A Natale sono tutti più buoni… “Natale Coach Your Life”

Sì è vero. Non basta un giorno dell’anno.

E’ vero anche che con un regalo materiale non si fa un sentimento.

E’ vero altresì che il mondo ha problemi tanto grossi che non si risolveranno sotto l’albero…

Ma allora – proprio per tutto questo bisogno di “meglio”, di questo “manca” – perché limitarsi a criticare?

Perché non prendere l’occasione di questo periodo e prendersi poi l’intento di portarlo avanti?

Perché essere contro? …e poi… contro a cosa?

 

Ho fatto l’albero di natale nella casa in cui sono andata a vivere con l’uomo che amo.

Mi ha accompagnata per 3 vivai a cercare quello più bello, perché avevo espresso il desiderio di avere un albero vero. Insieme facciamo giusto 100 anni…

Abbiamo parlato di cosa farne mentre stavamo al fresco sul furgoncino con cui siamo andati “in missione”. Un dialogo vivace. Discutiamo animatamente. E abbiamo “parlato” anche del riscaldamento e della tecnologia… e poi di nuovo di come fare a piantarlo in giardino (missione impossibile) e della possibilità di restituirlo per il reimpianto al vivaio “e chissenefrega se l’ho pagato”…

Sotto ci abbiamo messo i regali. Sono tanti. In alcuni pacchi probabilmente sappiamo entrambi cosa c’è… ma chi se ne importa?

Qualsiasi cosa fai è quello che ti evoca che le da veramente importanza. C’è un senso che ha valore in ogni cosa.

 

Rifletto e mi rendo conto che essere pro o contro per default a qualsiasi cosa… impedisce totalmente la possibilità di vivere quel momento in modo personale, pieno e dargli un senso veramente spirituale. Di sentirlo là dove D’Io ti esorta a vivere.

Coach Your Life… Guida la tua vita. Una fiammella si accende e ogni cosa ha il suo senso…

Non sono scatole vuote o piene di niente…

Ti sei già chiesto quanto possa essere bello rendere gioiosa la persona che hai a fianco vivendo semplicemente quello che la vita offre da fare, ricordandoti perché lo fai e per chi lo fai.

Guardo il mio albero. E’ pieno di palline vintage. Ci siamo svegliati una domenica mattina alle 6.30 per andare al mercatino “a fare affari” – come dice Ezio.

Una giornata bella. Fredda e piovosa. Ma piena. La ricerca, attaccare bottone proprio all’uomo dei trenini… lo svelarsi di una sorpresa ma fa lo stesso. Il panino onto…

E’ vero. Abbiamo dovuto avere i soldi per comprarle. E questo non è scontato. E si da il caso che allo stato attuale quella cifra c’era e non mi sento per niente male o in colpa verso la fame nel mondo per aver investito € 40 – 50 per una giornata gioiosa con il mio uomo.

Penso che se non avessimo avuto quei soldi e se non avessimo avuto le palline… saremmo stati contenti lo stesso.

Accade così… si vuole fare una cosa. Le si da un senso… e poi la si abbandona completamente. E’ bellissimo.

In casa c’è profumo di resina. Il pavimento è sporco. Pieno di aghi di pino. Ci avevano avvisati: questo pino tradizionale perde molti aghi. Ci sono quelli fatti apposta per le case. Ne perdono meno… ma chi se ne frega?!

Il senso di ogni cosa con le sue imperfezioni.

Ieri sera Ezio mi ha detto “mannaggia era da tanto tempo che non vedevo un albero con sotto così tanti regali”. Abbiamo sorriso…

Non penso che la mia vita sarà diversa per il contenuto di nessuno di quei pacchi. Lo sarà per il tempo che ho messo a pensare cosa gli può piacere. Per il fatto di immaginare la sorpresa. Per le emozioni che possiamo provare. Anche se non è venuto perfetto.

Le luci sono un po’ scarse. E non ho avuto tempo di andarne a cercare di più belle…

 

Un pensiero per un “Natale Coach Your Life “

A me risulta che Natale è un giorno che celebra la nascita di qualcuno di veramente importante. Nasce un bambino che è figlio di Dio.

Lo vedo quel bambino. Negli occhi miei e in quelli di chi amo. Figlio di D’Io. Figlio di quella parte di noi suprema, elevata, immensa, che può darci il diritto di avere il diritto. Che tiene le chiavi della gioia. E della libertà.

E allora… perché non prendere una occasione…

Domani ne coglierai un’altra.

Se hai bisogno di un supporto per ricordarti che meriti gioia e quanta puoi darne in ogni momento, non lasciartelo scappare. Ci sono le feste comandate!

Natale non è unico. Tu sei unico.

Sei tu e solo tu che rendi commerciale o spirituale quello che fai.

Un dono è meraviglioso… quando contiene il suo unico scopo: essere un simbolo.

Sei tu e solo tu… che fai esperienza di TE. Di chi sei. Senza etichette

 

 

Buon “Natale Coach Your Life”!

Michela

SACRO E PROFANO. LA VERA SPIRITUALITA’ LA HAI NELLE TUE MANI

 

…quando il “sacro” si mischia col “profano” tu capisci UNA SOLA UNICA ESSENZIALE COSA:

 

hai compreso già il tutto ed è tempo di ESPRIMERE IL TUO MAESTRO e non seguirne nessun altro.

 

Se Professor Igor va a braccetto con Commendator Alfio e assieme si mettono a fare un corso di Ricchezza… in Svizzera…
è tempo di smettere di far brillare il primo dicendo al mondo quanto è grande e libera la sua mente e chissà forse anche di guardare all’anima del secondo… (è dura eh)…ma SOLO e UNICAMENTE per una RIFLESSIONE PERSONALE CHE RIPORTa A:

“MAGIC MIKI… TU HAI MAESTRIA
…CHIUNQUE HA LA SUA MAESTRIA… QUESTA E’ LA MAGIA”

 

e penso gli ARTIGIANI che incontro

ah quanto amo la loro MAESTRIA che nasce dal Fare.

Come sono spirituali le loro abili mani che si muovono con confidenza mentre TRASFORMANO cose in oggetti preziosi.

 

Rido. Quello che ho ricevuto in quella promozione del corso… è solo un altro segnale della legge degli opposti. I paradossi che ci portiamo addosso. Quelli da ammirare se vuoi davvero COMPRENDERE IL TUTTO… certe volte ti si sparano addosso con una mail… come stamattina.

A ricordare CHIARO IL MESSAGGIO:

 

IL MAESTRO E’ DENTRO OGNI PERSONA

LA SAGGEZZA E’ IN OGNI COSA

 

Ecco… questo – sorridendo – voglio dirvi. Mentre prendo il tempo per scrivere questo post. Alimentare il blog di un altro pensiero. E ringrazio la persona che mi ha inviato la mail stamattina. Perché mi ha regalato un momento per entrare nelle mie incoerenze. Un momento per essere critica e sentire un filo di delusione e subito dopo un momento per sorridere! Notare il paradosso e intravvedere ciò che è:

TUTTO CIO’ IN CUI CREDI E’ DENTRO DI TE.

Non serve andare da nessun maestro.

O meglio devi affrontare il paradosso più grande:

OGNI MAESTRO DA CUI SENTI IL BISOGNO DI ANDARE… NON E’ ALTRO CHE UNO SPECCHIO DELLA TUA IMMENSA INFINITA SAGGEZZA CHE GIA’ POSSIEDI.

E per concluderla in ridere…

quando potrai ANDARE AL BAGNO la mattina e spiritualizzare quel momento. Vivere con intensità il lavare i piatti, come dare un bacio al tuo uomo o salutare il tuo gatto o chissà che altro… ecco che ALLORA POTRAI DIRE DI AVER TROVATO IL TUO TUTTO…

IL TUTTO E’ IN OGNI COSA. IL TUTTO E’ TE.

 

E se queste parole ti risuonano un pochino, se vuoi per una volta fidarti di te… Oggi, solo oggi… invece che leggere un libro, invece che ammirare qualcun altro, invece che fare la bava alla bravura di un altro…

CELEBRA TE STESSO. RICONOSCI LA TUA MAESTRIA. FREGATENE E PORTALA FUORI. OVUNQUE TU SIA. QUALSIASI SIA LA COSA CHE STAI FACENDO. TU SEI IL MAESTRO

6chi6

e se vorrai prendere un paio di minuti per scrivermi stasera o domani mattina come è andata, come ti sei sentito… potremmo far diventare questo post una raccolta di maestri, una bacheca ispiratrice di altri e altri maestri. e leggere così le loro storie…

che poi… sono spesso quelle più interessanti…

Buonissima giornata! 😀

Marketing sovversivo. Ovvero FAI QUEL CHE AMI E VEDI CHI ARRIVA DA TE

oggi è un giorno speciale. è un giorno POTENTE PER LE ENERGIE DI CIASCUNO DI NOI…

09.09

 

Secondo la Numerologia siamo infatti in uno dei POCHISSIMI giorni di allineamento delle energie personali ANNO, MESE GIORNO.
Un giorno speciale. In cui puoi sintonizzarti completamente con quanto puoi realizzare in quest’anno.

Ebbene ecco cosa voglio raccontarvi ADESSO.

Io sono nel mio giorno 8. il numero adattissimo per il POTERE DI REALIZZARE. Allora stamattina da brava Coachessa mi sono svegliata dicendomi:

“oggi niente attività casalinghe Michela. oggi dedicati al lavoro. ai progetti. zerocazzeggio”

mi metto in studio e per darmi un bell’imprinting EMETTO UNA FATTURA che aspettava da tempo. (Una delle cose che vorrei delegare ad altri. Farmi pagare. Non tanto perché non mi piacciono i soldi. E’ che me ne dimentico. Ehm… lavoro con altri Focus 🙂

Allora faccio questa fattura e la spedisco. E poi… IL NULLA! Provo “sgridandomi” un po’… e mi ritrovo su Facebook… a scrivere una piccola grande notizia personale…  Acc… “Ma non è lavoro!”…

Come un simpatico automa mi faccio due giretti in cucina e poi decido ” VADO AL MERCATO A FARE LA SPESA”. (non propriamente in Focus…) Ah quanto mi piace fare due parole con gli Agricoltori, il pescivendolo (sì quello di una volta)… imparo sempre qualcosa che poi circola nei coaching.

Passo al BIO e spendo l’eurodidio (aggiornamento di valuta dell’espressione l’ira di dio).

Ero davvero APPESANTITA dalle borse. E ALLEGGERITA nel portafoglio (dopo il Bio). Poso le borse a terra in cucina e mi viene voglia di fare una fotina da mettere su Facebook con una battuta sul costoso Bio (no, quella non la riscrivo. andatevela a leggere sulla mia pagina di Facebook 🙂 )

Siccome “ormai che ci sono la faccio carina con Picsy“… nella foto mi viene da scrivere un piccolo payoff:

“GOODFOODFEEDTHEMOOD”.

Inventato lì per lì sull’onda del momento pensando al fatto che negli ultimi 3 anni  mi sto interessando e dedicando molto a cibarmi con amore e con cibi salutari e che è bello per me da qualche mese vedere coinvolto anche il mio “ragazzo” (Ehm… devo ancora trovare una parola che mi piaccia più di compagno… che mi sa di aula scolastica)

Ecco fatto. Metto la foto su Facebbok e una mia amica-circacollega-che si interessa di alimentazione e medicina cinese mi scrive: “GOODFOODFEEDTHEMOOD lo trovo geniale!

A me piace quando mi chiamano genio!  Appena lo leggo le rispondo scherzosa scrivo “dici che devo registrarlo?” e lei “non lo hai ancora fatto?”

… Zack!

Il motore che ho in mente velocemente si accende. Alimentato anche dal fatto che proprio ieri un nuovo amico che si interessa di biopsicosomatica (il mio prossimo step di formazione per lavorare sull’espressività dell’essenza. ndr non si smette mai di approfondire) mi ha detto che il mio lavoro è proprio adatto a me e che per farlo bene e sentirmi FELICE devo ASSECONDARE LA MIA VENA PAZZERELLA…

Detto – fatto!

5′ minuti sono quanto serve per fare una pazzia. 

SIGNORI E SIGNORI vi presento

www.goodfoodfeedthemood.it.  

 

(accontentatevi della pagina di cortesia per oggi. non posso fare tutto in un giorno!!! :-D)

Il dominio in cui – probabilmente – scriverò qualche post non da esperta ma da fruitrice di alimenti sani, in cui racconterò le mie esperienze col digiuno, con l’alimentazione del gruppo sanguigno, succhi e altre cose che ho letto e fatto mie.

Perché? Perché no? Molti mi chiedono consigli quando ne parlo. Li metterò qui. Prendendo spunto dalle vostre domande. Cercherò di farci scrivere qualcosa anche a qualche esperta vera di alimentazione. E poi chissà…

Sono molto contenta di avere un nuovo sito da gestire visto che anche con questo ho qualche problema da risolvere (chissà magari il prossimo web-master che incontro mi farà uno sconto invece di tirarmi pacchi!)

Per il momento VI RENDO PARTECIPI DI UNA CONSTATAZIONE IMPORTANTE:

  • A VOLTE IL GIUDIZIO SI INSINUA NEL TENTATIVO DI FARE QUALCOSA DI BUONO NEL MODO PIU’ CLASSICO CHE HAI IN MENTE. MA AL DI LA’ DEL GIUDIZIO… FIDANDOTI DI TE… PUOI FARE PROPRIO QUEL QUALCOSA DI BUONO IN MODO DIVERSO

E DI UNA INTENZIONE!

  • IL MIO 2015 INIZIA DA OGGI.

E PER TUTTA LA ANTEPRIMA E IL SUO SEGUITO IL MIO MOTTO SARA’

“SE HAI UN’IDEA INIZIA A METTERLA IN ATTO. POI SI VEDRA’…”

Ho idea che FAREMO CASINO da queste parti! Senza giudizio! Il bilancio lo faccio alla fine.

QUESTO E’ Il MIO MARKETING!

Io non ho un piano di business. Io non ho valutazioni del mercato. Io credo di aver voglia di dire finalmente e unicamente quello che dico a qualsiasi mio cliente:

che LA MIA NICCHIA SONO IO.

PERCHE’ SOLO ESSENDO SEMPLICEMENTE, FRIZZANTEMENTE E COMPLETAMENTE ME STESSA posso fare quello che già faccio: aiutare le persone a uscire dalla scatola in cui stanno incastrati. Guardare e guardarsi da prospettive nuove, più ampie. Abbandonare i preconcetti… ed ESSERE CHI SONO. 

 

Spero che vi piaccia. E che mi seguirete con piacere.

Avrete sempre questo da me: Sono convinta che Autenticità, Generosità e un pizzico di Coraggiosa Pazzia siano buoni ingredienti per iniziare un anno all’insegna del motto 6CHI6. Che è il posto dove ho idea di accompagnarvi.

 

Vi aspetto! Sempre.

Michela

SFORMATRICE. NUMEROLOGA. COACHESSA

 

Amore un tanto al chilo. E la paura vince tutto

È San Valentino… il tam tam di face book sfoggia le più belle e ardue definizioni dell’Amore.

 

Leggo… poco convinta. Qualsiasi cosa mi appare vera solo in parte. Manca una sfumatura, si trascura un dettaglio…

tutto questo “cos’è-cosa non è”… mi trasmette separazione

Non so voi… mi stanno strette. Tutte. Anche le più belle.

L’Amore non si può definire. Definirlo è limitarlo e quindi chiuderlo nella mente.

Dopo tanti anni e giri col pensiero e con la vita a rincorrere il miraggio legato alle definizioni e non riuscire mai a chiudere quel cerchio, mi sento semplicemente di dire che l’amore non si definisce. L’amore SI FA. L’amore di DA. Sicuramente SI RICEVE. E SI E’…

noto sempre più spesso che in tutto ciò che abbiamo bisogno di classificare, di codificare trovo intrinseca solo paura… disarmante, sottile… nascosta…

Come fai a dire a una persona questo non è amore?… magari per lei lo è… questa espressione cela solo una mancanza… lo puoi osservare? Io sì… a volte mi capita…

Mi ricordo qualche estate fa, nella spiaggia del laghetto dove ero consona andare a prendere il sole e ritrovarmi a dialogare con amici e sconosciuti, di aver toccato questo tema. L’Amore!

E’ incredibile ma se provi a chiedere a qualcuno

COS’E’ L’AMORE, PER TE?”

la maggior parte cerca la risposta sospirando… li cogli a ricercare tra i ricordi quel qualcosa che non c’è, pensando a ciò che manca.

A ciò che manca di ricevere… e che vorrebbe.

E’ un paradosso! L’amore… così generoso… eppure la maggioranza lo cerca di incasellare attraverso la percezione di ciò che riceve…

Allora ho cambiato la domanda e tutto è diventato più silenzioso. Come quei momenti in cui uno si interroga per la prima volta su un tema importante.

“TU COME AMI?”

Le parole non possono descrivere il tutto. Di questo possiamo renderci conto ogni volta che ripensiamo ad una situazione, un attimo… in cui abbiamo amato. O in cui ci siamo sentiti amati. … sono attimi. E vivono grazie all’atto di amare…

Questo mi sento di dire oggi…

non perdere tempo a classificare o definire…

hai il potere di trasformare l’Amore da OGGETTO di desiderio a VERBO… DI AZIONE puoi sentire quanto è grandioso… potente, quanto può invadere la vita, essere per molti, essere ovunque, diventare te…

SEI amore… comunque… ama, ama, ama… ama fino a renderti conto che lo spazio dentro è talmente immenso che c’è posto per sperimentare ancora e ancora…

… anche oggi…

Buon San Valentino >3

 

Michela

 

 

incontrarsi negli occhi di un altro

Stamattina una donna, che mi vedeva per la prima volta nella sua vita, mi ha detto cose di me che a volte stento a credere si vedano.

Sono cose belle. Veramente tanto belle…

Stento a credere si vedano perché la gran parte delle persone che ho incontrato nella vita mi ha dimostrato quanto è difficile stare sulla gratitudine, sul riconoscere i propri limiti invece che spalmarli addosso a chi ha vicino.

La fuga è spesso più appetibile dello stare, fermi, davanti allo specchio.

È incredibile come possa commuovere sentirsi dire qualcosa che senti così grande dentro di te e così ‘celato’, benché esposto…

Sembra che ti si allarghi il respiro…

Ed è incredibile  anche quanto – al contrario – possano lasciare traccia  tutti gli abbandoni. Le schiene girate ingiustamente. La parola negata. Volti che hai accarezzato in lacrime che si sono dissolti senza un saluto… solo a reggere i pezzi delle proprie bugie più nascoste.

L’inconscio degli altri mi fa più paura del mio… Quanto il mio… Quello vero

Ed è incredibile notare e sapere che ancora qualcosa di te ha creato questo richiamo…

Quando un essere umano può guardarti nella tua totale interezza e dire cose meravigliose di te… ti senti disarmato. Come se improvvisamente gli argini che hanno trattenuto dentro tutte le lacrime per così tanti anni… crollassero… un fiume caldo ti stanca… e la voglia di abbandonarti risplende in tutto il suo richiamo… arresa…

Se un solo essere nella terra può riconoscerti… è perché tu puoi… !

Il resto, tutto il resto, riguarda quel pudore di te che ti ricopre l’anima.  E ti senti come se qualcosa ti avesse finalmente permesso di ricongiungerti con quella parte di te così sommersa… nascosta da tutto ciò che devi dimostrare di essere e non sai nemmeno tu il perché. Non lo puoi sapere. Non c’è niente da sapere. Già sai.

C’è da smettere. Smettere di fare.

E decidere di esistere. Con tutta la tua strafottente, esondante bellezza. Nella tua vita. Fuori dalla pelle di chi è venuto prima di te. Fuori… del tutto…

Uscire fuori. Mangiare un gelato. Fidarsi di sé…

E respirare. Adesso…

 

PRINCIPI, RANOCCHI, PRINCIPESSE E STREGHE. La trama della favola… in tempi moderni.

dicono che

“in amore decide tutto la donna”

... non è vero.

Ho sentito spesso questa frase pronunciata sia da uomini che da donne.

certo, la donna può far molto. può far sentire il suo uomo fiero di sé, riconoscergli i suoi gesti, approvarlo, lasciargli spazio. fidarsi.

ma c’è anche l’uomo. e se l’uomo non ha coraggio iniziale, cura e costanza a sua volta nel far sentire la donna importante – la PIU’ importante e amata “qualsiasi cosa accada”, sicura… il ciclo positivo si interrompe. E viceversa anche.

 

 

È in questo ciclo positivo che si crea l’equilibrio dinamico. la possibilità per ciascuno di manifestarsi per quello che è. di comprendere sì, ma anche di rispettare il proprio spazio intimo. per come ci si sente. davvero. inutile pretendere. Da sé o da altri. Il gioco delle emozioni non può partire da una pretesa.

nel disequilibrio, nascondersi è aggravare il sentire già affaticato. per entrambi. È raffreddare le emozioni positive. la spontaneità. La fiducia.

 

peter pan deve trasformarsi in principe da solo se a casa vuole una principessa.

E la strega  – il meglio che può fare se non sta bene – è allontanarsi, se vuol esser principessa. non baciare. non parlare. non spiegare. non istruire… non subito.

 

ti bacio quando sento che posso venire verso di te, non quando il corpo si trattiene lontano. È essenziale evitare la confusione. dentro e fuori. tra te e te. e con l’altro.

non si è mai visto un eroe che ha la donna che gli mette a posto il cavallo prima di saltar su. o che gli da le bastonate.

al massimo può guardarlo con fiducia e dirgli “MI sentirei più sicura se tirassi la sella”. ed esprimere come si sente – in seguito a un suo gesto.

 

ma se lui si offende, si allontana o punisce per questo… non sta facendo la sua parte. in quel momento non può chiedere. è il tempo di dare. senza condizioni. o attendere. per dare.

 

quando una donna si sente sperduta delle sue stesse emozioni è lì che l’uomo ha la sua grande occasione di manifestare la sua PRESENZA. non servono parole. sono i suoi gesti che fanno la differenza. devono essere gesti generosi. sicuri. deve saper ricreare l’equilibrio.

è sua la conquista.

 

la donna… fidandosi, avrà l’opportunità di aprirsi di nuovo. come un fiore. e accoglierlo. di nuovo.

 

un rapporto richiede cura. richiede principi e principesse. ogni giorno.

esserlo su qualche isolotto sperduto e seduttivo son capaci tutti.

esserlo nella semplicità delle cose… pochi.

mettere lo stupore in un dialogo, curiosità, interesse, fiducia… al supermercato, dal giornalaio, in bagno…

è un po’ come confrontare il sentirsi ricco di uno che vince al superenalotto. appena ha vinto. rispetto al sentirsi ricco prendendo in mano l’euro che ti serve per metterlo nel carrello della spesa.

 

tanti dicono che sono le piccole cose che contano. ma pochi le contano con atteggiamento e gratitudine. regolarmente. È un notare. E devi deciderlo se lo vuoi nella tua vita.

È così che il primo giorno ti corro incontro col sorriso a braccia aperte, il cinquantesimo ti apro al citofono senza chiedere “chi è” e il centesimo(che poi non sono altro che 3-4 mesi) ti lascio ad aspettare con la cena pronta mentre sto facendo un “più eccitante” aperitivo con gli amici… o – più attuale – una chattata su facebook.

È così che si arriva a guardare più tv che occhi. Più facebook che persone vere. a trovare intrigante svegliarsi la mattina e andare a chetare con un estraneo/a invece che allargare un bel sorriso a lei/lui che E’ LI’ per te. mettendosi in gioco, alito compreso.

 

Ora ditemi – uomini che avete bisogno di sfide e donne che volete essere rapitedov’è  più facile stupirsi? sul “giornale quotidiano” di fb o davanti al vostro compagno?

Qual è la vera sfida vera?

 

– inviare il lesto POLLICIONE a un estraneo che fa una battuta suadente

– o posare il simbiotico telefono. non parlare degli altri. silenziarsi. prendere un bel respiro profondo e sincronizzato e sentirsi immensamente grati di QUEL momento. e sentire che basta. tu e lui. tu e lei. essere lì presenti?

e per quale motivo può valere la pena di fare la coda ad un supermercato, correre a destra e manca la mattina, cucinare, fare chilometri, comprare dei fiori?

 

lo fai per gioirne tu stesso e farne gioire qualcuno che sta col tuo essere tutto intero o per vedere quanti like avrà la foto su facebook?

 

non si tratta di fare il processo a facebook.  A me piace.  Ci sono mille altri esempi di scelte di assenza. il mio intento è solo di trovare risposta a questa domanda…

 

di cosa puoi fare a meno? Se ti mancasse…

 

… cerchi la strada più facile?

lo so per me. non per il lavoro che faccio o quello che ho studiato. non in teoria. lo so in quanto donna. per la donna che sono.  ho scavato per saperlo. ciascuno può saperlo solo per sé.

bisogna avere voglia di uscire dai propri alibi. e guardarsi interamente nella propria natura. bisogna arrivare al coraggio di distinguere i bisogni tuoi dai suoi. le tue paure dalle sue. Riconoscere il desiderio del desiderio…

un soldo per i tuoi pensieri. quelli che non puoi condividere con nessuno – forse neanche con te stesso a voce alta. quelli da cui ti nascondi.

con chi è più facile flirtare nascondendosi dal bisogno di approvazione? con un’estranea? con qualcuna che chiami “amica” ma ti esorta a flirtare col mondo intero sapendoti impegnato? Con chi ti tiene agganciato nella superficie dei tuoi e suoi sentimenti… e ti facilita il gioco della fuga o con la persona con cui vivi la tua relazione?

 

cosa stai facendo? mentre fai quello che stai facendo?

 

Sicuro che stai in un dialogo tra persone? O stai scegliendo situazioni in cui è illusoriamente più facile. Parziali. in cui mettere non TE, ma l’immagine più “x” che stai creando di te.

se sei impedito in un discorso non stai parlando con un amico. forse stai tenendo aperta una porta sulle tue possibilità. tieni quella parte di te che hai timore di condividere con il tuo lui o la tua lei… e la esprimi ad un altro, dove corri meno rischio. in un luogo che chiudi con un clic.

 

ma cosa stai creando?

stai facendo una gita in compagnia o stai vivendo un rapporto?

un rapporto non può basare sui silenzi vuoti.  e nemmeno sui segreti intimi.

 

Un rapporto si vivifica quando è carico di silenzi pieni intervallati da dialoghi. Dialoghi che corrono come fluido senza trovare barriere.

non occorre dirsi tutto. no. ma se puoi avere  con qualcuno che non è la persona più vicina a te, quella in cui puoi entrare mentre fate l’amore… conversazioni più intime di quelle che puoi avere con lei/lui, se il tema non è lei/lui o qualcosa che potresti raccontarle o qualcosa che le taci con un buon intento per lei/lui… stai giocandoti la posta più alta.

e  allora ritorna la domanda.

di cosa non puoi – anzi non vuoi – fare a meno?

Qual è la cosa che non sei disposto a perdere?

 

beh… della cosa di cui non puoi fare a meno… di quella devi occuparti. ogni giorno.

 

questo è avere un rapporto che fluisce. creare un meraviglioso scambio. Oltre la diffidenza. Oltre la scontatezza.

 

generare una sensazione di solida decisione di chi / cosa vuoi… per la quale la mancanza di un caffè, un pallino verde, una telefonata vuota… sono una eccezione e in quanto tale possono solo generare una occasione di amorevole comprensione. una risata. Siamo complici… in un gesto di amore libero.

 

L’unicità è dettata dal renderti conto che l’essere che hai di fronte è fatto di immense sfumature. Che se sai già tutto non potrai esserne curioso e ne perderai dei pezzi.

Richiede che il principe si renda conto che la principessa non pensa e sente come lui. Che non c’è una lotta a chi vince. Che il dialogo tra il maschile e il femminile – diversi – lo devi usare per comprendere e valutare i tuoi atteggiamenti con la tua compagna/compagno e non per fuggirli laddove è più facile. Che se sei critico con chi hai e aperto con chi non hai… non sei aperto affatto. È la differenza tra guardare un film e viverlo.

È comprendere i propri bisogni primari e quelli dell’altro.

 

E’ un gioco virtuoso e funziona più o meno così:

LA DONNA HA BISOGNO DI  

L’UOMO HA BISOGNO DI

1. Sollecitudine
2. Comprensione
3. Rispetto
4. Devozione
5. Rassicurazione

1. Fiducia
2. Accettazione
3. Apprezzamento
4. Ammirazione
5. Incoraggiamento

*tratto da “Gli uomini vengono da marte, le donne da venere”

E vanno a braccetto. 😀

1. Quando l’uomo mostra interesse per i sentimenti della donna ed il suo benessere, lei si sente amata e protetta. Questa sollecitudine la fa sentire speciale. Lei inizia ad avere maggiore fiducia e diventa più aperta e recettiva. La fiducia trasmette all’uomo la sensazione che sta facendo il meglio per sé e per la sua compagna.

2. Quando un uomo ascolta senza giudicare una donna che esprime i propri sentimenti, lei si sente ascoltata e compresa. Questo fa sì che lei non cerchi di cambiarlo e lui si sente accettato. Non perché lei lo ritenga perfetto, ma non sta cercando di migliorarlo, perché sa che lui penserà a migliorare sé stesso.

3. Quando l’uomo rispetta i diritti e bisogni della donna lei si sente amata. Con segnali concreti di questo rispetto come ricordarsi un evento, mandarle un messaggio, essere attento in momenti per lei importanti la donna si sente rispettata e comunica con facilità il suo apprezzamento all’uomo. L’uomo comprende il valore dei suoi gesti ed è incoraggiato a farli di più.

4. Se l’uomo da la priorità ai bisogni della sua donna è fiero di sostenerla e soddisfarla senza che lei debba recriminare… lei si sente speciale. Una donna ama sentirsi speciale e amata. Questo accade quando l’uomo tiene in considerazione i sentimenti della sua donna mentre si dedica ai suoi altri interessi. Lei così lo ammira. E lo accoglie con stupore e gioia. Un uomo che si sente ammirato ha la sicurezza di poter offrire alla sua la consapevolezza che lui la adora.

5. Quando l’uomo mostra con costanza, coi gesti e le parole alla compagna di amarla, di capirla e rispettarla e di essere grato della sua presenza nella sua vita, soddisfa il suo bisogno primario di rassicurazione. Lei si sente oggetto di amore e non conosce fatiche o cedimenti. Per l’uomo è normale pensare che una volta soddisfatti i primi 4 bisogni la donna si sena felice e sicura, ma non è così. La deve rassicurare con una continuità. E così lui. Che ha bisogno di incoraggiamento. Un uomo da il meglio quando i suoi bisogni sono soddisfatti. Ma se la sua compagna lo sollecita invece che basarsi sulla fiducia la relazione ne risente.

 

Eccovi il possibile intreccio. L’uomo da. La donna accoglie. E da a sua volta. E si innesta un ciclo virtuoso 

E’ facile comprendere che non può basare su un interesse e attenzione unilaterale. L’uomo conosce sé stesso e la sua donna. La donna conosce sé stessa e il suo uomo. Dagli stessi fatti possono nascere circoli viziosi o circoli virtuosi.

Decidi tu.

Io posso solo dirti che sapere queste cose… non ti basterà :-). Sapere non basta. Bisogna viverle. Metterle in atto. Impararle nell’esperienza. E non aspettarsi che tutto luccichi da solo appagandosi solo delle parole “ti amo”.

Anche l’argenteria più bella va lucidata. Curata. Coccolata. E in un rapporto da coccolare sono in 3: tu, l’altro, il rapporto!

Poi si sa, il supermercato degli sconti è sempre aperto. non sempre si trovano buoni affari… non di lungo periodo di certo.

Ma alla bottega delle buone occasioni … può darsi che tu sia tra quelli che pensano di aver fatto un buon incontro. l’occasione è lì. artigianale. Unica.

 

viverla richiede che tu decida…  vuoi essere il protagonista di una storia o fare indigestione di caramelle?

 

Una strada e un’altra. Nulla di più. L’unica cosa che non puoi immaginare è di percorrerle contemporaneamente. È impossibile.

Non perché sono distanti. Non perché siano brutte. Semplicemente perché la strada del principe e la principessa richiede – come ogni strada in cui metti in gioco la tua essenza – di crederci e che ci cammini al 100%. Completamente. E il solo fatto che ti ci sei incamminato non ti toglie gli ostacoli.  Ti offre decisioni.

 

Decidi tu!

E mentre tu decidi l’altro può sempre trovare un buon dolcetto da qualche altra parte. ;-D

 

Buone favole!

Michela

settembre e il presente indesiderabile

…fuori c’è ancora un bel sole che riscalda, fa quasi contrasto col freddo che inizia a sentirsi addosso in questi giorni…

non so se è settembre. non so se è questo mese che mi è sempre sembrato l’inizio della fine. la fine di un anno. la fine del periodo più gioioso. la fine dei progetti disegnati l’anno prima… il suo numero: 9. la fine. la chiusura.

so che in questi giorni continuo a pensare a come funzionano le cose tra le persone. ancora. il più delle volte. che siano contatti di lavoro o relazioni private. trovo che quando qualcosa inizia e fluisce arriva spesso il momento in cui… si perde di vista la gratitudine. e la danza dei desideri ha inizio. all’espressione si sovrappone l’impressione.

il desiderio è per qualcosa che non c’è. è viaggiare nell’ASSENZA. è stare nel FUTURO.

la GRATITUDINE è per qualcosa che c’è. accade nel PRESENTE. è la forma più essenziale di RICONOSCIMENTO del PRESENTE.

ci puoi entrare dentro per un po’. immergerti. e non occuparti più della dura legge del dare e avere. sei. puoi donarti. essere completamente dentro le tue azioni. quali che esse siano.

lo fai e ti senti bene. tutto ha un suo equilibrio e nulla stride. puoi apprezzare l’altro senza timore che questo implichi soffocare tè e puoi sentirti apprezzata senza che nulla, proprio nulla debba, essere fatto. e viceversa. tu vedi. l’altro vede. e si sta bene in presenza.

poi improvvisamente arriva lo strattone spigoloso dei desideri. il bisogno del desiderio. di cui divieni l’oggetto o il soggetto. e si rompe l’incanto. Un desiderio che nasconde la paura. la paura del presente che ti si offre DA VIVERE!

è guardarsi dentro invece che vedere fuori. e si pensa. o si è pensati. come se entrambe le cose non potessero più stare assieme. come se il dare congedasse dal ricevere. come un dazio da pagare… e invece che continuare a mostrarti inizi a sentire di dover dimostrare. e viceversa…

non puoi più assecondare il vedere, perchè il bisogno di desiderio richiede mancanza. e la mancanza viene dalla distanza.

fuggire. per essere rincorsi.

girare le spalle. per rarefarti. renderti rara. 

mi chiedo quante persone conosco che sono in grado veramente di avere una perla senza darla mai per scontata. senza possederla. senza dimenticarla solo perchè è “loro”

quante persone conosco, uomini e donne, che possono svegliarsi al mattino e riescono a considerarsi fortunati e GRATI di quello che c’è.

chi si chiede “cosa posso fare per rendere omaggio alla giornata della persona che più conta per me, per farle sapere che è importante?”

quanti vanno a letto e sono riconocenti delle persone che hanno attorno – INCLUSO SE’ STESSE – , senza che vi sia un motivo. non perchè ti danno qualcosa. non perché sono belle, simpatiche, interessanti… solo perchè SONO. SONO QUI. ti sono capitate accanto e questo arricchisce la tua vita. TI FA VIBRARE MAGGIORMENTE. e hai semplicemente voglia di dire

“GRAZIE CHE SEI QUI. CHE SEI QUELLO CHE SEI”

non so se mi piace, ma fin da ragazza pensavo che il tempo futuro non è scontato. io NON SO cosa può accadere domani. per questo sono piena di voglia di vivere. per voglia di vivere non intendo “prendere tutto quello che c’è da prendere”. intendo POTERMI DARE COPLETAMENTE con tutto quello che sono, che sono stata. con tutta la forza.gioia.energia.tristezza.incoerenza.ampiezza. che sono dentro di me. in base a quello che sento. senza puntarmi su qualcosa che non ritengo essenziale. FACENDO SAPERE A CHI STA NELLA MIA ESISTENZA QUANTO DI BELLO VEDO.

non riesco a capacitarmi che si possa avere voglia di distanziarsi da qualcosa che ci fa beneper renderci conto che ci fa bene. credo siano semplicemente FUGHE!

 

domani potrei essere morta. tu potresti esserlo. domani può essere anche tra un minuto. ci hai mai fatto caso?

mi chiedo “perchè esimermi?”. e non trovo risposta. ho scavato. dentro. non c’è.

trovo assurdo allontanarmi da chi amo per essere amata. limitarmi con chi apprezzo per essere apprezzata. sono quello che sono. e così tu. lasciare spazio è diverso che allontanarsiamare è un momento. un gesto che può appartenere ad un amica in cui intravedi un abbraccio, un momento in cui “sei lì” totalmente per la persona che ha acquistato il tuo servizio, o per te mentre ti metti una crema. o qualcosa di più grande. per una persona con cui senti la voglia di condividere qualcosa di più… non c’è fretta. c’è un tempo pieno. completo. non c’è nulla da correggere quando entrambi si manifestano. e basta. non c’è nulla di scontato. e non c’è bisogno di ritirarsi. domani esiste nella tua mente e non “sai già che avrai quello che hai avuto oggi” perchè non c’è sapere che tenga rispetto al vivere.

trovo assurdo smettere di meravigliarsi di una persona. smettere di osservarla e coglierne le sfumature.

trovo assurdo intrappolarsi nel movimento che costringe ad una scelta. do o prendo.

trovo assurdo negarmi quando ho dentro una spinta a darmi. solo perchè l’altro si è  inceppato a prendere.

SOTTRARSI. fa male. non si vince niente quando lo si fa.

se sto male mi devo spostare. è diverso

se non sto bene in un posto. mi sposto.

se non sto bene con qualcuno. mi sposto.

se sto bene.. resto.

tu, se stai bene, resti? ti siedi o ti dai? vedi o guardi?

ogni incontro non è che incamminarsi vicino e vicino. a renderti conto che ancora tanta distanza separa due anime. che c’è un io e c’è un te. un’immensità. non c’è fretta di trovarmi un posto fino a che mi vivi pienamente. sono gli armadi quelli che sistemi una volta per tutte. (e forse neanche quelli) non le persone. le persone possono avere uno spazio. puoi decidere di lasciare uno spazio. e continuare ad osservare quello dell’altro. entrarci. bussare. uscire garbatamente accostando la porta. lasciare un biglietto…

una persona non è una valigia in cui metti delle cose tue per fare un trasbordo e che riponi in cantina quando hai finito, salvo riprenderla per un’altro viaggetto.

se la vuoi vicina veramente devi vederla nel suo insieme. devi poterti chiedere cosa è importante per lei. cosa vive. e per trovare le risposte devi avere voglia di avvicinarti. garbatamente. alla SUA vita. senza invadere e senza strattonare. e di fare spazio… nella TUA. SONO SPAZI CHE SI FONDONO. AMPLIANDOSI.

le vite non sono autostrade singole. sono intrecci con altre vite. è così che diventiamo quello che siamo. ogni momento.

che tu rincorra o abbia la fortuna di camminare nel presente… sono sempre i PASSI CHE FAI VERSO a farti vedere la persona negli occhi. dentro. dove lei /lui è. e in qualche modo si guarda assieme da qualche parte… AVANTI.

QUELLI IN CUI VAI VIA ti fanno vedere solamente le sue spalle. tè stesso. e le tue proiezioni…

anche se energie maschili e femminili sono confuse ogni giorno, non può ridursi tutto ad avere bisogno che l’altro MANCHI per rendersi conto che VALE. CHE LO VUOI NELLA TUA VITA. c’è un luogo nel presente in cui ciascuno di noi HA UN MASCHILE E UN FEMMINILE e può rendersi conto di cosa vuole veramente… e  renderlo PRESENTE nella sua vita. e  FARE LA PROPRIA PARTE: ESSERE. ESSERCI. COMPLETAMENTE.

MANCARE è UN MIRAGGIO.

Da questa prospettiva… non so se voglio essere nei sogni di qualcuno… Mi piace l’idea di essere parte dell’esistenza di qualcuno. Così come viene. Per come mi viene. Liberamente.

se credi che porto qualcosa di bello nella tua vita ed hai l’esigenza di tenermi lontana… tutto quello che hai sperimentato di me SVANISCE. io non sono i tuoi pensieri. può restare vicino il mio corpo. forse anche le mie parole o le mie paure. ma non sarò mai completamente lì. puoi tenermi dentro un messaggio o in un pallino verde acceso su fb… non non sono io.

se vuoi prendere solo pezzi di me e non hai ancora incontrato tutto l’intero… non potrai avere tutto in ogni momento. tutto è dove non hai bisogno di esaminare. dove non hai bisogno di immaginare. tutto è solo ed unicamente QUI.

prima DECIDI e poi VIVI.

e non INTANTO VIVI e poi DECIDI.

fa una grande differenza…

io non sono l’idea che ti vuoi fare di me mentre non ci sono. nessuno lo è. sono l’odore che ti lascio attorno. sono il calore di quell’abbraccio. e forse domani ce ne sarà un’altro – diverso. sono il suono di una risata. o una bizza inattesa. sono il silenzio che ti posso offrire. sono le mie onde. e il battito del cuore. sono il suono speciale di una carezza. la vibrazione che solo tu puoi sentire in mia presenza…

…perchè SONO presenza. PRE-SENZA. “sono tutto” quello che hai di me PRIMA di RIMANERE SENZA.

è questo che sono le persone! è questo che sono gli animali. e tutto ciò che ha vita… che scorre trasversale attraverso il tempo…

nulla è garantito quando vivi. se non il vivere stesso. senza filtri. e per vivere devi smettere di desiderare e divenire DESIDERANTE. aperto senza timore al tuo diritto di volere. aperto al mistero. coraggioso verso ciò che… VUOI.

 

VOGLIO!

che magica parola. sepolta e impolverata da tanti preconcetti. regole di finta educazione…

 

IO VOGLIO TE! 

che suono meraviglioso hanno queste parole. solo al pronunciarle dentro. chiare. stentoree. per sé stessi. o per qualcun altro!

trasmettono un allure da impavidi cavalieri!

se sei un uomo: fai il primo passo. agisci. 

se sei una donna: accogli. apri il tuo spazio e ricevi.

nessuno deve soffrire. se tutti OSANO VOLERE!

 

E’ settembre. Il principio della fine… necessaria per ogni nuovo inizio.

E’ settembre. Un mese incredibilmente adatto per chiederti “COSA VOGLIO?” e fidarti delle risposte che custodisci nella pancia.

E’ settembre e il solstizio è già passato. La luna calante ti avverte di liberare spazio. Se c’è qualcosa che non vuoi… liberatene.

Ma se c’è QUALCOSA che VUOI , QUALCUNO che VUOI… LASCIA CHE LA GIOIA DI AVERLA RISUONI DENTRO DI TE e tutto prenderà forma.

 

 

 

 

 

CHI SEI VERAMENTE? semplicemente SEI.

tempo fa scrissi questa frase su Facebook

“invece di chiederti CHI SEI? ogni tanto chiediti QUI SEI?

 

quando sei QUI. sei Reale. sei REALIZZATO. quel momento è assenza di parole. e tutto è nella sua perfezione. è tutto.

e senza le parole. tutto il resto è descriverti.

 

prendi una penna e scrivi chi sei sul tuo corpo. e lascia che altri ti leggano. se hai una sensazione distorta e necessiti ancora di parole per ‘dire chi sei’… puoi solo mettere tutto il tuo essere a disposizione di quel momento… per essere.

dove sei. sei. non serve alcun aggettivo.
l’essere è essenziale

tutto il resto è descriverti. se stai parlando di te a qualcuno e affermi le tue caratteristiche… fermati. perchè lo fai?

qual’è il bisogno o la paura che ti chiede di usare un amplificatore? un giustificativo…

perchè spiegarsi?

se tocchi un pezzo di carta. è carta. quando inizi a volerne descrivere le caratteristiche allora cominci a cercare le parole e queste ti richiedono un accordo con la persona a cui le stai dicendo. “questa carta è ruvida” “no, secondo me è porosa”…

 

mentre dentro di te o fuori di te ti chiedi chi sei… non sei. stai semplicemente facendo il narratore di te stesso.

 

mi trovo sempre più spesso con persone che sono lungo il loro cammino chiedendosi CHI SONO. come far percepire il momento dell’essere a queste persone?  la risposta è sempre “nulla”. non devono fare nulla al di fuori di ESPRIMERSI.

non studi, vai in India, fai i ritiri spirituali per trovare te stesso. fai tutto questo per portare tè stesso in giro da qualche parte e scoprire qualcosa di te che ti porterà a “non c’è nulla da fare”. Essere è lì.

Lì la mattina quando vai al bagno. Lì quando sei immerso in qualcosa che ti piace e anche in quanto non ti piace. Più lo neghi… più ti allontani. Più osservi. Più smetti di cercare.

Se senti ancora il bisogno di dire ad altri i tuoi aggettivi…  prendi una penna e scrivi chi sei sul tuo corpo. lascia che altri ti leggano. se hai una sensazione distorta e necessiti ancora di parole per ‘dire chi sei’… puoi solo mettere tutto il tuo essere a disposizione di quel momento… per essere. dove sei. sei. non serve alcun aggettivo.

l’essere è essenziale.

esprime sè stesso liberamente e perciò evolve. e mentre evolve la sua anima prende tutto lo spazio che le serve. 

se è tanto o poco… lo diranno gli altri. ma non lasciare che dicano “è troppo” e non dirlo tu stesso. nessuno è troppo.

è impossibile ESSERE e TROPPO. e anche POCO.

 

ESSERE E’.

tutto qua.

ricordati: mentre ti fai la domanda CHI SEI… in quel momento esatto smetti di ESSERE. falla dunque.

ma ricordati di tornare. presto.

a casa. 

essere è casa.

ciascuno ha la sua.

è perciò che siamo nati.

tutti.

 

 

mi piace pensare che è per questo che fin quando ero piccola pensavo “ognuno ha un posto nell’universo”… nel reclamare il mio… dentro già sapevo di esserlo…

e così tu. basta che semplicemente ascolti il tuo respiro.

OVUNQUE SEI. mentre respiri SEI.

LIBERO

 

Michela

 

la completezza si percepisce quando si accetta il vuoto e ci si sforma

Driiin suona il cellulare… una cliente. Una donna-bambina arrivata da me per ‘trovare la sua strada nel lavoro ed esprimere veramente sé stessa’… è passato poco tempo…

 

Avevamo iniziato così… ma nel mio s-coaching l’obiettivo non è quasi mai quello che il cliente dice di volere… il più delle volte quello è solo un segnale. il loro essere esprime il luogo profondo in cui nasce la difficoltà… lì dove hanno bisogno di andare oltre la forma… dove si sformano… non so se ho imparato a riconoscerla in un’aula o nelle stesse difficoltà che la vita mi ha offerto… non so… è qualcosa che noto… da sempre… un segnale parla più delle parole e rivela la sofferenza… il distacco… là dove c’è la disaggregazione… dove usualmente l’anima pulsa per uscire… là dove puoi liberare il tutto a prescindere da cosa quell’essere se ne farà nel concreto perché quasi sempre d’amore si tratta.

 

Amore. Quello che vogliamo tutti. Quale che sia l’oggetto. Quale che sia il soggetto. Siamo sempre noi. Un riflesso. Amanti allo specchio…

 

E più mi sformo io stessa più ampiamente vedo…

Alcuni non vogliono essere guardati lì dentro e scappano… altri si sentono finalmente a casa perché capiscono che non li guardi… li vedi… e semplicemente accetti quello che dicono mentendo a sé stessi senza giudicare… e senti che potrai accompagnarli per un pezzettino… e sai – che la strada – sempre è la loro. Come loro è la casa. Ciascuno è sé…

Siamo tutti così. La vita intera si dissolve nella ricerca all’esterno o all’interno di qualcosa che ci porta sempre in quella casa: la completezza…

Lei ha avuto  per un momento la sua occasione dentro: quella sensazione che ti dice che ti trovi davanti alla persona con cui affrontare il tuo viaggio dell’eroe.

E poi – come in tutte le storie – se c’è un eroe, c’è una sfida. Già perché il viaggio dell’eroe non è una passeggiata e c’è di strano che la sfida non è mai quella che il tuo linguaggio può capire facilmente. La sfida parla il linguaggio dell’eroe che non sei ancora. Ti chiama… per confonderti. O per vedere se quello che vuoi lo vuoi veramente.

Altrimenti non importa… arriverà un’altra chiamata. E’ solo questione di tempo e la vita ti offre quello di cui hai bisogno per affrontare il tuo cammino e perché ciò che sei destinato ad essere… sia…

 

Driin… “volevo dirti che…” “tengo a spiegarti che…”… parole che sprigionano logica. Parole che esprimono: la sfida  è andata come doveva andare…  io lo sapevo già da una settimana… lei non ancora…

voglio aiutarti un’ultima volta e ti invito a tacermi le tue motivazioni. Sono intime. Sono private. Sono tue. La loro espressione rivela un bisogno che sta molto più in superficie della tua battaglia. Quella vera.

 

Perché spiegarsi? Vuoi dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato? O vuoi che te lo dica io? Tutto lo è. E nulla lo è.

 

Fai le tue scelte creatura meravigliosa e fai in modo di non doverti giustificare con nessuno.

Ecco cosa significa veramente vivere connessi con tutto il proprio essere…

Il vuoto che hai dentro sempre meno lo cerchi di colmare con l’approvazione, con lo spiegarti… la tua forma si espande… la sformazione è in atto. E tu diventi l’immensità che sei. Nel tuo corpo e oltre.

Entrare dentro di sé a prendere le proprie decisioni. Sentire nel profondo la cosa migliore per noi in quel momento – anche la più bizzarra – e sentirsi a posto… qualsiasi strada prendi ti porterà dove vuoi andare…

E se il tuo inconscio è stato più forte di te nel decidere per una strada che ti scosta da quella che sentivi finalmente adatta… fai quella. Sono le tue sfide. È la tua vita. Fatta di capitoli che riempiono il tuo racconto...

Una puntata dopo l’altra in cui il protagonista può scegliere di andare o tornare sui suoi passi. Completare qualcosa che ha lasciato in sospeso. O accettare l’incompiuto. Tutto è equilibrio se smetti di parlarti ed inizi ad ascoltarti… il tuo essere “sa”…non c’è molto da sapere…

Non è un coach o un vile incontro o altro che faranno la differenza per te nella vita. La differenza la fai sempre e solo tu. E ciò che puoi riconoscere di te da quegli incontri e come li vivrai…

Tu quando cammini a testa alta qualsiasi scelta fai. Tu quando ti senti il cuore gonfio di gioia invece che di tristezza. Tu quando puoi amare e lasciarti amare allo stesso modo. Tu quando smetti di aver bisogno di aiutare chiunque per sentirti che vali qualcosa. Tu che sei orgogliosa della tua gioia come del tuo pianto.

La dignità nasce e muore dentro di te. Che sei una donna bambina. Come tante. Come tutte. Che hai la grinta e la fragilità di chi ha vissuto gli estremi. Di chi è forte fuori mentre vorrebbe solamente sciogliersi tra le braccia di una mamma di tanto in tanto.

Tu che reclami con gli occhi abbracci che non hai ricevuto. Consensi negati e attese altrui. Tu che a tua volta ne avrai negati o dispersi nel vento della paura.

Sono piccoli piccolissimi dettagli che scivolano fuori assieme alle parole. Le tue parole rivelano a che punto sei del tuo cammino.

Come ti comporti con me, se salti un’appuntamento o ne cancelli un altro possono essere importanti verso di me. Ma non allo stesso modo per te. Chissà forse devi sperimentare l’imperfezione. Forse devi sapere controllare diversamente. Forse devi giocare con la vita invece che giocartela.

Cammina dritta donna-bambina. E se sei stanca siediti. Forse te lo sei meritato un ristoro.

E poi rialzati e cammina ancora. Se vuoi urlare urla. Se vuoi piangere piangi. Se vuoi ridere ridi. Ascoltati. Ascoltati coraggiosamente.

Non c’è logica nel vivere dentro la logica. Essere è uno spazio immensamente ampio in cui rendiamo conto solo a noi stessi perché noi e solo noi possiamo occuparlo…anche quando sembra tanto grande da volerlo dividere con altri. Anche quando è vuoto, perché è il tuo corpo è donna.

Immergiti dentro te stessa. E lasciati sgorgare fuori. Come acqua puoi fluire nel mondo. Scrosciare incontrando un sasso. O fermarti un po’ in un ansa.

Ricordati che la tua vita non è solo tua. E’ di tutti perchè tu sei in tutto e tutto è in te.

Tu sei il  fiore che annusi e che diventi mentre lasci che il suo profumo ti trasformi.

Tu sei la terra dove si appoggia il tuo piede mentre ci affonda e ne sente la vita.

Tu sei tutto quello che puoi vedere.

Tu sei ogni cosa che tocchi.

Tu sei ogni incontro. Ogni amore. Ogni attimo.

Oltre la paura puoi renderti conto che solo il passato ed il futuro possono impedirti di vivere nell’essere che sei. E goderne ogni attimo. Qualsiasi cosa tu faccia. Qualsiasi cosa accada.

Se accade il bene vivilo. Non chiederti quanto possa durare. Vivilo e basta e sarà per sempre te.

Se accade il male vivilo. Osserva fino a dove puoi accettarlo. E smetti quando ti accorgi che lo puoi superare. Se ti sposti senza ascoltarlo… lo porterai con te. La paura va attraversata.

Puoi camminare sul fuoco o attraversare una strada per andare incontro ad una persona che ti piace.

E sempre, sempre, sempre puoi osservare se stai andando verso qualcosa o se ti allontani da altro…

Qualsiasi decisione…agiscila. Piena. Respirala.

E accorgiti che in quello spazio in cui vai dentro la tua vita attimo dietro attimo…nulla conta più di esserci. E là non vi è alcun pensiero che ti distanzia dalla presenza.

Là sei.

Come io sono.

E nel tempo che ci siamo incontrate tutto è accaduto.

Buon viaggio a te.

Buon viaggio a chiunque sia scivolato dentro questo post. A chiunque ne sia stato catturato.

Ama quello che sei.

Michela

chat line. presenza e assenza

 

Non siamo la pagina di un libro… non siamo neanche un canale radio o un video…


 

Ho provato ad infilare la mia mano nelle pieghe della tastiera… farla scivolare dentro il pc e via scorrere lungo i cavi per uscire fuori nel tuo pc e accarezzarti davvero…

Mi sono immaginata le dita sgusciare fuori e fare capolino una a una e riprendere forma nella mia mano nodosa, imperfetta…viva, bagnata di quel caldo umido che il corpo emette… a misurare le tensioni o gli imbarazzi, la freschezza o la fatica… esitante e contenta… avvicinarla al tuo viso attonito… ho immaginato di lasciarla accostare al lembo di pelle libera tra la coda dell’occhio e la tua tempia, lentamente e sentire… la pelle vibra all’unisono col rumore della carezza che scivola piano, per non perdere neanche un’attimo, delicata…voglio ascoltare ogni segnale con le mani per tutto quel breve tragitto. Percepire. In silenzio. Il corpo che parla e mi dice chi sei. E il mio che ascolta…

Ho desiderato farlo…un attimo… un’attimo di vicinanza che sgorga tra le parole, le confidenze…i racconti…un gesto istintivo… una carezza…una semplice carezza…

Ma la mano non passa in una fessura così piccola e non percorre alcun cavo…non si separa dal corpo…ed io sono qui… respiro qui…vivo qui. adesso.

Mentre scrivo “carezza” non ti sto accarezzando, nessun lembo di pelle del tuo viso entra in contatto con i polpastrelli delle mie dita, non c’è un respiro sentito, non è….

il pensiero descrive gli inganni della mente… “ti accarezzo” ma non completamente, non con tutto il mio essere e non incontro il tuo…e non è forse questo che siamo…un essere…

Non importa che tu sia un amico, un amore…un nuovo incontro…

Non puoi – leggendo – rilassare completamente la mente e abbandonarti alla mia carezza, non puoi sentire cosa accade in quel breve tratto di pelle percorso dalla mia mano… non sai cos’è il giocoso rincorrersi delle mie dita, non senti i tuoi sussulti che si riflettono nei miei…

Forse ti pare di sì…ma mai completamente…c’è sempre un attimo che intercorre tra il mio descrivere e il tuo e ci sono due bugie che si cullano, 2 menti… No, “carezza” non è la mia carezza…sono due mondi che restano distinti mentre illusoriamente si uniscono…

E così pure “bacio”, “sorriso”…faccine che arrancano pretenziose di sostituire un moto, un tono…l’infinito di ogni attimo…

A volte si avvicinano immensamente all’ambito ideale…proprio perché assenti…

Non c’è il mio odore ma quello che ci metti tu, non c’è il mio respiro e forse te lo posso raccontare…ma non sarà mai come viverlo, come lasciarti avvicinare a percepirlo e lasciarti notare come si muove impercettibilmente la mia maglietta o il mio corpo, mentre inspiro…come cambia e si rilassa mentre espiro… e così il tuo…

Puoi dirmi il tuo nome, ma non potrai mai darmi il tuo odore né calibrare il mio imbarazzo se ti avvicini troppo…non c’è la danza se non nelle menti…solitarie…

Nulla sarà mai come l’emozione di un incontro, il rischio che comporta…essere visti…accettati…accolti…e farlo a propria volta… in un semplicissimo incontrarsi…

Lì c’è l’universo. Lì c’è tutto. Solo lì. In un attimo che non ha bisogno di definizione. Presente…

Cosa c’è di troppo nella presenza, che fa paura? Perché incapsuliamo nella mente il bello della vita? Cosa ci fa parlare così tanto in una chat da scardinare il piacere di un incontro?

La mente intelligente fatica a tacere,come un timone impazzito…va, vaga…sonda…affonda e ha la supponenza di sapere tutto, mentre non si può “sapere tutto”…il tutto lo si può solo esprimere…essere…quando si smette di saperlo…

Tu non puoi “sapere” un bacio…lo puoi dare, lo puoi accogliere e renderti conto che parte di esso esisterà per sempre nella persona che lo ha ricevuto e in te…parte nella mente…e altro resterà altrove dentro di te, sospeso nel cuore, in ogni tua cellula, in tutto ciò che di te era veramente lì quando lo hai ricevuto… unico nell’ovunque che non ha codici, nè spazio, né tempo …e semplicemente “è”…te…

Ho voglia di andare in giro e  avere motivo di zittirmi, tacere per riempirmi di tutto, meravigliarmi…lasciare che ogni attimo entri dentro di me vivo e restituirlo – consumato – ai ricordi…passare il tempo a perdermi nel profumo di un fiore, restare senza fiato davanti alla bellezza di un albero che si innalza maestoso, verde, elegante, con le sue foglie danzanti e chiacchierine che si intrattengono ridenti solleticate dal vento… fsss…fsss….fsss… sentrimi parte di esso mentre mi avvolge la brezza che mi accarezza la pelle…

Voglio che entri nella mia pelle tutto questo vivere e si radichi in me raccolto in un elegante mantello dai colori più intensi… tum tum tum batte, circola, suona…è lo stesso… tutto si fonde e tutto si confonde… bello….

Voglio camminare scalza, assaggiare un gelato e ridere ridere… risuonare come una cassa, sussultare come un tamburo… voglio espandermi in ogni cosa e ritrovarla in me… la sera…raccolta… mentre mi congedo da ogni giorno e faccio spazio per quello nuovo…

Grata di vivere…interamente