amo sull’erba… “

le parole d’amore sono belle… e dirle è un atto di stravolgente bellezza…

e comunque… “parlare d’amore” è riduttivo, bisogna amare e basta.

amare. amare richiede coraggio. Coraggio.

Coraggio di spegnersi completamente per poter vedere la sostanza di sé E dell’altro, con le sue ombre. Con tutto.

Ti alzi la mattina e ami, vai a fare la spesa e ami. Inciampi per strada e ami. Incontri un sorriso e ami. Ami e senti che puoi.

E poi ami il tuo cuore. Il tuo essere… e dedideri sentirti amatosono due cose. Non una. Amare e essere amato.

Viviamo nella costante attenzione all’amore… distorta dal tentativo di definirlo. Ma come può definire una farfalla? La sua bellezza. Il suo essere. Ciò che può trasmetterti?

Anche se sei imperfetto 😉 hai amore dentro da DARE. e Anche se sei imperfetto 😉 hai amore fuori DA RICEVERE. Codici diversi magari… ma tutto alla fine riporta alla nostra essenziale voglia di essere vivificati. Resi vivi. Nel mondo. Per come siamo e contemporaneamente per come sentiamo di poterci trasformare.

Vivere nell’amore è riconoscerlo in ciò che c’è… semplicemente perché lo lasci risuonare… e espandersi per amare ancora di più… 

In qualsivoglia forma…

Nessuno può dirti cosa è o cosa non è vero amore. Perché quando lo sta facendo non sta nel cuore, ma nel pensiero. Non sta amando. Sta teorizzando.

Nel pensiero stanno le trappole più grandi che limitano ciascuno di noi. Tutti. Maestri compresi. Loro di più…

Amare è fatto di atti… molti dei quali stanno fuori di te e al di là della parola. Partono dal cuore per arrivare da qualche parte… fuori… o dentro…

Amare sé stessi è un atto altrettanto coraggioso e richiede di spegnere completamente tutto ciò che arriva dalla mente e da fuori, per potersi vedere. Liberi. Nel nostro essere. Riconoscersi.

C’è così tanta strada da fare semplicemente con questo scopo… che ci è data tutta la vita… e quando finisci muori. Muori perché c’è qualcosa di te che non hai amato completamente e al quale non sei riuscito a dare una occasione… Non c’è altro: l’altra morte, quella in cui hai semplicemente finito… quella ti lascia col sorriso.

in questa immensa vastità dell’amAre… è altrettanto un atto d’amore concedersi il diritto di desiderare di sentirsi amati da altre persone. A sfumare apprezzati. Stimati. Riconosciuti come esseri…meritevoli d’amore.

E’ un’altalena. Io. Tu. Noi. Voi. Loro…

Viviamo tutti con le nostre altalene vedersi e vedere… e nel mezzo scivolano le nostre paure… anche esse fanno parte di noi. E meritano di essere amate perché solo così le potremmo lasciare andare.

Non ci si libera da una paura cacciandola. Tornerà dalla porta segreta nel futuro. Ce se ne libera osservandola. Vedendola. Riconoscendola.  Salutandola. E’ un commiato. E quando va via ci sentiamo espandere… dal cuore. E da lì possiamo vedere ancora meglio…

Il cuore brucia quando chi dice “ti amo” svanisce. Perché? E’ un incrocio fuori dall’amore… Per quale arcano motivo alcune persone hanno così tanto bisogno di sfuggire gli adii… se non perché non amano abbastanza… non l’altro. Non quello da cui sfuggono. Non hanno abbastanza esperienza di Amare. sé e l’altro al contempo…

Amare è nell’eterno…

Se ami… ami. Non ci sono altri spazi. Perché già questo è immenso.

E poi c’è la pratica… <3

Buona estate

Quanto vi piace il sito COACHYOURLIFE?

ultimamente succede che la gente mi chiama per chiedermi un consiglio, per propormi un lavoro… e mi dice “che bello il sito, mi ha colpito” e cose carine di questo tipo

 

E’ proprio vero che quando inizi a mollare… arrivano i risultati. Inattesi.

E dato che stavo pensando di RIFARLO il sito. Per motivi tecnici che non vi sto a spiegare si fa prima che a correggere… così dicono…

E dato che un po’ dispiace anche a me lasciare questa pergamena…

Allora colgo l’occasione di CHIEDERVI UN COMMENTO!

Vi sarei grata se scriveste qui sotto nei commenti qualcosa che mi aiuti a decidere. In fondo il sito è per VOI. Non per me.
Vi piace? Cosa vorreste trovarci? Cosa vi manca che vi farebbe tornare volentieri? (a parte la newsletter che… lo so… è discontinua… ma dipende dal fatto che il “super” webhoster che avevo trovato nel passaggio mi ha perso un po’ di cose… tra cui le mailing list e per questo… non lo sento più da tempo .-)))

A voi!

Grazie

Michela

la completezza si percepisce quando si accetta il vuoto e ci si sforma

Driiin suona il cellulare… una cliente. Una donna-bambina arrivata da me per ‘trovare la sua strada nel lavoro ed esprimere veramente sé stessa’… è passato poco tempo…

 

Avevamo iniziato così… ma nel mio s-coaching l’obiettivo non è quasi mai quello che il cliente dice di volere… il più delle volte quello è solo un segnale. il loro essere esprime il luogo profondo in cui nasce la difficoltà… lì dove hanno bisogno di andare oltre la forma… dove si sformano… non so se ho imparato a riconoscerla in un’aula o nelle stesse difficoltà che la vita mi ha offerto… non so… è qualcosa che noto… da sempre… un segnale parla più delle parole e rivela la sofferenza… il distacco… là dove c’è la disaggregazione… dove usualmente l’anima pulsa per uscire… là dove puoi liberare il tutto a prescindere da cosa quell’essere se ne farà nel concreto perché quasi sempre d’amore si tratta.

 

Amore. Quello che vogliamo tutti. Quale che sia l’oggetto. Quale che sia il soggetto. Siamo sempre noi. Un riflesso. Amanti allo specchio…

 

E più mi sformo io stessa più ampiamente vedo…

Alcuni non vogliono essere guardati lì dentro e scappano… altri si sentono finalmente a casa perché capiscono che non li guardi… li vedi… e semplicemente accetti quello che dicono mentendo a sé stessi senza giudicare… e senti che potrai accompagnarli per un pezzettino… e sai – che la strada – sempre è la loro. Come loro è la casa. Ciascuno è sé…

Siamo tutti così. La vita intera si dissolve nella ricerca all’esterno o all’interno di qualcosa che ci porta sempre in quella casa: la completezza…

Lei ha avuto  per un momento la sua occasione dentro: quella sensazione che ti dice che ti trovi davanti alla persona con cui affrontare il tuo viaggio dell’eroe.

E poi – come in tutte le storie – se c’è un eroe, c’è una sfida. Già perché il viaggio dell’eroe non è una passeggiata e c’è di strano che la sfida non è mai quella che il tuo linguaggio può capire facilmente. La sfida parla il linguaggio dell’eroe che non sei ancora. Ti chiama… per confonderti. O per vedere se quello che vuoi lo vuoi veramente.

Altrimenti non importa… arriverà un’altra chiamata. E’ solo questione di tempo e la vita ti offre quello di cui hai bisogno per affrontare il tuo cammino e perché ciò che sei destinato ad essere… sia…

 

Driin… “volevo dirti che…” “tengo a spiegarti che…”… parole che sprigionano logica. Parole che esprimono: la sfida  è andata come doveva andare…  io lo sapevo già da una settimana… lei non ancora…

voglio aiutarti un’ultima volta e ti invito a tacermi le tue motivazioni. Sono intime. Sono private. Sono tue. La loro espressione rivela un bisogno che sta molto più in superficie della tua battaglia. Quella vera.

 

Perché spiegarsi? Vuoi dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato? O vuoi che te lo dica io? Tutto lo è. E nulla lo è.

 

Fai le tue scelte creatura meravigliosa e fai in modo di non doverti giustificare con nessuno.

Ecco cosa significa veramente vivere connessi con tutto il proprio essere…

Il vuoto che hai dentro sempre meno lo cerchi di colmare con l’approvazione, con lo spiegarti… la tua forma si espande… la sformazione è in atto. E tu diventi l’immensità che sei. Nel tuo corpo e oltre.

Entrare dentro di sé a prendere le proprie decisioni. Sentire nel profondo la cosa migliore per noi in quel momento – anche la più bizzarra – e sentirsi a posto… qualsiasi strada prendi ti porterà dove vuoi andare…

E se il tuo inconscio è stato più forte di te nel decidere per una strada che ti scosta da quella che sentivi finalmente adatta… fai quella. Sono le tue sfide. È la tua vita. Fatta di capitoli che riempiono il tuo racconto...

Una puntata dopo l’altra in cui il protagonista può scegliere di andare o tornare sui suoi passi. Completare qualcosa che ha lasciato in sospeso. O accettare l’incompiuto. Tutto è equilibrio se smetti di parlarti ed inizi ad ascoltarti… il tuo essere “sa”…non c’è molto da sapere…

Non è un coach o un vile incontro o altro che faranno la differenza per te nella vita. La differenza la fai sempre e solo tu. E ciò che puoi riconoscere di te da quegli incontri e come li vivrai…

Tu quando cammini a testa alta qualsiasi scelta fai. Tu quando ti senti il cuore gonfio di gioia invece che di tristezza. Tu quando puoi amare e lasciarti amare allo stesso modo. Tu quando smetti di aver bisogno di aiutare chiunque per sentirti che vali qualcosa. Tu che sei orgogliosa della tua gioia come del tuo pianto.

La dignità nasce e muore dentro di te. Che sei una donna bambina. Come tante. Come tutte. Che hai la grinta e la fragilità di chi ha vissuto gli estremi. Di chi è forte fuori mentre vorrebbe solamente sciogliersi tra le braccia di una mamma di tanto in tanto.

Tu che reclami con gli occhi abbracci che non hai ricevuto. Consensi negati e attese altrui. Tu che a tua volta ne avrai negati o dispersi nel vento della paura.

Sono piccoli piccolissimi dettagli che scivolano fuori assieme alle parole. Le tue parole rivelano a che punto sei del tuo cammino.

Come ti comporti con me, se salti un’appuntamento o ne cancelli un altro possono essere importanti verso di me. Ma non allo stesso modo per te. Chissà forse devi sperimentare l’imperfezione. Forse devi sapere controllare diversamente. Forse devi giocare con la vita invece che giocartela.

Cammina dritta donna-bambina. E se sei stanca siediti. Forse te lo sei meritato un ristoro.

E poi rialzati e cammina ancora. Se vuoi urlare urla. Se vuoi piangere piangi. Se vuoi ridere ridi. Ascoltati. Ascoltati coraggiosamente.

Non c’è logica nel vivere dentro la logica. Essere è uno spazio immensamente ampio in cui rendiamo conto solo a noi stessi perché noi e solo noi possiamo occuparlo…anche quando sembra tanto grande da volerlo dividere con altri. Anche quando è vuoto, perché è il tuo corpo è donna.

Immergiti dentro te stessa. E lasciati sgorgare fuori. Come acqua puoi fluire nel mondo. Scrosciare incontrando un sasso. O fermarti un po’ in un ansa.

Ricordati che la tua vita non è solo tua. E’ di tutti perchè tu sei in tutto e tutto è in te.

Tu sei il  fiore che annusi e che diventi mentre lasci che il suo profumo ti trasformi.

Tu sei la terra dove si appoggia il tuo piede mentre ci affonda e ne sente la vita.

Tu sei tutto quello che puoi vedere.

Tu sei ogni cosa che tocchi.

Tu sei ogni incontro. Ogni amore. Ogni attimo.

Oltre la paura puoi renderti conto che solo il passato ed il futuro possono impedirti di vivere nell’essere che sei. E goderne ogni attimo. Qualsiasi cosa tu faccia. Qualsiasi cosa accada.

Se accade il bene vivilo. Non chiederti quanto possa durare. Vivilo e basta e sarà per sempre te.

Se accade il male vivilo. Osserva fino a dove puoi accettarlo. E smetti quando ti accorgi che lo puoi superare. Se ti sposti senza ascoltarlo… lo porterai con te. La paura va attraversata.

Puoi camminare sul fuoco o attraversare una strada per andare incontro ad una persona che ti piace.

E sempre, sempre, sempre puoi osservare se stai andando verso qualcosa o se ti allontani da altro…

Qualsiasi decisione…agiscila. Piena. Respirala.

E accorgiti che in quello spazio in cui vai dentro la tua vita attimo dietro attimo…nulla conta più di esserci. E là non vi è alcun pensiero che ti distanzia dalla presenza.

Là sei.

Come io sono.

E nel tempo che ci siamo incontrate tutto è accaduto.

Buon viaggio a te.

Buon viaggio a chiunque sia scivolato dentro questo post. A chiunque ne sia stato catturato.

Ama quello che sei.

Michela