l’equilibrio del caos

ogni volta che incontri il caos, sei in evoluzione ❤️?

dentro l’equilibrio per orientarsi fuori.
a volte si confonde il verso: cercare fuori, per trovare l’equilibrio…  ma non è sempre sbagliato… dipende se stai nel mondo causale o casuale ❤️

la cosa bella è che puoi immaginare un punto di incontro:

è il punto di unione di tutte le teorie, di tutte le filosofie, di ogni credo e non credo,
di tutto…

è dove i proverbi sono come enciclopedie
dove ti sfiori per abbandonarti e trovarti nello stesso istante

è dove è
in nessun luogo e ovunque

dove arrendersi è vincere

quando lo sperimenti… evolvi

è buffo. puoi accorgertene solo a posteriori e a priori… ogni strada può esser veramente giusta o sbagliata… ma se fai un salto oltre gli inganni della mente… zac! sei già lì! ??

buon ferragosto

15 energie del diavolo, della passione e della condivisione 😉

8 energie del potere

coachyourlife

Diversi Uguali

che alcuni confondono il non esser d’accordo con l’esser conflittuale

 

ecco cosa genera l’appiattimento sociale, viltà, impoverimento relazionale e l’ossequioso liking dei moderni tempi facebookiani.

urca se lo fanno anche i neo-webber!

il “lei non sa chi sono io!” imperversa.

imper-versa. si versa imperante nei commenti. IO! Capita a tutti. Chi più chi meno. Ai più… più.

Non lo si nota… perché alcuni più… tacciono. Se lo dicono. Se lo tengono. Diplomatici. Diplomati in sornionismo.

 

sorrido. quanta ricchezza di riflessi.

che sia la nuova lingua elettrica?

 

che siano i canali cui siamo collegati a prender sopravvento e non sappiamo ancora riconoscerli?

 

oggi – giorno dell’unità

invento una parola nuova

 

#compiacimentalismo

 

la nuova frontiera delle vaccinazioni non deve prevedere solo l’evitare i conflitti, MA anche evitare il compiacimentalismo. Questo male OSCURO. Che qualche volta fa click… basta un commento. Diverso.

Diverso. perché indica un sentiero nuovo per la mente. E non importa se decidi di seguirlo o meno. Basterebbe che tu lo contemplassi senza sentirtene spaventosamente minacciato.

Oh chissà perché per la diversità si tenta sempre di dettare modi, garbi, istruzioni di espressione… eheh ma se è diverso!

Diverso fa quello che vuole. Non confina perché fa sconfinare.

Vuoi che ti rassicuri? Allora non accetti dentro di te lo smottamento che genera sempre una nuova scoperta.

S-coperta. L’antilinus!

 

Oggi 9 maggio 2017. Per i Maya giorno dell’Allacciatore dei Mondi (e mio kin di nascita) ci chiama ad osservare la diversità per sentirla uguale. E’ il festival dell’unità (non quella politica che è sempre di parte) quella della Natura.

 

Ed io esprimo una preghiera. E auguro a tutti di poterla sperimentare.

 

amatemi nella diversità ve prego, sculacciate con amore la mia sapienza.

venite avanti con la vostra rispettabile opinione, che possa esser confronto e tarallucci e vino.

datevi!

perché tra due uguali non si è mai imparato niente più che la stereofonia.

perchè col diverso si sale sopra. al piano attico dell’unità. stabile edificio dalla natura offerto. con buona gioia nelle alternanze.

che ostinatamente desideriamo abbattere per insicurezza e comfort. Salvo poi annoiarcene perché si sa… la diversità è brama. disiderio. curiosità.

 

Tutto è Uno… assieme alla tua ombra. Per scorger la quale scomodo la mia. <3

 

Michela – Coachyourlife

 

photo credit: Modella e creatrice della coperta di Linus fatta a mano Claustoriecucite

immobile sul mobile. a posto fuori posto. la lezione del gatto

Vivere con un gatto significa “accorgersi”… nel quotidiano muoversi per l’ambiente consueto della casa.

Dove noi umani insistiamo a cercare il miraggio del “ogni cosa al suo posto”. I miei gatti mi fanno di tanto in tanto il regalo di risvegliarmi al “c’è un altro posto”. È l’inaspettato che ti si pone lì.

Reputo che la mia attitudine a fare metafore e a pensare diverso sia così in quanto è stata spontaneamente e costantemente tenuta in esercizio dalla vita con Gatto, Micia e Gildo. E prima era Marcello. (Lui che faceva colazione con me e mi ha insegnato anche la priorità in una volta… quando mi ha dato una spruzzatina dritto in petto della sua pipì, perché intenta a parlare al telefono seduta sul divano… non gli aprivo la finestra per uscire).

Stamattina mi muovevo lenta per casa. Con la testa piena di cose da fare che non vogliono uscire fuori ed andare alle mani. Sul fare appunto. Che stanno bene tutte scombinate nella mente e per praticarle devi sgranarle fuori come un filo di perle una a una. Operazione difficilissima in questi giorni di caldo e forse sempre.

Mentre mi appresto ad alzare la tapparella in salotto, dove sto (tentando di) per finire di scrivere il libro… spunta lui.

Eccolo lì. Placido come se fosse sulla spiaggia più bella del mondo. Infilato steso tra la lampada e il muro. Gildo.

Cioè non è che spunta. Non sai mai di certo da quanto sta lì, un gatto. E’ che finalmente ti consenti – appunto – di accorgertene. Lo noti. Prima era mimetizzato dall’offuscamento mentale dell’ordinario.

E’ un attimo. Del quale personalmente sono infinitamente grata.

Capita spesso. E la cosa stupenda è che non ti ci abitui mai. E’ sempre stupore.

Sembra un rituale. Ogni volta che accade – qualsiasi cosa stia facendo – sento il tempo che rallenta. Immediato. Per farmi apprezzare quel che osservo. Prendere l’i-phone per uno scatto. O scrivere qualcosa. Come ora. O altro.

E’ un cambio di prospettiva che pacifica. Sta al piano attico della visione del mondo.

Faccio in tempo a fare le foto. Scrivere questo post. Avere uno scambio di messaggi emozionante. Piangere. Far andare roomba. Lui è ancora lì. Non si sa quando “il posto” smetterà di essere un posto. Potrebbe durare qualche giorno. Oppure stancarsi subito appena lo desti con un rumore. Al momento sembra piacergli. E resta.

Mi lascia perfino il tempo di guardare fuori dalla finestra. Il fiume. Il verde. Altra bellezza.

Scrivo senza dover pensare più di tanto e questo è bello. Quando si riesce a trasformare in atto di comunicazione per gli altri un vissuto che dura così poco e poi è eterno… credo significhi che si è nel pieno del proprio essere essenziale. Gli alberi qui fuori si muovono da fermi. Un’altra conferma.

Come si fa a chiamarlo tempo perso? Io non credo ne sarò mai capace e una parte di me auspica sempre che questo diventi sempre più tempo produttivo nel mondo “reale”.

Perché cosa sarebbe mai il mondo senza lo stupore… ce lo abbiamo sotto gli occhi.

Cosa sarebbe senza la capacità di intravvedere mondi su mondi?

Nessuno lo vorrebbe. Anche se lo abbiamo fatto.

Lo abbiamo fatto perché ci siamo “dimenticati”. Abbiamo lasciato vincere la paura, la concretezza vuota e la schematizzazione delle priorità. Siamo diventati adulti grigiotti e rigorosi. E non sappiamo più perché. Abbiamo voluto dimostrare di avere la testa sulle spalle e ci siamo dimenticati che le spalle sono supportate dal cuore. Che il cuore ha sotto di sé la pancia. E così via. Fino ai piedi. Piedi che indossano belle scarpe acquistate e vanno dal riflessologo plantare… invece che camminare scalzi sull’erba, la terra e i sassi. Cose così dai… sappiamo tutti…

Immagino degli scambi. Io ti insegno a stare fermo a non fare niente altro che osservare. Tu mi insegni a muovermi con costanza. Io ti insegno un passo a destra e tu a sinistra. Alla fine staremo ballando un ballo che non ha nome. Nuovo. Accade per assonanza. E’ come quando il mare mosso da degli scossoni che senti a destra e a manca fino a quando non ti arrendi al movimento e ti ci immergi… muovendoti nell’insieme… ti senti fermo.


Come la terra… ora che ci penso. Ma questo magari è un altro post.

Intanto godiamoci Gildo. Il maestro è lì. Stavolta. E chissà quanti altri ce ne sono in giro nascosti tra le righe delle cose che ci lasciamo sfuggire dagli occhi…

Chissà come sarebbe il gioco “tana liberi tutti” dove si va a caccia di maestri… invece che di pokemon.

 

Grazie Gildo.

Stamattina hai vinto tutto.

coach your life – cat your life

maestria di massa

Standardizzare la propria crescita personale, affiliati ad un solo maestro…

Sotto raffinate aggregazioni… le nuove trappole dello sviluppo di ciascun individuo.

 

La grandezza della massa…è spesso piccola cosa. Dove la massa impara da uno non colgo senso di libertà.

Ne annuso l’odore. Un po’. Ma è solo quel poco che basta per far desiderare, da un assaggio, un boccone  più grande.

 

Anche il migliore dei maestri, anche quello che ti parla della massima libertà possibile, che ti insegna a sprigionare il tuo io più grande e poi più grande ancora…

A diventare più spazioso… se lo segui con troppa dedizione… è l’antitesi della libertà.

Non c’è movimento, gruppo, o maestro che possa condurti davvero alla tua libertà. Perché questa ti chiederà sempre di potertene andare. Di pensare diverso. Di-verso. Nel tuo verso.

 

Qualsiasi voce esterna – per quanto autorevole – quando l’ascolti troppo è ridondante.

Come una cassa posizionata male. Stride al tuo orecchio.

Una amplificazione esterna che ti impedisce di ascoltarti veramente nel tuo intimo.

Più l’orecchio si raffina, più ti guida…

 

Nessuno può accompagnarti dentro e dentro di te. Tue sono le strade. Tuoi sono gli incroci. Tue le decisioni che prendi e tuoi gli errori. Tue le percezioni sottili. Quelle. Sopra ogni cosa.

 

Innamorati invece di molti maestri. Scorgili ovunque. Sui palchi e per la strada.

Segui le tracce di chi ti accompagna per un tratto e poi ti lascia alla tua verità viva. Anche se diversa dalla loro. Anche se diversa dalla tua di ieri…

Migliori.

 

Ogni maestro parlante è un essere umano.

I più preziosi sono quelli che non hai scelto, quelli che ti sei concesso di incontrare, senza saperli.

Forse non sono di carne. Possono essere un albero o un’auto che passa. Una carezza ad un pezzo di carta.

 

Vai dove puoi concederti di calpestare i tuoi rovi e dove invece l’erba fresca ti accarezza i polpacci.

L’armonia non è mai un assoluto.

Stai un po’ nella tua ombra. Sentine il freddo. Il fetido odore. Ascolta il male. È tuo.

E decidi fino a  che punto addentrarti e quando restare.

Il tuo divenire. Il tuo avvenire. Il maestro che sei.

Ciò che è fuori non può essere dentro fino a quando non lo lasci entrare.

Sei tu che apri e chiudi le tue porte, come non sai.

Non c’è guru che possa girare la chiave di ogni tua serratura, perché quelle che ti da sono unicamente le sue. Non ha altro che sé. Anche lui.

Nessun maestro ti da te.

Ti da sé nel modo migliore che gli è consentito e questo suo limite incontra il tuo. A farti spazio.

Essere spazio.

Quando non stai pensando. Quando non stai riflettendo. Quando esisti e ti muovi del tuo movimento – con o senza gli altri – la tua energia muove qualcosa di unico verso l’esterno.

Quello che “ti chiami” è sempre un gradino più sotto di quello che… esisti.

Fidati di te.

Sei una combinazione di numeri. Sei il lucchetto. E sei la tua libertà.

Tu.

Che tu segua o guidi. Che tu impari da frasi di altri o che viva le tue… dentro ci sei sempre e solo tu.

Tu solo.

Tu unico.

Tu sacro.

Tu esempio.

Tu casa.

Imparati.

E il corpo ti darà ragione…

 

le trappole dell’ego… o l’ego in trappola?

Leggo dal web:

Se pensi sia più “Spirituale” andare in bici o con i mezzi pubblici a lavoro, ma poi ti trovi a giudicare coloro che vanno in macchina, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” smettere di guardare la TV perchè annulla il cervello, ma poi ti trovi a giudicare coloro che ancora la guardano, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” evitare di leggere quotidiani e riviste di gossip, ma poi ti trovi a giudicare coloro che li leggono, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” ascoltare musica classica o i suoni della natura, ma poi ti trovi a giudicare chi ascolta la musica commerciale, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” diventare vegetariano, comprare cibi bio, praticare yoga e meditare, ma poi ti ritrovi a giudicare coloro che non fanno tutte queste cose, sei caduto in una trappola dell’ego.

Bisogna sempre stare attenti al sentimento della “superiorità”. Esso è infatti l’indizio più importante che abbiamo per capire che stiamo incorrendo in una trappola dell’ego. L’ego si nasconde abilmente in pensieri nobili come quello di iniziare una dieta vegetariana o usare la bicicletta per poi trasformarsi in senso di superiorità nei confronti di coloro che non seguono lo stesso percorso “spirituale”.

Facciamo attenzione alle trappole dell’ego ..

Concetti che in molti –  nel loro percorso di trasformazione – possiamo condividere.

…semplicemente

l’Essere sta oltre il giudizio finalizzato a riconoscersi in una categoria, sta oltre il luogo che ci piacerebbe definire “giusto” perché anch’esso è un giudizio…

(beh neanche poi tanto semplicemente 🙂

non è facile e se lo fosse… non saremmo ciò che siamo, perché una cosa è essere e una cosa è liberare l’essere. quando queste due cose non stanno assieme… siamo in un cammino. personale. unico. sofisticato. affascinante… e semplice!

Di una semplicità che puoi percepire unicamente quando chiudi i cerchi che la vita ti apre. Che significa accorgersi.

Accorgersi di questa semplicità…

è necessario renderci conto che ciascuno è dentro il suo essere e che quando il riconoscersi in un gruppo è forte… il confine con l’identificarcisi è sottile. molto sottile. rassicurante forse… ma è sempre un confine.

a questo articolo aggiungo quindi una prospettiva nuova:

  • se pensi che sia spirituale additare l’ego degli altri, pensando di essere libero, stai nella trappola dell’ego
  • se pensi che sia spirituale additare il tuo ego, pensandoti prigioniero… stai nella trappola dell’ego

 

Bisogna cominciare a percepire  il valore della rinuncia a capire! 

l’immensità di cui siamo fatti non la troviamo uscendo fuori da noi per entrare in un gruppo – neanche il più etico! – la troviamo unicamente e coraggiosamente rendendoci conto che c’è un fuori di noi che è sempre noi.

che IO non è una parola brutta. che va accolta e poi lasciata… per ritrovarla più grande. ampia e spaziosa. immensa. sconfinata fino a dove il nostro essere vorrà portarci ad esplorare oltre confine proprio quell’IO.

se accade mentre sei in un gruppo, ok. ma potrebbe accaderti anche mentre vai per la tua strada… chissà magari a fare shopping.

 

i tuoi confini, i fastidi e il benessere in cui ti trovi ti diranno quale altro luogo esplorare di te ancora…

guardi fuori per tornare dentro, riconoscerti e poter vedere fuori.

sono cerchi su cerchi che si uniscono in un continuo. e il riferimento è proprio quel TE che vorresti scacciare. è tutto qui. sulla TERRA. NEL TUTTIIGIORNI

e questo esercizio nel farti rendere conto di quanto sei piccolissimo rispetto alla tua immensità… ti consente di riconoscere l’immensità dell’altro… e ritrovarti in esso. uno.

Lo so: è arduo accettare che tutto ciò che critichi nell’altro è cosa tua. Non importa che sia perché sei vegano o opti per i matrimoni gay o per chissà quale causa. Le “cause” non sono l’oggetto. Sono il campo di osservazione in cui tu rifletti il tuo ESSERE fino ad arrenderti ad esso. Oppure continuando a lottarlo.

Lo posso scrivere solo perché l’ho sperimentato. A tratti. E il paradosso è che quando ne ho nostalgia… significa che sono nel mio limite :-))

Sì perché a tratti ti ritrovi tirato indietro come un boomerang al dualismo. al giusto e allo sbagliato. Sono oscillazioni che mettono alla prova la tua vera intenzione.

L’intenzione a VIVERE INTERO.

Così intero da non aver bisogno di definirlo.

Così intero da intuire che in “quei luoghi” non hai alcun bisogno di definirti in alcun modo, men che meno definire gli altri.

Avere a che fare con il proprio bisogno di riconoscimento è un passo. Chissà magari per te, proprio te… non si tratta di farne a meno, ma semplicemente di “riconoscere” che quello è ciò che si palesa di te in un certo momento.

Quando accetti completamente sei libero. E ti accorgi.

Non esiste uno standard di libertà. Te ne rendi conto? E’ già molto accordarci sul contenuto di questa parola. Essere sicuri non sempre è un valore. O meglio forse non è il valore adatto alla crescita. Allo spaziare.

Se non hai incertezze… sei come privo di curiosità.

Ogni situazione ha mille sfumature. Sono ben più delle 50 di grigio che hanno fatto tiratura. Le sfumature interessanti sono quelle in cui puoi cogliere il SENSO di una cosa e poi scorgerne un altro. O un altro ancora. Magari proprio là dove hai il fastidio più grosso…

Vivere assecondando questo flusso è un qualcosa che assomiglia ad entrare ed uscire da scatole incartate. Sistemarcisi dentro e poi buttare giù una parete. Muoversi dentro. Muoversi fuori. Sentendosi sempre comunque radicati. In quella essenziale parte di noi che ti consente di pronunciare con emozione le parole

IO SONO

 

Quando SEI puoi guardare con amore al tuo ego. rispettarne la funzione. strattonata dal tempo e dai fatti della vita che hai vissuto fino a qua. spintonato da quello che NON VUOI ESSERE… con cui – tuo malgrado – ti identifichi.

Sole e ombra hanno la stessa funzione in questa scoperta. Basta accorgersene.

 

Buon lunedì 29 febbraio.

Buon giorno in più.

 

 

la risposta non è il consiglio

incontro ogni giorno persone che hanno una fretta incredibile di darti CONSIGLI…

i consigli sono la proiezione più infima dell’ego poco sviluppato della persona che avete di fronte. o una difesa

in un epoca in cui stiamo tutti imparando ad accettare che il MAESTRO E’ DENTRO trovo veramente “rimpicciolente” che in questo risveglio, appena uno ha una piccola evoluzione in merito a sé stesso… la butti via andando in giro a consigliare gli altri.

qualcuno – forse molti – non hanno colto il punto:

il gioco non è TU SEI ME … così io mi sento figo o a posto
il gioco è IO SONO, TU SEI… questo ci porta nell’unità contemporaneamente all’unicità.

nei corsi di crescita personale, di risveglio, ti guarigione energetica… è necessario che ci si renda conto di quanto è preciso e indicativo l’uso della PAROLA.

nei gruppi di FB e tra gli amici al bar, arriviamo all’apoteosi. ho fatto delle prove e l’esperienza diretta mi conferma che praticamente nel 99% dei casi in cui ho posto una semplice domanda, ho avuto un consiglio da – forse inconsapevoli – involuti esseri convinti di essersi evoluti così tanto da dare consigli, invece che rispondere semplicemente.

Ecco perché oggi questo mi ha ispirata. Ed ho inventato per me e per voi una nuova parola magica! E’ magica perché li farà sparire dentro di voi. Il grande voi! Invece che farvi disperdere energie di perdita di potere. Se la usate infatti… vi ritroverete subito nel vostro spazio di potere personale! 

 

Prima una precisazione:

cosa accade quando una persona vi da un consiglio non richiesto?

  • potete essere alla ricerca inconsciamente proprio di questo: qualcuno che vi dica cosa fare al posto vostro. Rifletteteci… come mai non avete fatto la domanda diretta? “mi date un consiglio?”
  • potete essere invece sulla vostra strada – buon per voi – e cercate degli spunti che stanno esattamente nella domanda così come l’avete posta (sì… arriverà il momento che non sentirete più l’esigenza di fare domande. ma se siete in cammino forse le fate. anzi forse avete bisogno di autorizzarvi a farle senza giudicarle. questo è un altro discorso. e un altro post) . Per esempio “mi dite qualcosa del mio numero di destino?”

ecco che in questo secondo caso potreste incontrare quelli di cui parlo più sopra. gli involuti maestri (ahah che bello il casuale doppio senso in-voluti)

quel consiglio non richiesto può vibrare nel bene e nel male.

se una persona vi da un consiglio apprezzabilmente simile alla strada che state già facendo potreste prenderlo come un rinforzo. e la vibrazione sarà bella.
se il consiglio proprio non vi interessa…
potete non avere nessuna vibrazione e lo lasciate correre. non aveva nulla di indicativo per voi.
potete invece avere una vibrazione fastidiosa.

prendete atto che sicuramente tutte le vibrazioni fanno parte di voi. questo è innegabile e quindi potete andare a sondare al vostro interno quel benessere o quel fastidio. troverete qualcosa.

ma andiamo avanti. Alla parola magica!

Diciamo che non vi è richiesto di avere sempre e comunque maestria e padronanza intima delle vostre vibrazioni, la cosa potrebbe farvi scaturire una reazione. E potete anche decidere di dare una risposta. Perché siete sempre in un atto di relazione generato dalla vostra domanda.

la risposta meno è reattiva meglio è. dipende dalla vostra maestria… e dall’umore 🙂

Con amorevole senso di cura nei vostri confronti – regalatomi da un immenso senso materno di cui sono dotata, per arrivare sorridendo al momento di quella eventuale risposta…  io vi regalo la nuova parola magica.

il nuovo nome di questi dispensatori di consigli.

avete presente? quelli che vi dicono “devi lavorarci su” “la tua domanda denota che devi…” “ti consiglio di fare…”
i cui consigli spesso sono caratterizzati da una sintassi che ha nel mezzo qualche IO (io faccio così), e dalla parola DEVI. Quando non arrivano addirittura a dirti come ti senti o dovresti sentirti.

Innanzitutto. Sistemiamo una faccenda sulla responsabilità:

forse erano al bagno quando nei corsi che hanno già fatto parlavano dei consigli, dell’io e dei devi verso altri 🙂
questa non è una vostra responsabilità. E’ LORO.

voi avete tutto il diritto di essere inesperti nel porvi verso voi stessi alla ricerca di informazioni e non per questo deve essere screditata la vostra scelta di porre la domanda o vi deve essere suggerito di cambiare strada, o… La vostra responsabilità sta in cosa ve ne fate di quello che raccogliete. Chiaro?

Bene!

Anche a me capita talvolta di sentirmi infastidita in queste situazioni. Più perché vorrei le informazioni che per altro. Ma quando mi sento infastidita, subito dopo mi capita di avere una vibrazione più alta. perché il fastidio mi suggerisce che c’è qualcosa da vedere di più interessante su un’altra vibrazione.

e oggi questa vibrazione superiore mi ha mandato la parola Magica. è ironica quindi sono sicura che vi porta ad un livello superiore. e do ufficialmente al mondo il permesso di chiamare questi dispensatori di consigli non richiesti 😉 e da ora in poi quando ne incontro, dentro di me li chiamerò:

MAESTRONZI

Vi piace?

Io trovo che renda immediatamente l’idea e credo che vi consentirà di separare il “donatore” della vibrazione dalla vibrazione.

è appena nata. il 10.02.2016. nasce sotto il segno dell’Acquario quindi sarà sicuramente fluida e per il bene dell’umanità.
spero che oltre a farvi sorridere,  possiate trovarla utile nei momenti di incontro.
se la usate citatemi e ve ne sarò grata. taggatela e così farò io.

COACH YOUR LIFE 🙂

che bizzarra la vita nella sua essenza

 tutti in viaggio…

 

che bizzarra la vita e come gioca con noi <3

pensi di essere avanti e ti ritrovi indietro, pensi di essere indietro e ti accorgi di stare un passo avanti…

ti fermi e senti che vai veloce

ti muovi e perdi la direzione

hai molto da insegnare quando hai voglia di tacere

cerchi i maestri e trovi allievi

vai per la strada e incontri i maestri

impari tanto quando disimpari

rinunciare a tutto per trovare tutto

essere vuoti per sentire il pieno

evolvi per tornare all’origine

 

lo stupore del bambino che lasciamo e poi dobbiamo ritrovare

ci accompagnerà senza giudicare… così proprio come è un bambino…

indaffarato a vivere

e così per sempre, con amore immenso… fino a… vecchi

 

 

due parole. voce del verbo Amare

“ho scritto Ti Amo sull’erba… “

le parole d’amore sono belle… e dirle è un atto di stravolgente bellezza…

e comunque… “parlare d’amore” è riduttivo, bisogna amare e basta.

amare. amare richiede coraggio. Coraggio.

Coraggio di spegnersi completamente per poter vedere la sostanza di sé E dell’altro, con le sue ombre. Con tutto.

Ti alzi la mattina e ami, vai a fare la spesa e ami. Inciampi per strada e ami. Incontri un sorriso e ami. Ami e senti che puoi.

E poi ami il tuo cuore. Il tuo essere… e dedideri sentirti amatosono due cose. Non una. Amare e essere amato.

Viviamo nella costante attenzione all’amore… distorta dal tentativo di definirlo. Ma come può definire una farfalla? La sua bellezza. Il suo essere. Ciò che può trasmetterti?

Anche se sei imperfetto 😉 hai amore dentro da DARE. e Anche se sei imperfetto 😉 hai amore fuori DA RICEVERE. Codici diversi magari… ma tutto alla fine riporta alla nostra essenziale voglia di essere vivificati. Resi vivi. Nel mondo. Per come siamo e contemporaneamente per come sentiamo di poterci trasformare.

Vivere nell’amore è riconoscerlo in ciò che c’è… semplicemente perché lo lasci risuonare… e espandersi per amare ancora di più… 

In qualsivoglia forma…

Nessuno può dirti cosa è o cosa non è vero amore. Perché quando lo sta facendo non sta nel cuore, ma nel pensiero. Non sta amando. Sta teorizzando.

Nel pensiero stanno le trappole più grandi che limitano ciascuno di noi. Tutti. Maestri compresi. Loro di più…

Amare è fatto di atti… molti dei quali stanno fuori di te e al di là della parola. Partono dal cuore per arrivare da qualche parte… fuori… o dentro…

Amare sé stessi è un atto altrettanto coraggioso e richiede di spegnere completamente tutto ciò che arriva dalla mente e da fuori, per potersi vedere. Liberi. Nel nostro essere. Riconoscersi.

C’è così tanta strada da fare semplicemente con questo scopo… che ci è data tutta la vita… e quando finisci muori. Muori perché c’è qualcosa di te che non hai amato completamente e al quale non sei riuscito a dare una occasione… Non c’è altro: l’altra morte, quella in cui hai semplicemente finito… quella ti lascia col sorriso.

in questa immensa vastità dell’amAre… è altrettanto un atto d’amore concedersi il diritto di desiderare di sentirsi amati da altre persone. A sfumare apprezzati. Stimati. Riconosciuti come esseri…meritevoli d’amore.

E’ un’altalena. Io. Tu. Noi. Voi. Loro…

Viviamo tutti con le nostre altalene vedersi e vedere… e nel mezzo scivolano le nostre paure… anche esse fanno parte di noi. E meritano di essere amate perché solo così le potremmo lasciare andare.

Non ci si libera da una paura cacciandola. Tornerà dalla porta segreta nel futuro. Ce se ne libera osservandola. Vedendola. Riconoscendola.  Salutandola. E’ un commiato. E quando va via ci sentiamo espandere… dal cuore. E da lì possiamo vedere ancora meglio…

Il cuore brucia quando chi dice “ti amo” svanisce. Perché? E’ un incrocio fuori dall’amore… Per quale arcano motivo alcune persone hanno così tanto bisogno di sfuggire gli adii… se non perché non amano abbastanza… non l’altro. Non quello da cui sfuggono. Non hanno abbastanza esperienza di Amare. sé e l’altro al contempo…

Amare è nell’eterno…

Se ami… ami. Non ci sono altri spazi. Perché già questo è immenso.

E poi c’è la pratica… <3

Buona estate

THINK NEW… from Ancient Time – L’eterno ESSERE.

e un caldo pomeriggio di giugno – nei tuoi appuntamenti di lavoro – via a trovare una imprenditrice… 

una che ti piace ogni volta che la incontri… al di là dei progetti, al di là del lavoro… una con cui scambi i tuoi pensieri con i suoi e… sai che arrivano esattamente al senso con cui sono stati espressi.

Non è che te lo devi dire o preparare… è un incontro.

Io li chiamo così. E ogni volta che c’è un incontro CON UN INCONTRO… non hai un gran bisogno di preparare un bel niente: AVVERRA’…

È molto bello concedersi e concedere queste occasioni. Perché accade sempre qualcosa di inaspettato e ricco.

E infatti Lei – Mariacristina Gribaudi – Chairwoman della Keyline (azienda storica nella produzioni di Chiavi…) – ha lasciato a me – Michela Epifani – Coachessa – dentro l’appuntamento, lo spazio per una di queste occasioni

Basta un breve ritardo. E il quarto d’ora invece che essere vissuto come una scocciatura provvede da entrambe le parti la porta per quell’inaspettato.

Sto già leggendo un paio di riviste che non conoscevo nella hall. Preziose informazioni sulle Aziende Italiane che stanno avendo successo all’estero… Qualche dettaglio in più sulla Persona Steve Jobs e il suo vivere l’azienda…

 

La sua assistente:

Ci sarà da attendere. Vuole visitare il nostro Museo delle Chiavi intanto?” – la mente logica esita. Anzi scatta subito avanti e tenta di dire di no nella speranza di poter finire di leggere l’articolo. Ma poi  – fortunatamente – TACE. E si apre l’Essere… “ Grazie! Non avevo visto il Museo quando sono venuta qui a fare il seminario “Non c’è Kaizen senza Leadership

La magica porta si apre. Amo il “vecchio” quando è veicolo di STORIA che FLUISCE e non attaccamento… Il confine è sottile, bisogna coglierlo. Ma le metafore che offre generose all’occhio aperto sono ricche di messaggi di cui l’imprenditore stanco di oggi ha bisogno. Le persone ne hanno bisogno. La vita…

Lo dico sempre anche a Ezio… loro hanno questa incredibile e stupenda capacità di far slittare il passato nel presente per accogliere il futuro. Lo fanno con semplicità. In ogni cosa. Tutti i giorni, con gli arredi che pensano e corstruiscono in Orvett…

Insomma entro e la mia gentile accompagnatrice mi guida nella visita. Ho immediatamente l’istinto di fare delle foto. Le foto sono storia. E gli scatti di quelle antiche chiavi, lucchetti, cassaforti sono storia della storia.

Sto godendomi questa immersione nel tempo. E poi LO VEDO! Lì sul tavolo. Il dettaglio che METTE TUTTA LA STORIA IN UN MOMENTO, che rappresenta un concetto essenziale! coincidenza la settimana scorsa avevo scritto un post…

LA VERA INNOVAZIONE su quel tavolo pieno di ricordi. Quella che sta nel cuore delle Aziende. E arriva dai tempi passati.

THINK NEW! Il motto di questa azienda (che potete vedere a caratteri cubitali nella loro azienda e nei loro video). Sempre proiettata nel futuro. A costruire sé stessa.

Lì sul tavolo. In una cornice antica. Un semplice messaggio scritto a penna. Vicino al primo Catalogo della Ditta Bianchi dal 1777.

Queste vecchie date che esprimono con ORGOGLIO LA STORIA DEL FUTURO. Il nuovo nel vecchio. Think New!

 

E nel tempo di uno scatto mi si consolida la convinzione di quanto sia vecchia – come la usano adesso – la parola innovazione e quanto sia preziosa invece questa futuristica antica capacità di visione – col cuore – della CAPACITA’ DI CREARE! 

Che è sempre stata lì. Era lì nei nostri distretti industriali ARTIgiani, era lì e lo è ancora nelle MANI e nei CUORI di certi Uomini Antichi, come di questa Donna Moderna, delle Aziende FAMILIARI…

Lì nel PERSEMPRE dove VIVE E ARDE L’ESSENZA, LA PASSIONE, ILCUORE, IL CORAGGIO E LA CAPACITA’ DI CREARE ETERNA. Che sta solo e unicamente nelle persone. Non nelle macchine, non nel marketing, non nel web… Quelli sono lì per cambiare. Per portare quella FIAMMA nel futuro di ogni tempo e traslarla nel tempo…

STA LI’ DENTRO E CHIAMA PALPITANTE PERCHE’ VUOLE VIVERE PERSEMPRE!

THINK NEW… FROM ANCIENT TIME!

Le ho dedicato un Album. Lo trovate sulla mia pagina di Facebook. Coachyourlife Michela Epifani

Spero che questo post venga letto da mille e mille di questi imprenditori. Spero che dia loro una scaldata alla loro fiammella. E che orgogliosi possano esporre il loro messaggio… FIERI.

 

Buona visione