le trappole dell’ego… o l’ego in trappola?

Leggo dal web:

Se pensi sia più “Spirituale” andare in bici o con i mezzi pubblici a lavoro, ma poi ti trovi a giudicare coloro che vanno in macchina, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” smettere di guardare la TV perchè annulla il cervello, ma poi ti trovi a giudicare coloro che ancora la guardano, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” evitare di leggere quotidiani e riviste di gossip, ma poi ti trovi a giudicare coloro che li leggono, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” ascoltare musica classica o i suoni della natura, ma poi ti trovi a giudicare chi ascolta la musica commerciale, sei caduto in una trappola dell’ego.

Se pensi sia più “Spirituale” diventare vegetariano, comprare cibi bio, praticare yoga e meditare, ma poi ti ritrovi a giudicare coloro che non fanno tutte queste cose, sei caduto in una trappola dell’ego.

Bisogna sempre stare attenti al sentimento della “superiorità”. Esso è infatti l’indizio più importante che abbiamo per capire che stiamo incorrendo in una trappola dell’ego. L’ego si nasconde abilmente in pensieri nobili come quello di iniziare una dieta vegetariana o usare la bicicletta per poi trasformarsi in senso di superiorità nei confronti di coloro che non seguono lo stesso percorso “spirituale”.

Facciamo attenzione alle trappole dell’ego ..

Concetti che in molti –  nel loro percorso di trasformazione – possiamo condividere.

…semplicemente

l’Essere sta oltre il giudizio finalizzato a riconoscersi in una categoria, sta oltre il luogo che ci piacerebbe definire “giusto” perché anch’esso è un giudizio…

(beh neanche poi tanto semplicemente 🙂

non è facile e se lo fosse… non saremmo ciò che siamo, perché una cosa è essere e una cosa è liberare l’essere. quando queste due cose non stanno assieme… siamo in un cammino. personale. unico. sofisticato. affascinante… e semplice!

Di una semplicità che puoi percepire unicamente quando chiudi i cerchi che la vita ti apre. Che significa accorgersi.

Accorgersi di questa semplicità…

è necessario renderci conto che ciascuno è dentro il suo essere e che quando il riconoscersi in un gruppo è forte… il confine con l’identificarcisi è sottile. molto sottile. rassicurante forse… ma è sempre un confine.

a questo articolo aggiungo quindi una prospettiva nuova:

  • se pensi che sia spirituale additare l’ego degli altri, pensando di essere libero, stai nella trappola dell’ego
  • se pensi che sia spirituale additare il tuo ego, pensandoti prigioniero… stai nella trappola dell’ego

 

Bisogna cominciare a percepire  il valore della rinuncia a capire! 

l’immensità di cui siamo fatti non la troviamo uscendo fuori da noi per entrare in un gruppo – neanche il più etico! – la troviamo unicamente e coraggiosamente rendendoci conto che c’è un fuori di noi che è sempre noi.

che IO non è una parola brutta. che va accolta e poi lasciata… per ritrovarla più grande. ampia e spaziosa. immensa. sconfinata fino a dove il nostro essere vorrà portarci ad esplorare oltre confine proprio quell’IO.

se accade mentre sei in un gruppo, ok. ma potrebbe accaderti anche mentre vai per la tua strada… chissà magari a fare shopping.

 

i tuoi confini, i fastidi e il benessere in cui ti trovi ti diranno quale altro luogo esplorare di te ancora…

guardi fuori per tornare dentro, riconoscerti e poter vedere fuori.

sono cerchi su cerchi che si uniscono in un continuo. e il riferimento è proprio quel TE che vorresti scacciare. è tutto qui. sulla TERRA. NEL TUTTIIGIORNI

e questo esercizio nel farti rendere conto di quanto sei piccolissimo rispetto alla tua immensità… ti consente di riconoscere l’immensità dell’altro… e ritrovarti in esso. uno.

Lo so: è arduo accettare che tutto ciò che critichi nell’altro è cosa tua. Non importa che sia perché sei vegano o opti per i matrimoni gay o per chissà quale causa. Le “cause” non sono l’oggetto. Sono il campo di osservazione in cui tu rifletti il tuo ESSERE fino ad arrenderti ad esso. Oppure continuando a lottarlo.

Lo posso scrivere solo perché l’ho sperimentato. A tratti. E il paradosso è che quando ne ho nostalgia… significa che sono nel mio limite :-))

Sì perché a tratti ti ritrovi tirato indietro come un boomerang al dualismo. al giusto e allo sbagliato. Sono oscillazioni che mettono alla prova la tua vera intenzione.

L’intenzione a VIVERE INTERO.

Così intero da non aver bisogno di definirlo.

Così intero da intuire che in “quei luoghi” non hai alcun bisogno di definirti in alcun modo, men che meno definire gli altri.

Avere a che fare con il proprio bisogno di riconoscimento è un passo. Chissà magari per te, proprio te… non si tratta di farne a meno, ma semplicemente di “riconoscere” che quello è ciò che si palesa di te in un certo momento.

Quando accetti completamente sei libero. E ti accorgi.

Non esiste uno standard di libertà. Te ne rendi conto? E’ già molto accordarci sul contenuto di questa parola. Essere sicuri non sempre è un valore. O meglio forse non è il valore adatto alla crescita. Allo spaziare.

Se non hai incertezze… sei come privo di curiosità.

Ogni situazione ha mille sfumature. Sono ben più delle 50 di grigio che hanno fatto tiratura. Le sfumature interessanti sono quelle in cui puoi cogliere il SENSO di una cosa e poi scorgerne un altro. O un altro ancora. Magari proprio là dove hai il fastidio più grosso…

Vivere assecondando questo flusso è un qualcosa che assomiglia ad entrare ed uscire da scatole incartate. Sistemarcisi dentro e poi buttare giù una parete. Muoversi dentro. Muoversi fuori. Sentendosi sempre comunque radicati. In quella essenziale parte di noi che ti consente di pronunciare con emozione le parole

IO SONO

 

Quando SEI puoi guardare con amore al tuo ego. rispettarne la funzione. strattonata dal tempo e dai fatti della vita che hai vissuto fino a qua. spintonato da quello che NON VUOI ESSERE… con cui – tuo malgrado – ti identifichi.

Sole e ombra hanno la stessa funzione in questa scoperta. Basta accorgersene.

 

Buon lunedì 29 febbraio.

Buon giorno in più.

 

 

la risposta non è il consiglio

incontro ogni giorno persone che hanno una fretta incredibile di darti CONSIGLI…

i consigli sono la proiezione più infima dell’ego poco sviluppato della persona che avete di fronte. o una difesa

in un epoca in cui stiamo tutti imparando ad accettare che il MAESTRO E’ DENTRO trovo veramente “rimpicciolente” che in questo risveglio, appena uno ha una piccola evoluzione in merito a sé stesso… la butti via andando in giro a consigliare gli altri.

qualcuno – forse molti – non hanno colto il punto:

il gioco non è TU SEI ME … così io mi sento figo o a posto
il gioco è IO SONO, TU SEI… questo ci porta nell’unità contemporaneamente all’unicità.

nei corsi di crescita personale, di risveglio, ti guarigione energetica… è necessario che ci si renda conto di quanto è preciso e indicativo l’uso della PAROLA.

nei gruppi di FB e tra gli amici al bar, arriviamo all’apoteosi. ho fatto delle prove e l’esperienza diretta mi conferma che praticamente nel 99% dei casi in cui ho posto una semplice domanda, ho avuto un consiglio da – forse inconsapevoli – involuti esseri convinti di essersi evoluti così tanto da dare consigli, invece che rispondere semplicemente.

Ecco perché oggi questo mi ha ispirata. Ed ho inventato per me e per voi una nuova parola magica! E’ magica perché li farà sparire dentro di voi. Il grande voi! Invece che farvi disperdere energie di perdita di potere. Se la usate infatti… vi ritroverete subito nel vostro spazio di potere personale! 

 

Prima una precisazione:

cosa accade quando una persona vi da un consiglio non richiesto?

  • potete essere alla ricerca inconsciamente proprio di questo: qualcuno che vi dica cosa fare al posto vostro. Rifletteteci… come mai non avete fatto la domanda diretta? “mi date un consiglio?”
  • potete essere invece sulla vostra strada – buon per voi – e cercate degli spunti che stanno esattamente nella domanda così come l’avete posta (sì… arriverà il momento che non sentirete più l’esigenza di fare domande. ma se siete in cammino forse le fate. anzi forse avete bisogno di autorizzarvi a farle senza giudicarle. questo è un altro discorso. e un altro post) . Per esempio “mi dite qualcosa del mio numero di destino?”

ecco che in questo secondo caso potreste incontrare quelli di cui parlo più sopra. gli involuti maestri (ahah che bello il casuale doppio senso in-voluti)

quel consiglio non richiesto può vibrare nel bene e nel male.

se una persona vi da un consiglio apprezzabilmente simile alla strada che state già facendo potreste prenderlo come un rinforzo. e la vibrazione sarà bella.
se il consiglio proprio non vi interessa…
potete non avere nessuna vibrazione e lo lasciate correre. non aveva nulla di indicativo per voi.
potete invece avere una vibrazione fastidiosa.

prendete atto che sicuramente tutte le vibrazioni fanno parte di voi. questo è innegabile e quindi potete andare a sondare al vostro interno quel benessere o quel fastidio. troverete qualcosa.

ma andiamo avanti. Alla parola magica!

Diciamo che non vi è richiesto di avere sempre e comunque maestria e padronanza intima delle vostre vibrazioni, la cosa potrebbe farvi scaturire una reazione. E potete anche decidere di dare una risposta. Perché siete sempre in un atto di relazione generato dalla vostra domanda.

la risposta meno è reattiva meglio è. dipende dalla vostra maestria… e dall’umore 🙂

Con amorevole senso di cura nei vostri confronti – regalatomi da un immenso senso materno di cui sono dotata, per arrivare sorridendo al momento di quella eventuale risposta…  io vi regalo la nuova parola magica.

il nuovo nome di questi dispensatori di consigli.

avete presente? quelli che vi dicono “devi lavorarci su” “la tua domanda denota che devi…” “ti consiglio di fare…”
i cui consigli spesso sono caratterizzati da una sintassi che ha nel mezzo qualche IO (io faccio così), e dalla parola DEVI. Quando non arrivano addirittura a dirti come ti senti o dovresti sentirti.

Innanzitutto. Sistemiamo una faccenda sulla responsabilità:

forse erano al bagno quando nei corsi che hanno già fatto parlavano dei consigli, dell’io e dei devi verso altri 🙂
questa non è una vostra responsabilità. E’ LORO.

voi avete tutto il diritto di essere inesperti nel porvi verso voi stessi alla ricerca di informazioni e non per questo deve essere screditata la vostra scelta di porre la domanda o vi deve essere suggerito di cambiare strada, o… La vostra responsabilità sta in cosa ve ne fate di quello che raccogliete. Chiaro?

Bene!

Anche a me capita talvolta di sentirmi infastidita in queste situazioni. Più perché vorrei le informazioni che per altro. Ma quando mi sento infastidita, subito dopo mi capita di avere una vibrazione più alta. perché il fastidio mi suggerisce che c’è qualcosa da vedere di più interessante su un’altra vibrazione.

e oggi questa vibrazione superiore mi ha mandato la parola Magica. è ironica quindi sono sicura che vi porta ad un livello superiore. e do ufficialmente al mondo il permesso di chiamare questi dispensatori di consigli non richiesti 😉 e da ora in poi quando ne incontro, dentro di me li chiamerò:

MAESTRONZI

Vi piace?

Io trovo che renda immediatamente l’idea e credo che vi consentirà di separare il “donatore” della vibrazione dalla vibrazione.

è appena nata. il 10.02.2016. nasce sotto il segno dell’Acquario quindi sarà sicuramente fluida e per il bene dell’umanità.
spero che oltre a farvi sorridere,  possiate trovarla utile nei momenti di incontro.
se la usate citatemi e ve ne sarò grata. taggatela e così farò io.

COACH YOUR LIFE 🙂

che bizzarra la vita nella sua essenza

 tutti in viaggio…

 

che bizzarra la vita e come gioca con noi <3

pensi di essere avanti e ti ritrovi indietro, pensi di essere indietro e ti accorgi di stare un passo avanti…

ti fermi e senti che vai veloce

ti muovi e perdi la direzione

hai molto da insegnare quando hai voglia di tacere

cerchi i maestri e trovi allievi

vai per la strada e incontri i maestri

impari tanto quando disimpari

rinunciare a tutto per trovare tutto

essere vuoti per sentire il pieno

evolvi per tornare all’origine

 

lo stupore del bambino che lasciamo e poi dobbiamo ritrovare

ci accompagnerà senza giudicare… così proprio come è un bambino…

indaffarato a vivere

e così per sempre, con amore immenso… fino a… vecchi

 

 

Collaborare. Creare. Coachyourlife per il benessere personale presso centro Mind Bassano del Grappa

Eccoci con le novità di inizio 2016

Dal 21 gennaio sarò presente I GIOVEDI’ al CENTRO MIND  di BASSANO DEL GRAPPA

per appuntamenti individuali o mini-gruppi organizzati*

 

Il lavoro che propongo al centro Mind  basa su un approccio integrato del coaching con diverse discipline sia cognitive, che biologiche volte alla reale espressione del proprio potere personale.

Ed è adatto in generale a tutte le problematiche che bloccano l’acquisizione di un livello di soddisfazione e benessere migliore e stabile nella propria vita.

La prima consulenza si svolge con una analisi della mappa della persona e una chiara identificazione della specifica attività utile al tema su cui si desidera il miglioramento e alle caratteristiche della persona.

PER PRENOTARE IL PROPRIO APPUNTAMENTO CHIAMARE DIRETTAMENTE LA SEGRETERIA DEL CENTRO MIND 0424 220031 o scrivere a info@centromind.com

 

Vi aspetto!

Michela 🙂

(*chiedere in segreteria).

 

A Natale regala un’esperienza

Si avvicina il pensiero del Natale e forse alcuni di voi – forse i soliti pochi, speriamo sempre di più – sono stanchi di entrare nel vortice degli acquisti di oggetti. Nel consumismo fine a sé stesso. Nel comprare per comprare.

Perché facciamo un regalo a Natale? Vogliamo dare a quella persona la nostra attenzione, vogliamo dire “ti voglio bene”, vogliamo dire “Ho a cuore che tu sia felice”… e perché no, vogliamo fare una bella figura. Goderci l’atmosfera. Un momento che riscalda il cuore.

Certo ci saranno i soliti che dicono che bisogna ricordare queste cose tutto l’anno. Vero. Ma tutto l’anno include anche quei giorni e personalmente credo che non abbiamo bisogno di perdere una occasione, anzi, avremmo bisogno di crearne di più per dire alle persone che abbiamo a cuore

Ho a cuore come stai !

e allora perché non glissare dai soliti giri di pacchi pieni di “cose” e regalare una esperienza, una occasione di incontro con sé stessi. lo vedo un po’ come regalare IL SIMBOLO e lasciare alla persona una traccia di sè

Ecco perché ho pensato quest’anno ad una particolare consulenza che chiunque può acquistare per sé e per i suoi cari, per un amico a cui potrebbe essere utile.

Non è un percorso. E’ un momento unico – in un appuntamento di circa un ora e mezza in studio o via skype – in cui elaboro

la Mappa Personale di Nascita

della persona e estrapolo informazioni sulle doti, le sfide, le principali caratteristiche che sbloccano il potenziale e l’essenza. Un’incontro con sé stessi insomma in cui chi ne ha, può portare le sue domande. O anche semplicemente sentire con curiosità.

 

Tu acquisti il regalo e io ti consegnerò il tuo buono. Chi lo riceve non dovrà far altro che chiamarmi per fissare il suo appuntamento e penseremo a tutto noi!

Su prenotazione – se proprio vuoi esagerare  la mappa può anche essere elaborata per iscritto e ti  verrà consegnata sotto forma di un libretto stampato e  impreziosito dalla rilegatura artigianale.

Originale, vero?

COME FARE?

Il tempo vola e – soprattutto se vuoi il libretto stampato – scrivi subito a eventi@coachyourlife.it o chiama direttamente Michela al 3932738518 per prenotare il tuo regalo e ricevere il buono o il libretto da mettere sotto l’albero.

Buone esperienze!

Michela

MAMYMIND autumn edition PER PREPARARSI ALL’INVERNO E INTEGRARE L’ENERGIA

In autunno cadono le foglie. Gli alberi e la natura si spogliano del vecchio. Si preparano all’inverno per rinnovarsi…

Così come le piante in natura, le Donne hanno la necessità di spogliarsi di tanto in tanto di tutti i loro orpelli, dagli impegni e soprattutto dalle enormi richieste che fanno a sé stesse… per rigenerarsi. E riaprire il ciclo alleggerite.

Accompagnata da queste splendide giornate dell’ultimo sole, MAMY MIND ritorna in questa stagione speciale con una edizione autunnale CONCENTRATA.

Alla classica e apprezzata edizione INTERMEZZO del SABATO MATTINA (leggi qui la presentazione della prima edizione) io e Franca del Centro Mind, abbiamo affiancato 

una DOMENICA TUTTA PER VOI

Dedicata solo alle partecipanti di MAMY MIND. Per mamme e donne che sanno quanto è importante sapersi fermare e ASCOLTARE. PRENDERSI IL TEMPO PER OSSIGENARE CORPO E ANIMA… per poter guardare fuori il marito… i figli… i colleghi… il potenziale tuo e di chi hai a cuore…

E così… se vuoi veramente STACCARE e prepararti per L’ AUTUNNO RINNOVATA, non puoi mancare

SABATO 14 NOVEMBRE 

Bassano del Grappa (VI)

orario 10.00 – 13.00

e

solo per te e solo se vuoi…

DOMENICA 15 NOVEMBRE

orario 10.00 – 16.30

è tempo di ELIMINARE quello che non serve. ritrovarsi per vedere i frutti. PREPARARE ENERGIA PER L’INVERNO

 

che tu abbia figli piccoli o già grandi, che tu voglia cogliere una occasione di ritrovarti nelle tue energie femminili, clicca sull’immagine e leggi come partecipare o vai direttamente alla scheda di iscrizione QUI

Non aggiungo altro… solo…

ti aspettiamo!

Mamy Mind. Prendi l’originale 😉

 

 

 

CONSIGLI DI VALORE. 4 PASSI PER TRASFORMARSI DA SPACCIATORE DI CONSIGLI A VERO AIUTANTE

Costi troppo, sennò ti manderei più gente…

 

Così mi è stato detto tempo fa da una persona a me cara, sicuramento dotata di un genuino buon intento ad aiutare gli altri. Una potenziale curandera sulla sua strada della vita

 

Ci ho pensato spesso a questa frase…

A come mi è risuonata da subito dissonante…

Sento molto la responsabilità e la fatica a stare negli equilibri economici che mi portano a “dover” vendere il mio servizio tenendo conto di un 70% che se ne va nelle casse dello stato… e per questo in alcuni casi determino che il mio tempo vada in volontariato generoso…

Ma non è di questo che voglio parlare… non sono io il soggetto di quel pensiero dissonante.

Ma quelle persone in cerca di aiuto…

 

Sposto la mia attenzione sui limiti che portano in sé alcuni consigli generosi…

 

 

sei malato? hai un disagio? vuoi liberarti di drammi che ti attanagliano da tutta la vita?

hai mal di pancia? l’ansia? hai un tumore?…

“vai da quell’operatore olistico perché costa poco”

 

ecco dove si nasconde il vero dramma. Ecco una trappola in cui si cade in molti.

Tantissimi oggi… lì… intrappolati nel denaro…

Soldi e vita. Come se dovessero andare staccati. Uno la scusa dell’altra…

 

Ecco che in poche parole. In un semplice consiglio… accade di Entrare nella vita di una persona che già vive nel limite… ed affondarci anche i nostri. Totalmente senza rendersene conto.

 

Così creiamo il nostro mondo…dentro il mondo di un altro. In quel momento più debole.

 

“vai lì perché e gratis e sarà facile”…

E quando entrano nel campo della salute… per chi sa cosa simboleggi la malattia per la psiche… siamo già dentro un blocco nascosto. Che va esplicitato. Non ci sono maghi. Ci sono prese di coscienza. Non ti cura l’altro. TI PRENDI CURA TU!

mi chiedo perché una persona dotata di buon cuore non possa rendersi conto di come sta proiettando sé stessa e – forse – affossando l’altro…

 

persone che con un genuino buon intento seminano il peso dei loro limiti addosso a chi è già malato…

 

mi ricordano molto le mamme “fai così perché io non ho potuto” “fai così perché io ho potuto”.

Mi ricordano le lotte psicogenealogiche… ma se hai letto anche solo un semplice blog di uno dei migliaia di approcci olistici… sai che lì è la trappola. Sai che quello è il pezzetto da stanare.

Non parlo di scegliere questa disciplina piuttosto che un’altra. Questo si sa. E’ per forza di cose opinionismo. E’ la personale opinione di ciò che può essere provato dall’altro. (salvo poi astenersi dai commenti sulla sua esperienza, dal dargli delle modalità, dal volere che “funzioni”)

se pensi che un certo tipo di aiuto sia utile e necessario, perché privi quella persona di farsi un SUO spazio personale nel rapporto con l’operatore che dovrebbe aiutarla? Perché ti soffermi sul “prezzo”??

Stai per caso dando un valore economico alla sua vita?

 

Non è perché conosci il suo 730! Forse quella persona non ha nemmeno un 730 adeguato alla SUA VERA VITA. Forse è proprio quello il pezzo di cui liberarsi…

Che ne sai? Non lo sai. Questa è la verità.

Nessuno lo sa. Probabilmente nemmeno la persona. Sennò non verrebbe disperata da te…

 

Credo che questo accada perché la maggior parte delle persone non conosce tanto bene nemmeno le dinamiche mentali legate al denaro. E non riconosce le sue.

… con buona probabilità sei – come parecchi – una persona che ha qualche preconcetto confuso da buon principio…

 

nonostante il buon intento – dunque – l’esito è questo:

quando censuri sulla base del prezzo… Stai esercitando il tuo libero arbitrio nello spazio intimo della vita di un’altra persona. Questo è.

Inoltre… Stai anche operando delle diagnosi 😉

 

La scenetta è questa:

Lei va dalla sua amica e le racconta di avere dei gran mal di stomaco. L’amica le dice “avresti bisogno di un medico, ma non uno tradizionale. Quelli non contano niente (prima opinione). Ti potrebbe aiutare prendere degli integratori (seconda opinione con diagnosi). Ma siccome costano tanto… meglio che ti compri queste caramelle (terza diagnosi filtrata sul prezzo). Le ciuccio anche io. (rafforzativo di esperienza) Un pacchetto alla settimana. Mi fanno bene (posologia)”

A parte che nella scenetta manca il conto di quanti pacchetti di caramelle deve ciucciare e per quanto tempo, che andrebbe comparato col costo degli integratori… più la visita da un esperto valutatore…

Se sei una di queste persone Come puoi fare allora a rendere il tuo buon intento un intento davvero supportivo?

 

premesso che decidere cosa dire e cosa non dire è veramente una scelta personale, Voglio indicarti  4 passi che puoi fare sempre. Validi per chiunque voglia aiutare VERAMENTE UNA PERSONA CHE CHIEDE AIUTO.

 

1)   chiedi alla persona se ti sta parlando perché vuole un consiglio o solo per sfogarsi (e attieniti alla risposta! :-))

2)   chiedile “cosa pensi che ti farebbe stare meglio?” e ASCOLTA LA RISPOSTA

  • se risponde “non so” un coach o chi lo aiuti a capirlo e DECIDERE fa al caso suo
  • se dice qualcosa che non condividi. Non c’è niente di male che tu dirglielo dica apertamente, purchè tu renda chiaro che è SOLO UNA TUA OPINIONE E CHE NON SEI UN ESPERTO DEL SUO PROBLEMA
  • se ha la risposta e parla di soldi o di cose “impossibili”… è bloccato nel valore e nella possibilità. Se sai come funzionano i blocchi lo puoi aiutare, altrimenti…  chiedigli quanti soldi è disposto a spendere… la reazione ti stupirà. Già che ci sei chieditelo anche tu 😉
  • se è malato e non te ne intendi di quella malattia. Ricordati che stai entrando nella sua vita. E qualsiasi cosa fai… deve dargli una chance di stare meglio. Le tue parole potrebbero bloccarlo ulteriormente. Ma non lo puoi curare. E – a meno che non ve lo diciate – non puoi scegliere la cura per lui/lei

3)   Se non sei in grado di sostenere questo dialogomanda quella persona a dialogare con un professionista di quel dialogo (e non del suo sintomo 😉 o da un medico (anche olistico, ma navigato!)

4)   Chiediti quale è il tuo intento in quella situazione. Dai amore e compassione. Sempre. Questo è alla portata di tutti e spesso ne sottovalutiamo il valore!! 

  • la compassione si esercita con la PRESENZA. non con le risposte. a volte basta semplicemente dire alla persona “capisco cosa stai passando. mi dispiace molti di quello che vivi/provi”. un abbraccio cura più di un consiglio mal posto!

 

 

Adesso che hai i tuoi 4 step… mi sento meglio.

L’intento di questo post è AIUTARE AD AIUTARE

Proseguendo sul tema della valutazione del “costo” di un professionista…

aggiungo che alimentando il mercato di chi non esiste per il fisco magari stai dando spazio a una brava persona, ma può essere anche che stai anche creando una forte disarmonia nell’universo, perché quella persona malata che vuoi aiutare probabilmente ha bisogno di un ospedale oltre che di qualche “nuovo mago”. Di esami. Tutte cose che costano. Tutte cose che non potrebbero esistere se ci fossero tante persone come i nuovi operatori casalinghi i dissidenti irresponsabili, i contradditori… lo so: è difficile prendere una posizione netta. forse non c’è… ma intanto riflettici su…

chiunque usa denaro… è nel sistema. Ma questo è un altro post 😀

 

invece, tornando al tema DELL’AIUTO le domande per arrivare all’essenziale:

cosa ci fa prendere uno spazio così nella vita di altri? Perché vogliamo che attorno a noi le persone “vadano via dai loro mali”? E Perché spesso si ha bisogno che quello specifico operatore che abbiamo scelto curi anche tutte le altre persone malate che ti girano attorno? Siamo veramente convinti che ci sia una unica medicina per tanti? Da che esperienza traiamo la diagnosi? E se quella persona morisse?

 

Da tanto tempo mi chiedo quale sia il limite nell’entrare nella vita degli altri.

 

Non me lo chiedo tanto nel lavoro che faccio, perché lì è chiaro che chi viene da me viene proprio per poter fare liberamente le sue scelte… io non do consigli. Sono pagata proprio per non farlo…

Ma me lo sono chiesta tutte le volte che un mio familiare o una persona a me cara è stata male o ha avuto bisogno di sostegno… oh come è difficile in quei casi… Capisco cosa si prova!

Ma io chi sono per “portarti dal mio coach” o “mandarti dal mio osteopatia” dall’ultima operatrice che ho provato?

Al massimo te ne posso parlare. Forse posso regalarti una seduta…

Ma poi starò lì… a guardarti. Fiduciosa che TU, PROPRIO TU decida di occuparti della tua vita facendo un passo. Non so se sarà quello che ti ho indicato io. Perché forse sarà un altro… ma so che devo credere che lo farai. E se non lo farai. E non lo farai. E non lo farai… al terzo, quarto, quinto tentativo… forse – se non mi fidassi più di te – se ti vedessi immerso nella tua debolezza più profonda… allora ti darei la mano. Ti farei salire in macchina. E ti porterei da qualche parte. Come si fa con un bambino spaesato quando si fa male.

Ti prenderei in braccio e ti porterei da chi si può occupare di te. Fidandomi di me… Prima di tutto ti vorrei “salvare” dal dolore di quel momento. E non credo avrei il tempo fisico di pensare a quanto costa…

So bene che mentre faremmo quel viaggio IO STAREI DECIDENDO PER TE LA DESTINAZIONE…

E questo – si sa – non può essere una soluzione completa. Forse una vera emergenza. Ma non una soluzione. Un passo sì.

 

So bene che se volessi salvarti OLTREMODO sarebbe per il MIO dolore nel vederti così. Sarebbe anche perché non accetto di vederti come in realtà ti sto vedendo…

..Alla fine ti dovrei ringraziare per avermi dato l’opportunità di tenerti con me…

Ma io non posso vivere la tua vita. Non posso anche se sei mio fratello adorato. Il mio Amore. Mia sorella. La mia amica…

È bello amare il nostro prossimo. Ed è meraviglioso saperlo aiutare.

E’ bello Avere un atto generoso.

Ma non dobbiamo mai dimenticare che ogni volta che diamo consigli a qualcuno – forse – stiamo semplicemente mettendo la nostra vita dentro la sua. E questo non ha niente a che fare con la libertà. Questo potrebbe portare l’altro in un posto dove lui NON PUO’ O NON VUOLE ANDARE.

Quando viene da noi qualcuno che ha bisogno di aiuto… non facciamo mai abbastanza domande. Siamo troppo impegnati a fornire le soluzioni…

E se a questo aggiungiamo il radicato problema di “percezione” della povertà, i pregiudizi sul denaro, il dramma della società duale di questi tempi che ci vuole schierati “buoni e poveri – cattivi e ricchi”… e lo mettiamo dentro ad un consiglio dato a chi sta già nella sofferenza…

beh… – benchè sia certo il buon intento – ma il risultato dell’azione sarà la CONFUSIONE di essere entrato diritto al benessere di un altro passando dal portafoglio, senza minimamente considerare il suo valore, né il suo libero arbitrio. Né le sue difficoltà.

Il tuo mondo si proietta nell’altro… inevitabilmente.

 

In pochi attimi diventi uno dei tanti che dice “se vincessi al super enalotto… “… solo che non lo sai…

 

Se sei tra queste persone o ti è mai capitato di essere consigliere o soggetto consigliato in questo modo… rifletti… semplicemente ti chiedo di pensarci su. E provare quei 4 passi. Funzionano. E farai fare alla persona la “giusta fatica”. Ovvero unicamente quella che è disposto a sostenere per il suo benessere. Quella che nessuno potrà comunque togliergli.

 

Per finire… qualche considerazione DI RESPONSABILIZZANTE POSSIBILITA’. Dalla mia parte di PRAGMATICA SOGNATRICE. LEGGILE SOLO SE VUOI.  Se le salti non inficerà il valore dei 4 PASSI CHE PUOI UTILIZZARE. Se le leggi non restarci male. guardale per quello che sono: una visione possibile. Mai unica. In ogni caso.

  • Voglio dirti che in questo mondo ci sono persone che dedicano davvero la loro vita a fare un lavoro che aiuti gli altri, senza farsi catturare dalle più subdole regole del business. Che lo fanno con e dentro le difficoltà che il sistema pone (a tutti). Quelle persone non hanno scelto la strada più breve.

 

  • Voglio dirti anche che ci sono persone che si prendono la responsabilità al 100% di fare un lavoro “olistico”. Non si tengono un lavoro che non gli piace dove mettono solo il LORO interesse per avere una sicurezza economica facendone un secondo – così delicato – a “tempo perso”

 

  • Voglio dirti che quando si SCEGLIE di aiutare gli altri per lavoro si da una naturale disponibilità non solo di tempo, ma soprattutto morale e umana di ascoltare, guidare… che bisogna saperlo fare. Tutto il resto… è opinionismo. Irresponsabile.

 

  • Voglio dirti che – anche se c’è chi sostiene di no… – sei sempre responsabile di quello che dai all’altro. Perché la responsabilità in una relazione è sempre di entrambi più una parte. Tu il tuo. L’altro il suo. Più un intreccio

 

  • Voglio dirti che se credi in un mondo “migliore” devi guardare a 360° come usi questo, perché se da un lato lo usi a consumo e poi non lo alimenti, ma te ne tiri fuori… non sei che il prodotto proprio di questo mondo da cui vuoi distinguerti.

 

  • Voglio dirti che se segui il cuore… questo non ha prezzo.

 

Voglio dirti che anche tu VALI

 

Buona settimana!

Michela

COACH YOUR LIFE

La grigliata di ferragosto

cosa fai a ferragosto?
e perché per una volta non chiedersi
Chi sarai a Ferragosto?”
c’è chi cerca sempre altrove per non impegnarsi ad apprezzare il “qui”
e questo vale anche per le persone. che “cerchiamo”
per scoprire se sei tra questi osserva come tratti chi ami… i più vicini a te…
sì perché si fa presto a fare i piacioni, i calmi e i tolleranti con gli amici sociali e disconoscere invece le esigenze di chi ti vive accanto…
è logico. agli uni puoi presentare solo la maschera. con gli altri stai con tutto. e per riuscirci devi vedere di te le cose che non ti piacciono. 
il mordi e fuggi sociale può essere la maschera dei vuoti di cui non vuoi occuparti.
ê l’altrove.
ma il qui è con te stesso e con chi dici di amare. con la tua famiglia… con la quale puoi solo riconciliarti dentro se vuoi vivere bene.
secondo voi chi è il più forte?
colui che affronta le sue ombre e poi esce fuori intero nel mondo o colui che esce a mettere rumore nel suo vuoto per poi portarlo a casa ancora più grande?
e quali sono di più?
in che gruppo mettiamo le droghe, l’abuso di sostanze alienanti di ogni genere, i branchi, gli ultras di qualche cosa, gli intellettuali spinti, i fanatici, gli scambisti in voga,…
io dico che se non ci sono entrambe la vita non è piena. ma sono certa che se pensi di riempire i vuoti dentro per evitare di sentirli… sei di questa epoca passata.
dico che se non ti esprimi lealmente… non entri mai veramente nel gioco della tua vita.
dico che se non accetti di guardare allo specchio tè stesso senza raccontarti tante storie, se non sai dirti “io sono qui. e valgo” sarai sempre timoroso di confrontarti fuori. con le differenze. per paura di perderti.
e confrontarsi con le differenze non è “comprimersi a compiacere il mondo”… non è omologarsi in cerca di approvazione… È starci. senza confondere il tuo spazio sociale con quello intimo. e quello privato.
perché il punto non è con quante persone puoi sederti a tavola. ma con quante di queste puoi esprimere veramente chi sei.
espressione è “portare fuori”… se non lo fai non stai mai comunicando e tantomeno ascoltando veramente. un bel paradosso, vero?
…e dire che siamo ancora nell’apparenza in cui i più sono convinti che chi tace sia un grande ascoltatore…
…hai mai pensato che chi tace stia solo accarezzando il tuo ego e il suo e prendendo i tuoi pensieri. o che sia pigro. o vile. o critico inespressivo.
…hai mai pensato che chi ti offre una opinione scomoda abbia stima della tua capacità di riceverla… o che chi parla tanto si esponga…
… ti sei mai chiesto cosa pensi di te al di là della parola?
…hai mai avuto a che fare con il lieve senso di disturbo che puoi creare la domanda “come stai?” Quando non puoi rispondere la verità o percepisci che la risposta non sia di interesse genuino?…
tu.  tu a che punto sei?
chi ti conosce veramente?
cosa farai a ferragosto?
…una grigliata piena rumori e di vuoti o starai con gente che puoi e che ti può guardare negli occhi… molti o pochi che siano?
buon Ferragosto!
e che tu sia con te!
coach your life!
Michela

morire per tutta la settimana

oggi penso veramente che vorrei vivere questa settimana come se non ce ne fosse un’altra…

sì: ho voglia di morirla. tanto. 

e ho voglia che quelle poche, pochissime persone che dicono di amarmi facciano altrettanto. pensando di amare anche sé stesse – mentre lo fanno.

no, non voglio passarla da sola. non ho mai voluto passare da sola i momenti più vivi di questa mia esistenza. 

è una mia caratteristica.

so stare da sola. lo sono stata per molto tempo. ancora ci sto.

ma non ho voglia di fare tutte le cose solo per me. non ne trovo senso alcuno.

desidero ardentemente sperimentare la purezza della parola amore. e condivisione.

sulla base di un presupposto unico: dividere e condividere sono due universi opposti. in contraddizione.

è impossibile dividere e condividere contemporaneamente. se ti senti uno dividi. se ti senti più di uno condividi. se divido vado. se condivido resto.

desidero presenza. genuina. generosa. abbondante.

e voglio sentirmi libera per sempre di dirlo a voce alta. fiera.

amarsi significa riconoscersi. e riconoscere. senza scuse. senza fughe. contemplando tutto quello che può accadere in ogni incontro come un grande immenso atto di Vita. e mi riferisco ad amar-si (sé) e amar-si (tra)

sto parlando di rispetto per la vita.

sto parlando di coraggio. della musica del cuore.

la Bellezza non può esistere se non nella completezza del presente.

ho fame e sete di bellezza.

ho il cuore che lacrima per quanto ancora sono lontane le persone in generale dall’essere nell’uno e mi affatica il pensiero quando vedo i molti nella solitudine.

ho voglia di dare un calcio a tutto quello che mi fa perdere tempo.

ho voglia di scrivere progetti di lavoro e alla fine di una mail poter semplicemente scrivere “sceglimi o passa oltre con garbo”

gli equilibrismi di questo mondo ipocrita con sé stesso.

le bandiere della libertà che schiaffeggiano chi la pensa diversamente.

chi si nasconde dietro una passione solo per alzare il dito.

tutti i presupposti di imbroglio su cui basa ogni singolo pezzo di carta che circola in questa nazione

persone che si separano e usano i figli come tritacarne dell’adulto con cui li hanno creati

guaritori che vogliono che i clienti guariscano per riflettere l’immagine delle loro bravure

uomini paurosi che additano le donne invece che amarle come fiori

donne che hanno le palle ma la biologia dice che abbiamo le ovaie

il mio gridare quando voglio solo essere abbracciata

andare quando è tempo di restare.

I matti emarginati perché dicono le verità scomode

e altro altro ancora …

Dov’è l’essenza?

Perché usare il finto garbo evitando di dire semplicemente quello che è quando quello che è è una delle poche disillusioni che possono veramente aiutare il prossimo a reggersi meglio nella sua grandezza?

ho un fiore di orchidea davanti. qui. nel mio studio. al caldo ventilato da un vecchio ventilatore che avrà girato almeno per duecentomila ore.

una pianta che è vissuta 3 volte per gratitudine. è venuta con me in 3 case. è stata secca. storta e spesso sola. ma le ho dato fiducia. e ogni tanto mi ringrazia con un fiore.

credo sia bellissima solo perché non ho mai voluto che fosse bella. ho lasciato che lo fosse.

ha lo stelo che cresce storto. Tutto buttato un po’ a lato. Perché non ho avuto la prontezza di legarla al suo bastoncino. Il bastoncino c’è. E lei anche. Sfrontatamente bella. Storta. E bella.

 

Ho il ciclo. E sono nervosa. Triste. Sgomenta. Ho caldo. Mi sento bene. So che tra qualche minuto potrò sorridere. Basta un soffio di vita e tutto cambia dentro una donna avvolta nelle sue emozioni…

È un esercizio? È un bisogno? È un’attitudine? Non lo so.

Non credo più di volerlo sapere.

I momenti migliori della mia vita – e di altri che me lo hanno raccontato – sono accaduti quando mi sono concessa il lusso di non voler sapere.

Quando mi ci sono tuffata dentro. Intera. Senza paura. Senza inganni se non quelli che non vedevo…

Se guardo indietro riconosco che ho commesso tanti errori. ma non c’è niente che vorrei cambiare di quello che ho scelto di fare. E di quello che non ho scelto… non so. Non si può cambiare la propria vita. La Si é! Si può onorarla per tutto il tempo che resta.

È quello che non facciamo… che rimane qui… ci resta addosso come una ragnatela.

È la cosa buffa della vita. Ti può percuotere con le cose non fatte… credo dipenda dal fatto che… andavano fatte

Io sono nata perché lo volevo. Non sono figlia dell’amore più sano. Sono figlia di due adulti imperfetti. Il problema non sono state mai le loro imperfezioni… è stata la ciecità. È stata l’incapacità di accettare le regole del gioco della vita: se fai il cieco potrai pensare di aver calpestato una merda. Ma aprendo gli occhi ti potrai rendere conto che era una persona…

Aggrappati l’un l’altro non si sono mai detti “ti amo”… si sono picchiati, disconosciuti, rincorsi, tenuti… e ancora adesso che uno dei due è morto…è reso vivo dal rammarico, la colpa, l’incapacità di riconoscere il sentimento che sta sotto ogni legame…

Ogni persona ha un suo mondo. E il mondo vero è dato dai fatti compiuti da queste persone… se da questi fatti nascono figli… altri mondi si aggiungeranno in parte simili, in parte nuovi e diversi… così via, all’infinito

Se immaginate l’incontro tra un albero e la terra… potete rendervi conto che all’inizio – quando sono albero e terra – sono in un equilibrio individuale. Diviso. La terra non ha solchi. L’albero ha radici che scorrono libere.

Quando viene piantato… le radici dovranno farsi spazio. La terra potrà fare opposizione. O potrà ritrarsi, facendolo vacillare.

È un moto dinamico continuo… sembra difficile… eppure un albero quando ben radicato risorge, cresce e si espande grandioso nell’aria e la terra ne risulta più bella.

Ogni incontro è terra e albero. Sgomitando e basta non vivremo bene. Dobbiamo amalgamarci in un nuovo “uno” tra albero e terra… senza paura di disconoscerci…

Lo spazio è molto, moltissimo se ci immaginiamo liberi. Se decidiamo di crescere rigogliosi mettendo le nostre forze in un’unica onda… albero e terra…

non è poesia tutto questo?

è forse meglio continuare a paragonarsi con chi fa diverso e tentare di buttarlo giù, fuori o lontano? O continuare a muoversi da soli invece che riequilibrare la danza?

Cosa c’è di bello nel vincere soli e comodi additando i peggiori in qualcosa?

Dove sono le emozioni?

La compassione richiede vicinanza. Mi è impossibile pensare di dovermi difendere da chi ho vicino. Voglio essere tenuta in considerazione e tenere in considerazione. In un reciproco.

Col presupposto che la soluzione migliore è quella che non sappiamo ancora… perché verrà proprio perché ci siamo incontrati.

La creatività non è imporre la propria visione. La creatività è avere spazio per esprimere la propria visione, ascoltare presentare l’altra e accettare quel po’ di rischio che comporta mettersi – diversi – uno vicino all’altro e decidere la strada.

Unire e condividere. 

Non importa se sei il mio vicino di casa. Il mio cane. Il mio gatto. Mia madre. La mia amica o il mio uomo… c’è un pensiero solitario che va percorso per poi essere abbandonato… tutto là…

Convivenza. Vivere con.

A presto

Michela

due parole. voce del verbo Amare

“ho scritto Ti Amo sull’erba… “

le parole d’amore sono belle… e dirle è un atto di stravolgente bellezza…

e comunque… “parlare d’amore” è riduttivo, bisogna amare e basta.

amare. amare richiede coraggio. Coraggio.

Coraggio di spegnersi completamente per poter vedere la sostanza di sé E dell’altro, con le sue ombre. Con tutto.

Ti alzi la mattina e ami, vai a fare la spesa e ami. Inciampi per strada e ami. Incontri un sorriso e ami. Ami e senti che puoi.

E poi ami il tuo cuore. Il tuo essere… e dedideri sentirti amatosono due cose. Non una. Amare e essere amato.

Viviamo nella costante attenzione all’amore… distorta dal tentativo di definirlo. Ma come può definire una farfalla? La sua bellezza. Il suo essere. Ciò che può trasmetterti?

Anche se sei imperfetto 😉 hai amore dentro da DARE. e Anche se sei imperfetto 😉 hai amore fuori DA RICEVERE. Codici diversi magari… ma tutto alla fine riporta alla nostra essenziale voglia di essere vivificati. Resi vivi. Nel mondo. Per come siamo e contemporaneamente per come sentiamo di poterci trasformare.

Vivere nell’amore è riconoscerlo in ciò che c’è… semplicemente perché lo lasci risuonare… e espandersi per amare ancora di più… 

In qualsivoglia forma…

Nessuno può dirti cosa è o cosa non è vero amore. Perché quando lo sta facendo non sta nel cuore, ma nel pensiero. Non sta amando. Sta teorizzando.

Nel pensiero stanno le trappole più grandi che limitano ciascuno di noi. Tutti. Maestri compresi. Loro di più…

Amare è fatto di atti… molti dei quali stanno fuori di te e al di là della parola. Partono dal cuore per arrivare da qualche parte… fuori… o dentro…

Amare sé stessi è un atto altrettanto coraggioso e richiede di spegnere completamente tutto ciò che arriva dalla mente e da fuori, per potersi vedere. Liberi. Nel nostro essere. Riconoscersi.

C’è così tanta strada da fare semplicemente con questo scopo… che ci è data tutta la vita… e quando finisci muori. Muori perché c’è qualcosa di te che non hai amato completamente e al quale non sei riuscito a dare una occasione… Non c’è altro: l’altra morte, quella in cui hai semplicemente finito… quella ti lascia col sorriso.

in questa immensa vastità dell’amAre… è altrettanto un atto d’amore concedersi il diritto di desiderare di sentirsi amati da altre persone. A sfumare apprezzati. Stimati. Riconosciuti come esseri…meritevoli d’amore.

E’ un’altalena. Io. Tu. Noi. Voi. Loro…

Viviamo tutti con le nostre altalene vedersi e vedere… e nel mezzo scivolano le nostre paure… anche esse fanno parte di noi. E meritano di essere amate perché solo così le potremmo lasciare andare.

Non ci si libera da una paura cacciandola. Tornerà dalla porta segreta nel futuro. Ce se ne libera osservandola. Vedendola. Riconoscendola.  Salutandola. E’ un commiato. E quando va via ci sentiamo espandere… dal cuore. E da lì possiamo vedere ancora meglio…

Il cuore brucia quando chi dice “ti amo” svanisce. Perché? E’ un incrocio fuori dall’amore… Per quale arcano motivo alcune persone hanno così tanto bisogno di sfuggire gli adii… se non perché non amano abbastanza… non l’altro. Non quello da cui sfuggono. Non hanno abbastanza esperienza di Amare. sé e l’altro al contempo…

Amare è nell’eterno…

Se ami… ami. Non ci sono altri spazi. Perché già questo è immenso.

E poi c’è la pratica… <3

Buona estate