l’equilibrio del caos

ogni volta che incontri il caos, sei in evoluzione ❤️?

dentro l’equilibrio per orientarsi fuori.
a volte si confonde il verso: cercare fuori, per trovare l’equilibrio…  ma non è sempre sbagliato… dipende se stai nel mondo causale o casuale ❤️

la cosa bella è che puoi immaginare un punto di incontro:

è il punto di unione di tutte le teorie, di tutte le filosofie, di ogni credo e non credo,
di tutto…

è dove i proverbi sono come enciclopedie
dove ti sfiori per abbandonarti e trovarti nello stesso istante

è dove è
in nessun luogo e ovunque

dove arrendersi è vincere

quando lo sperimenti… evolvi

è buffo. puoi accorgertene solo a posteriori e a priori… ogni strada può esser veramente giusta o sbagliata… ma se fai un salto oltre gli inganni della mente… zac! sei già lì! ??

buon ferragosto

15 energie del diavolo, della passione e della condivisione 😉

8 energie del potere

coachyourlife

immobile sul mobile. a posto fuori posto. la lezione del gatto

Vivere con un gatto significa “accorgersi”… nel quotidiano muoversi per l’ambiente consueto della casa.

Dove noi umani insistiamo a cercare il miraggio del “ogni cosa al suo posto”. I miei gatti mi fanno di tanto in tanto il regalo di risvegliarmi al “c’è un altro posto”. È l’inaspettato che ti si pone lì.

Reputo che la mia attitudine a fare metafore e a pensare diverso sia così in quanto è stata spontaneamente e costantemente tenuta in esercizio dalla vita con Gatto, Micia e Gildo. E prima era Marcello. (Lui che faceva colazione con me e mi ha insegnato anche la priorità in una volta… quando mi ha dato una spruzzatina dritto in petto della sua pipì, perché intenta a parlare al telefono seduta sul divano… non gli aprivo la finestra per uscire).

Stamattina mi muovevo lenta per casa. Con la testa piena di cose da fare che non vogliono uscire fuori ed andare alle mani. Sul fare appunto. Che stanno bene tutte scombinate nella mente e per praticarle devi sgranarle fuori come un filo di perle una a una. Operazione difficilissima in questi giorni di caldo e forse sempre.

Mentre mi appresto ad alzare la tapparella in salotto, dove sto (tentando di) per finire di scrivere il libro… spunta lui.

Eccolo lì. Placido come se fosse sulla spiaggia più bella del mondo. Infilato steso tra la lampada e il muro. Gildo.

Cioè non è che spunta. Non sai mai di certo da quanto sta lì, un gatto. E’ che finalmente ti consenti – appunto – di accorgertene. Lo noti. Prima era mimetizzato dall’offuscamento mentale dell’ordinario.

E’ un attimo. Del quale personalmente sono infinitamente grata.

Capita spesso. E la cosa stupenda è che non ti ci abitui mai. E’ sempre stupore.

Sembra un rituale. Ogni volta che accade – qualsiasi cosa stia facendo – sento il tempo che rallenta. Immediato. Per farmi apprezzare quel che osservo. Prendere l’i-phone per uno scatto. O scrivere qualcosa. Come ora. O altro.

E’ un cambio di prospettiva che pacifica. Sta al piano attico della visione del mondo.

Faccio in tempo a fare le foto. Scrivere questo post. Avere uno scambio di messaggi emozionante. Piangere. Far andare roomba. Lui è ancora lì. Non si sa quando “il posto” smetterà di essere un posto. Potrebbe durare qualche giorno. Oppure stancarsi subito appena lo desti con un rumore. Al momento sembra piacergli. E resta.

Mi lascia perfino il tempo di guardare fuori dalla finestra. Il fiume. Il verde. Altra bellezza.

Scrivo senza dover pensare più di tanto e questo è bello. Quando si riesce a trasformare in atto di comunicazione per gli altri un vissuto che dura così poco e poi è eterno… credo significhi che si è nel pieno del proprio essere essenziale. Gli alberi qui fuori si muovono da fermi. Un’altra conferma.

Come si fa a chiamarlo tempo perso? Io non credo ne sarò mai capace e una parte di me auspica sempre che questo diventi sempre più tempo produttivo nel mondo “reale”.

Perché cosa sarebbe mai il mondo senza lo stupore… ce lo abbiamo sotto gli occhi.

Cosa sarebbe senza la capacità di intravvedere mondi su mondi?

Nessuno lo vorrebbe. Anche se lo abbiamo fatto.

Lo abbiamo fatto perché ci siamo “dimenticati”. Abbiamo lasciato vincere la paura, la concretezza vuota e la schematizzazione delle priorità. Siamo diventati adulti grigiotti e rigorosi. E non sappiamo più perché. Abbiamo voluto dimostrare di avere la testa sulle spalle e ci siamo dimenticati che le spalle sono supportate dal cuore. Che il cuore ha sotto di sé la pancia. E così via. Fino ai piedi. Piedi che indossano belle scarpe acquistate e vanno dal riflessologo plantare… invece che camminare scalzi sull’erba, la terra e i sassi. Cose così dai… sappiamo tutti…

Immagino degli scambi. Io ti insegno a stare fermo a non fare niente altro che osservare. Tu mi insegni a muovermi con costanza. Io ti insegno un passo a destra e tu a sinistra. Alla fine staremo ballando un ballo che non ha nome. Nuovo. Accade per assonanza. E’ come quando il mare mosso da degli scossoni che senti a destra e a manca fino a quando non ti arrendi al movimento e ti ci immergi… muovendoti nell’insieme… ti senti fermo.


Come la terra… ora che ci penso. Ma questo magari è un altro post.

Intanto godiamoci Gildo. Il maestro è lì. Stavolta. E chissà quanti altri ce ne sono in giro nascosti tra le righe delle cose che ci lasciamo sfuggire dagli occhi…

Chissà come sarebbe il gioco “tana liberi tutti” dove si va a caccia di maestri… invece che di pokemon.

 

Grazie Gildo.

Stamattina hai vinto tutto.

coach your life – cat your life

maestria di massa

Standardizzare la propria crescita personale, affiliati ad un solo maestro…

Sotto raffinate aggregazioni… le nuove trappole dello sviluppo di ciascun individuo.

 

La grandezza della massa…è spesso piccola cosa. Dove la massa impara da uno non colgo senso di libertà.

Ne annuso l’odore. Un po’. Ma è solo quel poco che basta per far desiderare, da un assaggio, un boccone  più grande.

 

Anche il migliore dei maestri, anche quello che ti parla della massima libertà possibile, che ti insegna a sprigionare il tuo io più grande e poi più grande ancora…

A diventare più spazioso… se lo segui con troppa dedizione… è l’antitesi della libertà.

Non c’è movimento, gruppo, o maestro che possa condurti davvero alla tua libertà. Perché questa ti chiederà sempre di potertene andare. Di pensare diverso. Di-verso. Nel tuo verso.

 

Qualsiasi voce esterna – per quanto autorevole – quando l’ascolti troppo è ridondante.

Come una cassa posizionata male. Stride al tuo orecchio.

Una amplificazione esterna che ti impedisce di ascoltarti veramente nel tuo intimo.

Più l’orecchio si raffina, più ti guida…

 

Nessuno può accompagnarti dentro e dentro di te. Tue sono le strade. Tuoi sono gli incroci. Tue le decisioni che prendi e tuoi gli errori. Tue le percezioni sottili. Quelle. Sopra ogni cosa.

 

Innamorati invece di molti maestri. Scorgili ovunque. Sui palchi e per la strada.

Segui le tracce di chi ti accompagna per un tratto e poi ti lascia alla tua verità viva. Anche se diversa dalla loro. Anche se diversa dalla tua di ieri…

Migliori.

 

Ogni maestro parlante è un essere umano.

I più preziosi sono quelli che non hai scelto, quelli che ti sei concesso di incontrare, senza saperli.

Forse non sono di carne. Possono essere un albero o un’auto che passa. Una carezza ad un pezzo di carta.

 

Vai dove puoi concederti di calpestare i tuoi rovi e dove invece l’erba fresca ti accarezza i polpacci.

L’armonia non è mai un assoluto.

Stai un po’ nella tua ombra. Sentine il freddo. Il fetido odore. Ascolta il male. È tuo.

E decidi fino a  che punto addentrarti e quando restare.

Il tuo divenire. Il tuo avvenire. Il maestro che sei.

Ciò che è fuori non può essere dentro fino a quando non lo lasci entrare.

Sei tu che apri e chiudi le tue porte, come non sai.

Non c’è guru che possa girare la chiave di ogni tua serratura, perché quelle che ti da sono unicamente le sue. Non ha altro che sé. Anche lui.

Nessun maestro ti da te.

Ti da sé nel modo migliore che gli è consentito e questo suo limite incontra il tuo. A farti spazio.

Essere spazio.

Quando non stai pensando. Quando non stai riflettendo. Quando esisti e ti muovi del tuo movimento – con o senza gli altri – la tua energia muove qualcosa di unico verso l’esterno.

Quello che “ti chiami” è sempre un gradino più sotto di quello che… esisti.

Fidati di te.

Sei una combinazione di numeri. Sei il lucchetto. E sei la tua libertà.

Tu.

Che tu segua o guidi. Che tu impari da frasi di altri o che viva le tue… dentro ci sei sempre e solo tu.

Tu solo.

Tu unico.

Tu sacro.

Tu esempio.

Tu casa.

Imparati.

E il corpo ti darà ragione…

 

che bizzarra la vita nella sua essenza

 tutti in viaggio…

 

che bizzarra la vita e come gioca con noi <3

pensi di essere avanti e ti ritrovi indietro, pensi di essere indietro e ti accorgi di stare un passo avanti…

ti fermi e senti che vai veloce

ti muovi e perdi la direzione

hai molto da insegnare quando hai voglia di tacere

cerchi i maestri e trovi allievi

vai per la strada e incontri i maestri

impari tanto quando disimpari

rinunciare a tutto per trovare tutto

essere vuoti per sentire il pieno

evolvi per tornare all’origine

 

lo stupore del bambino che lasciamo e poi dobbiamo ritrovare

ci accompagnerà senza giudicare… così proprio come è un bambino…

indaffarato a vivere

e così per sempre, con amore immenso… fino a… vecchi

 

 

La grigliata di ferragosto

cosa fai a ferragosto?
e perché per una volta non chiedersi
Chi sarai a Ferragosto?”
c’è chi cerca sempre altrove per non impegnarsi ad apprezzare il “qui”
e questo vale anche per le persone. che “cerchiamo”
per scoprire se sei tra questi osserva come tratti chi ami… i più vicini a te…
sì perché si fa presto a fare i piacioni, i calmi e i tolleranti con gli amici sociali e disconoscere invece le esigenze di chi ti vive accanto…
è logico. agli uni puoi presentare solo la maschera. con gli altri stai con tutto. e per riuscirci devi vedere di te le cose che non ti piacciono. 
il mordi e fuggi sociale può essere la maschera dei vuoti di cui non vuoi occuparti.
ê l’altrove.
ma il qui è con te stesso e con chi dici di amare. con la tua famiglia… con la quale puoi solo riconciliarti dentro se vuoi vivere bene.
secondo voi chi è il più forte?
colui che affronta le sue ombre e poi esce fuori intero nel mondo o colui che esce a mettere rumore nel suo vuoto per poi portarlo a casa ancora più grande?
e quali sono di più?
in che gruppo mettiamo le droghe, l’abuso di sostanze alienanti di ogni genere, i branchi, gli ultras di qualche cosa, gli intellettuali spinti, i fanatici, gli scambisti in voga,…
io dico che se non ci sono entrambe la vita non è piena. ma sono certa che se pensi di riempire i vuoti dentro per evitare di sentirli… sei di questa epoca passata.
dico che se non ti esprimi lealmente… non entri mai veramente nel gioco della tua vita.
dico che se non accetti di guardare allo specchio tè stesso senza raccontarti tante storie, se non sai dirti “io sono qui. e valgo” sarai sempre timoroso di confrontarti fuori. con le differenze. per paura di perderti.
e confrontarsi con le differenze non è “comprimersi a compiacere il mondo”… non è omologarsi in cerca di approvazione… È starci. senza confondere il tuo spazio sociale con quello intimo. e quello privato.
perché il punto non è con quante persone puoi sederti a tavola. ma con quante di queste puoi esprimere veramente chi sei.
espressione è “portare fuori”… se non lo fai non stai mai comunicando e tantomeno ascoltando veramente. un bel paradosso, vero?
…e dire che siamo ancora nell’apparenza in cui i più sono convinti che chi tace sia un grande ascoltatore…
…hai mai pensato che chi tace stia solo accarezzando il tuo ego e il suo e prendendo i tuoi pensieri. o che sia pigro. o vile. o critico inespressivo.
…hai mai pensato che chi ti offre una opinione scomoda abbia stima della tua capacità di riceverla… o che chi parla tanto si esponga…
… ti sei mai chiesto cosa pensi di te al di là della parola?
…hai mai avuto a che fare con il lieve senso di disturbo che puoi creare la domanda “come stai?” Quando non puoi rispondere la verità o percepisci che la risposta non sia di interesse genuino?…
tu.  tu a che punto sei?
chi ti conosce veramente?
cosa farai a ferragosto?
…una grigliata piena rumori e di vuoti o starai con gente che puoi e che ti può guardare negli occhi… molti o pochi che siano?
buon Ferragosto!
e che tu sia con te!
coach your life!
Michela

morire per tutta la settimana

oggi penso veramente che vorrei vivere questa settimana come se non ce ne fosse un’altra…

sì: ho voglia di morirla. tanto. 

e ho voglia che quelle poche, pochissime persone che dicono di amarmi facciano altrettanto. pensando di amare anche sé stesse – mentre lo fanno.

no, non voglio passarla da sola. non ho mai voluto passare da sola i momenti più vivi di questa mia esistenza. 

è una mia caratteristica.

so stare da sola. lo sono stata per molto tempo. ancora ci sto.

ma non ho voglia di fare tutte le cose solo per me. non ne trovo senso alcuno.

desidero ardentemente sperimentare la purezza della parola amore. e condivisione.

sulla base di un presupposto unico: dividere e condividere sono due universi opposti. in contraddizione.

è impossibile dividere e condividere contemporaneamente. se ti senti uno dividi. se ti senti più di uno condividi. se divido vado. se condivido resto.

desidero presenza. genuina. generosa. abbondante.

e voglio sentirmi libera per sempre di dirlo a voce alta. fiera.

amarsi significa riconoscersi. e riconoscere. senza scuse. senza fughe. contemplando tutto quello che può accadere in ogni incontro come un grande immenso atto di Vita. e mi riferisco ad amar-si (sé) e amar-si (tra)

sto parlando di rispetto per la vita.

sto parlando di coraggio. della musica del cuore.

la Bellezza non può esistere se non nella completezza del presente.

ho fame e sete di bellezza.

ho il cuore che lacrima per quanto ancora sono lontane le persone in generale dall’essere nell’uno e mi affatica il pensiero quando vedo i molti nella solitudine.

ho voglia di dare un calcio a tutto quello che mi fa perdere tempo.

ho voglia di scrivere progetti di lavoro e alla fine di una mail poter semplicemente scrivere “sceglimi o passa oltre con garbo”

gli equilibrismi di questo mondo ipocrita con sé stesso.

le bandiere della libertà che schiaffeggiano chi la pensa diversamente.

chi si nasconde dietro una passione solo per alzare il dito.

tutti i presupposti di imbroglio su cui basa ogni singolo pezzo di carta che circola in questa nazione

persone che si separano e usano i figli come tritacarne dell’adulto con cui li hanno creati

guaritori che vogliono che i clienti guariscano per riflettere l’immagine delle loro bravure

uomini paurosi che additano le donne invece che amarle come fiori

donne che hanno le palle ma la biologia dice che abbiamo le ovaie

il mio gridare quando voglio solo essere abbracciata

andare quando è tempo di restare.

I matti emarginati perché dicono le verità scomode

e altro altro ancora …

Dov’è l’essenza?

Perché usare il finto garbo evitando di dire semplicemente quello che è quando quello che è è una delle poche disillusioni che possono veramente aiutare il prossimo a reggersi meglio nella sua grandezza?

ho un fiore di orchidea davanti. qui. nel mio studio. al caldo ventilato da un vecchio ventilatore che avrà girato almeno per duecentomila ore.

una pianta che è vissuta 3 volte per gratitudine. è venuta con me in 3 case. è stata secca. storta e spesso sola. ma le ho dato fiducia. e ogni tanto mi ringrazia con un fiore.

credo sia bellissima solo perché non ho mai voluto che fosse bella. ho lasciato che lo fosse.

ha lo stelo che cresce storto. Tutto buttato un po’ a lato. Perché non ho avuto la prontezza di legarla al suo bastoncino. Il bastoncino c’è. E lei anche. Sfrontatamente bella. Storta. E bella.

 

Ho il ciclo. E sono nervosa. Triste. Sgomenta. Ho caldo. Mi sento bene. So che tra qualche minuto potrò sorridere. Basta un soffio di vita e tutto cambia dentro una donna avvolta nelle sue emozioni…

È un esercizio? È un bisogno? È un’attitudine? Non lo so.

Non credo più di volerlo sapere.

I momenti migliori della mia vita – e di altri che me lo hanno raccontato – sono accaduti quando mi sono concessa il lusso di non voler sapere.

Quando mi ci sono tuffata dentro. Intera. Senza paura. Senza inganni se non quelli che non vedevo…

Se guardo indietro riconosco che ho commesso tanti errori. ma non c’è niente che vorrei cambiare di quello che ho scelto di fare. E di quello che non ho scelto… non so. Non si può cambiare la propria vita. La Si é! Si può onorarla per tutto il tempo che resta.

È quello che non facciamo… che rimane qui… ci resta addosso come una ragnatela.

È la cosa buffa della vita. Ti può percuotere con le cose non fatte… credo dipenda dal fatto che… andavano fatte

Io sono nata perché lo volevo. Non sono figlia dell’amore più sano. Sono figlia di due adulti imperfetti. Il problema non sono state mai le loro imperfezioni… è stata la ciecità. È stata l’incapacità di accettare le regole del gioco della vita: se fai il cieco potrai pensare di aver calpestato una merda. Ma aprendo gli occhi ti potrai rendere conto che era una persona…

Aggrappati l’un l’altro non si sono mai detti “ti amo”… si sono picchiati, disconosciuti, rincorsi, tenuti… e ancora adesso che uno dei due è morto…è reso vivo dal rammarico, la colpa, l’incapacità di riconoscere il sentimento che sta sotto ogni legame…

Ogni persona ha un suo mondo. E il mondo vero è dato dai fatti compiuti da queste persone… se da questi fatti nascono figli… altri mondi si aggiungeranno in parte simili, in parte nuovi e diversi… così via, all’infinito

Se immaginate l’incontro tra un albero e la terra… potete rendervi conto che all’inizio – quando sono albero e terra – sono in un equilibrio individuale. Diviso. La terra non ha solchi. L’albero ha radici che scorrono libere.

Quando viene piantato… le radici dovranno farsi spazio. La terra potrà fare opposizione. O potrà ritrarsi, facendolo vacillare.

È un moto dinamico continuo… sembra difficile… eppure un albero quando ben radicato risorge, cresce e si espande grandioso nell’aria e la terra ne risulta più bella.

Ogni incontro è terra e albero. Sgomitando e basta non vivremo bene. Dobbiamo amalgamarci in un nuovo “uno” tra albero e terra… senza paura di disconoscerci…

Lo spazio è molto, moltissimo se ci immaginiamo liberi. Se decidiamo di crescere rigogliosi mettendo le nostre forze in un’unica onda… albero e terra…

non è poesia tutto questo?

è forse meglio continuare a paragonarsi con chi fa diverso e tentare di buttarlo giù, fuori o lontano? O continuare a muoversi da soli invece che riequilibrare la danza?

Cosa c’è di bello nel vincere soli e comodi additando i peggiori in qualcosa?

Dove sono le emozioni?

La compassione richiede vicinanza. Mi è impossibile pensare di dovermi difendere da chi ho vicino. Voglio essere tenuta in considerazione e tenere in considerazione. In un reciproco.

Col presupposto che la soluzione migliore è quella che non sappiamo ancora… perché verrà proprio perché ci siamo incontrati.

La creatività non è imporre la propria visione. La creatività è avere spazio per esprimere la propria visione, ascoltare presentare l’altra e accettare quel po’ di rischio che comporta mettersi – diversi – uno vicino all’altro e decidere la strada.

Unire e condividere. 

Non importa se sei il mio vicino di casa. Il mio cane. Il mio gatto. Mia madre. La mia amica o il mio uomo… c’è un pensiero solitario che va percorso per poi essere abbandonato… tutto là…

Convivenza. Vivere con.

A presto

Michela

due parole. voce del verbo Amare

“ho scritto Ti Amo sull’erba… “

le parole d’amore sono belle… e dirle è un atto di stravolgente bellezza…

e comunque… “parlare d’amore” è riduttivo, bisogna amare e basta.

amare. amare richiede coraggio. Coraggio.

Coraggio di spegnersi completamente per poter vedere la sostanza di sé E dell’altro, con le sue ombre. Con tutto.

Ti alzi la mattina e ami, vai a fare la spesa e ami. Inciampi per strada e ami. Incontri un sorriso e ami. Ami e senti che puoi.

E poi ami il tuo cuore. Il tuo essere… e dedideri sentirti amatosono due cose. Non una. Amare e essere amato.

Viviamo nella costante attenzione all’amore… distorta dal tentativo di definirlo. Ma come può definire una farfalla? La sua bellezza. Il suo essere. Ciò che può trasmetterti?

Anche se sei imperfetto 😉 hai amore dentro da DARE. e Anche se sei imperfetto 😉 hai amore fuori DA RICEVERE. Codici diversi magari… ma tutto alla fine riporta alla nostra essenziale voglia di essere vivificati. Resi vivi. Nel mondo. Per come siamo e contemporaneamente per come sentiamo di poterci trasformare.

Vivere nell’amore è riconoscerlo in ciò che c’è… semplicemente perché lo lasci risuonare… e espandersi per amare ancora di più… 

In qualsivoglia forma…

Nessuno può dirti cosa è o cosa non è vero amore. Perché quando lo sta facendo non sta nel cuore, ma nel pensiero. Non sta amando. Sta teorizzando.

Nel pensiero stanno le trappole più grandi che limitano ciascuno di noi. Tutti. Maestri compresi. Loro di più…

Amare è fatto di atti… molti dei quali stanno fuori di te e al di là della parola. Partono dal cuore per arrivare da qualche parte… fuori… o dentro…

Amare sé stessi è un atto altrettanto coraggioso e richiede di spegnere completamente tutto ciò che arriva dalla mente e da fuori, per potersi vedere. Liberi. Nel nostro essere. Riconoscersi.

C’è così tanta strada da fare semplicemente con questo scopo… che ci è data tutta la vita… e quando finisci muori. Muori perché c’è qualcosa di te che non hai amato completamente e al quale non sei riuscito a dare una occasione… Non c’è altro: l’altra morte, quella in cui hai semplicemente finito… quella ti lascia col sorriso.

in questa immensa vastità dell’amAre… è altrettanto un atto d’amore concedersi il diritto di desiderare di sentirsi amati da altre persone. A sfumare apprezzati. Stimati. Riconosciuti come esseri…meritevoli d’amore.

E’ un’altalena. Io. Tu. Noi. Voi. Loro…

Viviamo tutti con le nostre altalene vedersi e vedere… e nel mezzo scivolano le nostre paure… anche esse fanno parte di noi. E meritano di essere amate perché solo così le potremmo lasciare andare.

Non ci si libera da una paura cacciandola. Tornerà dalla porta segreta nel futuro. Ce se ne libera osservandola. Vedendola. Riconoscendola.  Salutandola. E’ un commiato. E quando va via ci sentiamo espandere… dal cuore. E da lì possiamo vedere ancora meglio…

Il cuore brucia quando chi dice “ti amo” svanisce. Perché? E’ un incrocio fuori dall’amore… Per quale arcano motivo alcune persone hanno così tanto bisogno di sfuggire gli adii… se non perché non amano abbastanza… non l’altro. Non quello da cui sfuggono. Non hanno abbastanza esperienza di Amare. sé e l’altro al contempo…

Amare è nell’eterno…

Se ami… ami. Non ci sono altri spazi. Perché già questo è immenso.

E poi c’è la pratica… <3

Buona estate

THINK NEW… from Ancient Time – L’eterno ESSERE.

e un caldo pomeriggio di giugno – nei tuoi appuntamenti di lavoro – via a trovare una imprenditrice… 

una che ti piace ogni volta che la incontri… al di là dei progetti, al di là del lavoro… una con cui scambi i tuoi pensieri con i suoi e… sai che arrivano esattamente al senso con cui sono stati espressi.

Non è che te lo devi dire o preparare… è un incontro.

Io li chiamo così. E ogni volta che c’è un incontro CON UN INCONTRO… non hai un gran bisogno di preparare un bel niente: AVVERRA’…

È molto bello concedersi e concedere queste occasioni. Perché accade sempre qualcosa di inaspettato e ricco.

E infatti Lei – Mariacristina Gribaudi – Chairwoman della Keyline (azienda storica nella produzioni di Chiavi…) – ha lasciato a me – Michela Epifani – Coachessa – dentro l’appuntamento, lo spazio per una di queste occasioni

Basta un breve ritardo. E il quarto d’ora invece che essere vissuto come una scocciatura provvede da entrambe le parti la porta per quell’inaspettato.

Sto già leggendo un paio di riviste che non conoscevo nella hall. Preziose informazioni sulle Aziende Italiane che stanno avendo successo all’estero… Qualche dettaglio in più sulla Persona Steve Jobs e il suo vivere l’azienda…

 

La sua assistente:

Ci sarà da attendere. Vuole visitare il nostro Museo delle Chiavi intanto?” – la mente logica esita. Anzi scatta subito avanti e tenta di dire di no nella speranza di poter finire di leggere l’articolo. Ma poi  – fortunatamente – TACE. E si apre l’Essere… “ Grazie! Non avevo visto il Museo quando sono venuta qui a fare il seminario “Non c’è Kaizen senza Leadership

La magica porta si apre. Amo il “vecchio” quando è veicolo di STORIA che FLUISCE e non attaccamento… Il confine è sottile, bisogna coglierlo. Ma le metafore che offre generose all’occhio aperto sono ricche di messaggi di cui l’imprenditore stanco di oggi ha bisogno. Le persone ne hanno bisogno. La vita…

Lo dico sempre anche a Ezio… loro hanno questa incredibile e stupenda capacità di far slittare il passato nel presente per accogliere il futuro. Lo fanno con semplicità. In ogni cosa. Tutti i giorni, con gli arredi che pensano e corstruiscono in Orvett…

Insomma entro e la mia gentile accompagnatrice mi guida nella visita. Ho immediatamente l’istinto di fare delle foto. Le foto sono storia. E gli scatti di quelle antiche chiavi, lucchetti, cassaforti sono storia della storia.

Sto godendomi questa immersione nel tempo. E poi LO VEDO! Lì sul tavolo. Il dettaglio che METTE TUTTA LA STORIA IN UN MOMENTO, che rappresenta un concetto essenziale! coincidenza la settimana scorsa avevo scritto un post…

LA VERA INNOVAZIONE su quel tavolo pieno di ricordi. Quella che sta nel cuore delle Aziende. E arriva dai tempi passati.

THINK NEW! Il motto di questa azienda (che potete vedere a caratteri cubitali nella loro azienda e nei loro video). Sempre proiettata nel futuro. A costruire sé stessa.

Lì sul tavolo. In una cornice antica. Un semplice messaggio scritto a penna. Vicino al primo Catalogo della Ditta Bianchi dal 1777.

Queste vecchie date che esprimono con ORGOGLIO LA STORIA DEL FUTURO. Il nuovo nel vecchio. Think New!

 

E nel tempo di uno scatto mi si consolida la convinzione di quanto sia vecchia – come la usano adesso – la parola innovazione e quanto sia preziosa invece questa futuristica antica capacità di visione – col cuore – della CAPACITA’ DI CREARE! 

Che è sempre stata lì. Era lì nei nostri distretti industriali ARTIgiani, era lì e lo è ancora nelle MANI e nei CUORI di certi Uomini Antichi, come di questa Donna Moderna, delle Aziende FAMILIARI…

Lì nel PERSEMPRE dove VIVE E ARDE L’ESSENZA, LA PASSIONE, ILCUORE, IL CORAGGIO E LA CAPACITA’ DI CREARE ETERNA. Che sta solo e unicamente nelle persone. Non nelle macchine, non nel marketing, non nel web… Quelli sono lì per cambiare. Per portare quella FIAMMA nel futuro di ogni tempo e traslarla nel tempo…

STA LI’ DENTRO E CHIAMA PALPITANTE PERCHE’ VUOLE VIVERE PERSEMPRE!

THINK NEW… FROM ANCIENT TIME!

Le ho dedicato un Album. Lo trovate sulla mia pagina di Facebook. Coachyourlife Michela Epifani

Spero che questo post venga letto da mille e mille di questi imprenditori. Spero che dia loro una scaldata alla loro fiammella. E che orgogliosi possano esporre il loro messaggio… FIERI.

 

Buona visione

SACRO E PROFANO. LA VERA SPIRITUALITA’ LA HAI NELLE TUE MANI

 

…quando il “sacro” si mischia col “profano” tu capisci UNA SOLA UNICA ESSENZIALE COSA:

 

hai compreso già il tutto ed è tempo di ESPRIMERE IL TUO MAESTRO e non seguirne nessun altro.

 

Se Professor Igor va a braccetto con Commendator Alfio e assieme si mettono a fare un corso di Ricchezza… in Svizzera…
è tempo di smettere di far brillare il primo dicendo al mondo quanto è grande e libera la sua mente e chissà forse anche di guardare all’anima del secondo… (è dura eh)…ma SOLO e UNICAMENTE per una RIFLESSIONE PERSONALE CHE RIPORTa A:

“MAGIC MIKI… TU HAI MAESTRIA
…CHIUNQUE HA LA SUA MAESTRIA… QUESTA E’ LA MAGIA”

 

e penso gli ARTIGIANI che incontro

ah quanto amo la loro MAESTRIA che nasce dal Fare.

Come sono spirituali le loro abili mani che si muovono con confidenza mentre TRASFORMANO cose in oggetti preziosi.

 

Rido. Quello che ho ricevuto in quella promozione del corso… è solo un altro segnale della legge degli opposti. I paradossi che ci portiamo addosso. Quelli da ammirare se vuoi davvero COMPRENDERE IL TUTTO… certe volte ti si sparano addosso con una mail… come stamattina.

A ricordare CHIARO IL MESSAGGIO:

 

IL MAESTRO E’ DENTRO OGNI PERSONA

LA SAGGEZZA E’ IN OGNI COSA

 

Ecco… questo – sorridendo – voglio dirvi. Mentre prendo il tempo per scrivere questo post. Alimentare il blog di un altro pensiero. E ringrazio la persona che mi ha inviato la mail stamattina. Perché mi ha regalato un momento per entrare nelle mie incoerenze. Un momento per essere critica e sentire un filo di delusione e subito dopo un momento per sorridere! Notare il paradosso e intravvedere ciò che è:

TUTTO CIO’ IN CUI CREDI E’ DENTRO DI TE.

Non serve andare da nessun maestro.

O meglio devi affrontare il paradosso più grande:

OGNI MAESTRO DA CUI SENTI IL BISOGNO DI ANDARE… NON E’ ALTRO CHE UNO SPECCHIO DELLA TUA IMMENSA INFINITA SAGGEZZA CHE GIA’ POSSIEDI.

E per concluderla in ridere…

quando potrai ANDARE AL BAGNO la mattina e spiritualizzare quel momento. Vivere con intensità il lavare i piatti, come dare un bacio al tuo uomo o salutare il tuo gatto o chissà che altro… ecco che ALLORA POTRAI DIRE DI AVER TROVATO IL TUO TUTTO…

IL TUTTO E’ IN OGNI COSA. IL TUTTO E’ TE.

 

E se queste parole ti risuonano un pochino, se vuoi per una volta fidarti di te… Oggi, solo oggi… invece che leggere un libro, invece che ammirare qualcun altro, invece che fare la bava alla bravura di un altro…

CELEBRA TE STESSO. RICONOSCI LA TUA MAESTRIA. FREGATENE E PORTALA FUORI. OVUNQUE TU SIA. QUALSIASI SIA LA COSA CHE STAI FACENDO. TU SEI IL MAESTRO

6chi6

e se vorrai prendere un paio di minuti per scrivermi stasera o domani mattina come è andata, come ti sei sentito… potremmo far diventare questo post una raccolta di maestri, una bacheca ispiratrice di altri e altri maestri. e leggere così le loro storie…

che poi… sono spesso quelle più interessanti…

Buonissima giornata! 😀

IL MARKETING DELLO SPIRITO e STORIE DI ESSENZA

Ieri ero in Puglia e in un paesino a ritroso nel tempo, dove già il mare facilita l’accarezzare dell’essenza delle cose, passeggiando ho intravisto degli uomini seduti su piccoli sgabelli a terra. Intenti a fare un lavoro.

Presa dalla curiosità mi sono avvicinata… E ho chiesto. Pazientemente stavano infilando gli ami con le lenze. A mano. Uno a uno. 2 km di filo trasparente con gli ami sapientemente legati…

Mi sono commossa nell’osservare quei gesti così consueti… I pescatori se ne tornano a casa quando per la maggior parte di noi una giornata deve ancora iniziare… hanno nei loro corpi i segni del vento, del mare… che conoscono come un fratello.

“Sono per oggi. Domani no. Domani il vento sarà un po’ troppo forte per pescare”…

Spille, amuleti, carte, tessuti…. Oggetti.

Spirituali o meno… la maggior parte delle persone ha ancora bisogno di un “prodotto”

non importa che sia un amuleto, una macchina, una carta o una coperta…

Io non posso dirvi nessuna verità. Non posso dire cosa è giusto o sbagliato. Osservo. Semplicemente.

Nell’osservare le cose fuori e dentro di me, riscontro che ogni oggetto può avere un senso, come può non averlo E quindi non fa differenza se compri la stampa di una preghiera, una stoffa o una ferrari… a parte il prezzo si intende ;-D

 

Comunque sia rimane il fatto che l’essenza – ciascuno la propria, quella che tutti noi siamo chiamati ad incontrare – la incontri nel silenzio e nel vuoto più totale da tutto ciò che ti circonda.

 

Persone, oggetti, libri, messaggi, pc… possono essere al massimo veicoli di piccoli segnali… Pezzetti mai essenziali del percorso… se diventano  più importanti… sei fuori strada.

 

Noi siamo nati per REALIZZARCI. QUESTA E’ LA CREAZIONE!

E per arrivare a comprendere completamente questo… arriva sempre il momento in cui hai un incredibile bisogno di silenzio. E solitudine.

Un silenzio in cui neanche la musica più illuminante può trovare spazio. Al massimo puoi connetterti nel mezzo della natura. Viva. Ma tutto intorno a te avrà bisogno di spegnersi e sparire.

 

Tacere tutto. Svuotarsi di tutto. Spogliarsi di tutto… lì incontri tè stesso. 

Da lì puoi ascoltare un messaggio che per quanto balzano, zoppo o impreciso… ti porta proprio dove stai andando: verso di te.

 

E’ lì e solo lì che puoi incontrare tutto il resto. E da lì – ne sono certa – l’importanza di molti oggetti di sostegno… cade. Si annienta. A farti trovare i Tuoi. A farti incontrare l’altro. Che vuoi.

 

Poi tornando come un’onda oscillante alla realtà duale potrai di tanto in tanto rincorrere ancora per dei momenti la bramosia di qualsiasi oggetto. Di un libro o di qualsiasi altra cosa con cui prima avevi così tanta confidenza, ma il senso sarà cambiato. Qualcosa che possa sembrare aiutarti. Ma devi capire che la carta è te. Il libro è te. Ogni oggetto è te.

Ecco perché da lì… qualsiasi oggetto può andar bene.

Perché non hai più bisogno di identificarti con l’oggetto, ma al contrario, ne sei libero. E proprio per questo lo puoi utilizzare.

 

Quando incontri tè stesso nella tua essenza ti rendi conto di come hai una stupenda capacità di liberarti di tutto…

 

Nudi siamo quanto di più immenso possiamo essere.

E dopo, se vuoi, lo spirito lo trovi ovunque. In qualsiasi oggetto possa rappresentare LA TUA ESSENZA.

Allora potrai smettere di giudicare gli oggetti dalla loro provenienza. Classificare come di maggior valore un amuleto rispetto ad una bella auto… è cosa di giudizio… e non è lì che stiamo andando.

Lo so. Non è semplice questo concetto. Siamo così abituati a giudicare tutto, a distinguere il bene dal male. I buoni dai cattivi…

 

Ciascuno deve fare il suo viaggio. Può fare il suo viaggio.

Viaggiare attraverso le sensazioni delle sue paure. Riconoscerle e avanzare. Al di là del giudizio.

E – fino a prova contraria – a volte è fin troppo facile scivolare nel banale in questo genere di giudizi. Basta osservare come reagiamo dentro di fronte alle spese di un’altra persona. A come siamo abiurati a etichettare “chi può” e “chi non può”. Quanto ha. E come.

I “buoni” non sono nel nuovo. Al pari dei cattivi.

Mi dispiace per i benefattori, ma anch’essi sono tenuti a guardarsi dentro e porsi domande profonde in merito a come fanno il bene altrui. Perché nel luogo in cui stiamo andando tutto ciò è davvero oltre.

E’ scomodo quello che scrivo. Capisco.  Ma il gioco dell’essenza è riconoscere la propria e poi poter comprendere quella dell’altro.

Ti sei mai chiesto perché ci piacciono così tanto gli oggetti artigianali ultimamente? L’ARTE è CREARE. Il valore dell’opera creata non sta nell’oggetto. E’ molto molto più grande di quell’oggetto.

Non potrai mai capirlo se non inizi a sperimentare la TUA.

Potete seguirmi?

Nessuno può dare ad un altro la risposta su come MATERIALIZZARE LA SUA ESSENZA.

Al massimo può aiutarlo a riconoscerla. Ma sarai sempre tu e solo tu a riconoscere tè stesso.

Ci sono sicuramente nuovi prodotti che evocano bellezza. Ma spesso non la evocano per quello che sono in sé i prodotti. La evocano per le mani che li hanno generati. Da sempre è così… solo che ce lo siamo dimenticati.

 

Ieri ero in Puglia e in un paesino a ritroso nel tempo, dove già il mare facilita l’accarezzare dell’essenza delle cose, passeggiando ho incontrato dei pescatori… e in paese sono entrata in una piccola bottega da sarto da uomo.

(grazie a Ezio per le foto del sarto)

 

Sono entrata per parlare con quell’uomo, così intento a mettere punto dopo punto. Abile. Una vita trascorsa a confezionare Abiti. Da quando da garzone è andato ad imparare dal padre…

Con malinconia mi racconta che il prossimo anno andrà in pensione e la bottega chiuderà… con lui. I figli hanno preso altre strade. Le leggi non consentono di prendere un ragazzo e insegnargli il mestiere… deve essere un uomo..

“solo un uomo può farlo un abito da uomo…” 

… e mentre lo ascolto guardo attenta il banco rivestito di stoffa grezza… un vecchio ferro e le forbici… così vecchie che mi vergogno delle mie moderne… le sue mani piene di storia… tocco il pezzo che sta confezionando e mi chino sulla pezza blu… accarezzo, guardo, scruto,…

“sto cucendo la tasca della giacca…”

quell’abito conterrà una storia. e poi – forse – ne conterrà un’altra. la prima –  la sua – so che ci sarà. lo si vede da come lavora, lo si legge dai suoi occhi… la seconda non so. dipende dall’essenza di chi lo ha richiesto. può essere che l’uomo che lo pagherà € 500 saprà dare valore a questa storia, oppure no…

se questo accadrà dipende da dove sta nel suo viaggio…

e mentre scrivo penso a come mi sentivo ieri dicendo che mi sarebbe piaciuto acquistarne uno. sicuramente lo farò…

al di là del “bisogno” di un vestito… quell’abito avrà una tale forza dello spirito che sarà il maestro più bello che chi lo indossa potrà incontrare… 

 

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