un giorno da leoni…

“meglio un giorno da leoni o mille mediocri?”

e se avere coraggio di vivere un giorno da leoni ti portasse agli altri 999 da leone? …

stamattina mi sono svegliata pensando a cosa farei se buttassi fuori interamente il coraggio…

a volte questo pensiero può essere controverso. a me succede così. a parecchie persone che incontro succede così. anche a te? o a qualcuno che conosci?

intendo dire…hai notato anche tu che puoi desiderare una tranquilla serata davanti al fuoco in buona compagnia e dopo pochi attimi immaginarti in una avventura grandiosa. un viaggio. il ‘mollare tutto’. l’andare dall’altra parte del mondo senza paura, senza ‘sapere’…?

cosa succederebbe se ‘mollassi tutto’ adesso? ora. quale ‘adesso’ accadrebbe in questa precisa giornata?

la sensazione più buffa di questo pensiero è che mi fa venire in mente la minamì. la matite a cui si aggiungeva una punta, una punta, un’altra punta.

uno tira l’altro.

ogni giorno è ‘adesso’. e ‘adesso’ cambia.

‘adesso’ stai in un prato bellissimo con una persona che ti piace davvero tanto e il tempo si ferma, capovolto dal sangue che pulsa più forte, dal battito del cuore…più denso. dall’altalenarsi dei pensieri. e dalla sensazione di fondo che vuoi che tutto duri ancora un po’… e due ore si trasformano in una giornata…

‘adesso’ è nella tua terrazza, mentre leggi un libro immerso nella tua solitudine.

‘adesso’ è mentre sbrighi le faccende quotidiane

‘adesso’ è al decollo dell’aereo che hai preso. o in una pasta con amici.

‘adesso’ è mentre fai un corso. rispondi ad una domanda che ti viene posta sapendo che renderà quella persona un po’ più libera.

e poi ci sono gli ‘adesso’ che continui ad immaginare. i più grandi forse. quelli che ti travolgono completamente e non ti fanno perdere la strada molte volte. perchè quando ci stai dentro dimentichi tutto quello che ‘non c’è’…perchè c’è TUTTO e NULLA. ASSIEME.

dove si nascondono?

i grandi progetti in cui puoi esplodere nel tuo completo coraggio. quelli che suscitano la tua ammirazione negli altri. o l’invidia… proprio quelli che la ‘ragione’ può farti sembrare impossibili, incoscienti, irragionevoli… quelli rispecchiano la tua vera natura…

c’è da chiedersi per quale motivo dovresti rinunciare proprio a quelli…MENTRE DI FATTO HAI PASSATO TUTTA LA VITA INCONTRANDOLI...nelle più varie forme sia che tu te ne sia accorto o no.

il giorno da leoni è quello in cui vivi ascoltandoti pienamente. è l’UNICA GRANDE IMPRESA POSSIBILE.

coraggio. una parola che viene dal cuore. SENTI… e poi…AGISCI.

UN GIORNO DIETRO L’ALTRO. DENTRO UN SOGNO. IN VIAGGIO VERSO IL DESIDERIO PIU’ INTIMO. QUELLO CHE ‘SAI’ CHE E’ IL TUO. CHE E’ TE.

anteprima

in autunno il primo (davvero) evento coachyourlife di benessere personale sui tuoi paradossi, le tue favolose e dispettose contraddizioni e quelle che ti circondano.

come accettarle per uscire dalla teoria, per un vero allineamento testa-cuore.

se hai curiosità e coraggio iscriviti! 🙂

scrivo così. come viene da dentro. scusami se non uso un linguaggio formale da addetti. lancio un messaggio e spero davvero che tu che leggi lo colga. che ti faccia battere il cuore. avere ‘quella’ fitta. pulsare una vena. magari quella sul collo…

questo corso richiede di avere una certa apertura a conoscere la profondità della propria natura.

è per spiriti coraggiosi e liberi. desiderosi di affondare completamente i piedi nella terra in cui camminano, di respirare pienamente. di agire partendo da sè. davvero. sempre. non solo quando è facile. è per coloro che sono disposti e desiderano Sentire le loro sensazioni. con un corpo accesoa provare un brivido di emozione e lasciarlo affiorare completamente. a lasciare scivolare una lacrima. a raccontarsela TUTTA. a stare in silenzio. quello pieno.

se sei tra questi. se sei stanco di vivere nella minestra che “spesso ti raccontano”. se vuoi ‘connetterti’ alla tua natura. al tuo essere. o se già hai mollato gli ormeggi e vuoi venire a raccontare la tua esperienza. non importa che ti sia stata offerta dalla vita o da un corso. o se senti che sei nato così…è vuoi ES-PRIMERE manda una mail con le tue motivazioni al mio indirizzo personale michelaepifani@coachyourlife.it

in agosto intanto un’anteprima con una giornata nella natura. per cominciare a lasciare il pensiero.

staremo bene. questo è sicuro.

Michela

il tunnel

stamattina una persona a cui voglio molto bene mi ha scritto  “vorrei credere in me almeno la metà di quanto ci credi tu”  e poi…

“non credo sia un tunnel così lungo”

beh, se lo dice una persona che ami ti si stringe il cuore. Davvero.

A me è capitato così. Hai un istante in cui vorresti solo che quel problema non esistesse, lo trovi ingiusto, dannato…e desideri prendere tutte le forze e le magie del mondo e togliere quella persona dal suo problema…SUBITO!

poi l’istinto mi ha riportata a quella parola scritta così… TUNNEL. è affiorato un sorriso sulla mia faccia!

“è positivo che si senta in un tunnel. Un tunnel ha una via di uscita. Prima o poi finisce. Magari non sai quanto lungo è ancora, ma ha una via di uscita!

non è un buco. non una caverna. è un tunnel!

mi sono ricordata di quanto forte è un uomo. anche quando non se ne rende propriamente conto… sente dentro uno spiraglio.

non è un pensiero nuovo. non sto inventando nulla. ne hanno anche scritto una canzone… è il significato di questa parola pronunciata proprio da chi ci sta dentro nel tunnel. e di cosa accade a chi sta fuori…

se stai nel tunnel…hai una via di uscita!

segui l’istinto. segui lo spiraglio di luce. vai avanti toccando il muro. piano. forte. a tratti. comunque ti senti. c’è un’uscita. c’è l’uscita. è un tunnel.

poi…al massimo, se serve, fatti aiutare da qualcuno che ti ricordi che il tunnel ha l’uscita. che te lo faccia attraversare più veloce!

un fiume di pensieri.

un sms “…sarà anche un tunnel, ma non ci sono mica gli autovelox”

MOZZARELLA DI BUFALA…Italiana :-)

credo che ingigantire (con le tecniche di comunicazione che – ovviamente – conosciamo) la propria esperienza di trainer o coach (o qualsiasi altra cosa) sia una chiara dichiarazione di inesperienza, oltrechè un’offesa all’intelligenza delle persone che conoscono un po’ di semplici basi di ‘analisi lo…gica’ grammaticale e sanno pensare (ovvero tanttissimi!)
non serve la pnl per notare che:
“…a cui il maggior numero di persone in Italia affida la sua formazione…” oppure ” è l’italiano con maggiore esperienza nel settore del team coaching” contiene dei SUPERLATIVI RELATIVI…non dimostrabili. semplicemente.
credo che TUTTI i miei colleghi e conoscitori della PNL saprebbero porre domande di precisione sulle suddette affermazioni…vogliamo giocarci?

nel mio piccolo, come coach e consulente di crescita personale, senza primati in mente (se non la scimmia che volevo da piccola al posto del cane) benchè capisco che vi sia una parte di vendita anche nel nostro lavoro, mi chiedo se sia questo il meglio di sè che alcuni miei colleghi sanno presentare per invogliare le persone a costruire il mondo bellissimo e pieno di valori che presentiamo nelle aule…

così…tanto per pormi liberamente una domanda stamattina… 😉

BUONGIORNO!

Glamour di febbraio…a pag 148 Coachyourlife

a volte capita che le circostanze portino dove non pensavi di andare! a volte sono belle circostanze. 🙂

e mi ritrovo su GLAMOUR  con 10 STEP PER FARTI VALERE SUL LAVORO!

Non che questo articolo cambi il mio pensiero rispetto al significato profondo che ha il mio lavoro e a quelli che io considero risultati…quelli che mi comunicano le persone che vengono da me. Loro: i protagonisti delle loro storie.

Però è stato bello. Mi sono divertita a rispondere alle domande. Mi sono sentita frizzante come un’adolescente nel dire a tutte le mie amiche e amici “Comprate Glamour di febbraio”.

Ho riso di pancia sinceramente quando passavo in edicola e…non c’era… chi mi segue su Facebook lo sa! 🙂

L’articolo è uscito e vedere la mia faccia lì mi ha fatto piacere. Questa rivista è la più letta dalle trentenni!

Ho comprato diverse copie. E poi… ho constatato che il successso di stampa è freschezza. E che è piacevole abbinarlo al successo con le persone. Far succedere le cose migliori nelle loro vite…e poi lasciarli andare. Fieri.

Uno dei due non può esistere senza l’altro, per me. Mentre uno può.

Sarò fiera ogni volta che mi capiterà di poter trasmettere il mio messaggio. Ed essere utile.

E’ fantastico pensare che anche una sola persona tra le migliaia che hanno letto uno dei 10 punti a pagina 148 e può avere scoperto come sentirsi meglio nel luogo di lavoro. Come non farsi sopraffare dalle critiche.

So che potrebbe sembrare banale…ma io la penso proprio così!

Spero ne verranno altri. Chi lo sa Glamour US :-))) e intanto continuo a pensare a quella piccola goccia di ricchezza che ogni persona riesce a mettere nel mare della sua vita. IL SUCCESSO.

E voi, di cosa vorreste sentirmi parlare? Lavoro, amore, sesso, relazioni, sport, tempo libero…

fidarsi

Da tempo rifletto sull’inconsistenza generica e il dualismo insito in molti concetti. Definizioni astratte che dovrebbero orientare, mentre spesso confondono o portano contrasti…

‘rispetto’, ‘onestà’, ‘libertà’, ‘correttezza’ …Sento che non basta constatare che ciascun individuo ha i suoi criteri soggettivi in cui riconosce questi Valori come attesi o disattesi.

E’ una base, sì. I valori. Chiarificati davvero.

Alcune persone non sono neanche ancora arrivate a questo, mentre vivremmo tutti profondamente meglio essendo consapevoli di questo ‘campo soggettivo’ con cui ci muoviamo. E faremmo vivere meglio anche gli altri.  Con meno giudizi. E più ascolto. Reciproco. Soprattutto.

Ma quando penso alla Fiducia, tutto cambia per me.

Ti sei mai chiesto cosa significa veramente fidarsi?

L’atto in cui vivi le cose, le persone, tutto…in quello spazio in cui ‘credi’…

Se mi spingo in questa direzione mi accorgo in modo sempre più significativo che il fidarsi si rivolge essenzialmente solo a sé stessi…mentre spesso lo si guarda fuori da sé.

“Mi fido di te…”

Quando accade non stai facendo altro che fidarti semplicemente di te? Del tuo sentire su quella persona, circostanza. Del tuo scegliere di entrare in contatto con qualcuno, per esempio…

Nel momento stesso in cui dici a qualcuno “ti rendi conto che mi sto fidando di te” o gli chiedi “posso fidarmi di te?” quello che sta accadendo è proprio il contrario, c’è qualcosa che ti impedisce la fiducia, quella completa, l’unica… ed esci fuori…in cerca di una rassicurazione, di un dettaglio in più…

Quale dovrebbe essere l’atto naturale se ti accorgi che la tua fiducia ha una flessione, un freno? Fare un passo indietro o semplicemente rivalutare il tuo sentire.  Parlare anche sì…ma poi devi tornare dentro…e decidereè lì che accade la fiducia…

Tutto succede grazie alla fiducia… che non è altro che un sinonimo di ‘credere’…

se non sai farlo, non puoi che impararlo…acuire quel senso…

Quando avevo 12 anni ho commesso un errore… di fiducia. Uno di quegli errori che segnano la vita. Questo errore ha toccato profondamente la mia fiducia e forse per questo ho osservato e riosservato cosa accade in me e negli altri in questo spazio. E forse per questo ho imparato ad osservare tanti dettagli. Tantissimi…

Nel corso del tempo tante volte ho constatato la contraddizione. Il credere che ti stai fidando. E il notare che, ad un altro livello, ti stai comportando come una persona che non si fida… A volte non riuscire nemmeno a notarlo…e perdersi nei segnali esterni…

Non importa quali siano le circostanze…

Quello che accade è che nel momento del confronto con il mondo esterno, con le persone, con un’amica, un cliente, un uomo…più cresce il rischio, la paura, il desiderio di non sbagliare, il voler evitare la sofferenza, a te, agli altri…soprattutto… più  tutto questo è ‘tanto’, più inizia quel movimento contorto e contradditorio attorno alla fiducia

Mi sono chiesta spessissimo – avendo questa attitudine ad osservare le ricchezze e le paure degli altri – fino a dove corresse la mia responsabilità e fino a dove stesse quella dell’altro…

Solo di recente ho ‘compreso’…quella comprensione che sta dentro…nello scrigno segreto di ogni uomo, di ogni persona…che l’essenza di tutto sta nel comprendere che la fiducia è personale, intima e nulla fuori può accadere per evitarti di entrarvi in relazione davvero…se quello che vuoi è vivere le tue esperienze pienamente…se ami “uscire  dalla scatola”, se credi che sia un tuo diritto…

Il fidarsi è ‘silenzioso’ dentro…c’è un momento in cui ‘vivi’ il momento che hai scelto di vivere…completamente…

Quando ti fa stare bene…ci stai… è un crescendo stupendo, soprattutto se si tratta di un’incontro con un altro essere umano…

“farsi del male” od “essere feriti” è una cosa che non si può evitare con certezza, esiste semplicemente nella mente…rispetto a ciò in cui credi, a ciò in cui ‘credi di credere’ e a tutta una serie di arzigogolate sensazioni e pensieri che girano dentro di te…e calibrano la tua presenza nel mondo esterno…certo…se il dolore è tanto, è difficile accettarlo…la ferita di altri dolori si può riaccendere, dolori che pensavi placati…ti rendi conto che sono ancora lì…e che  il tuo atto di fiducia ti ha portato in quel posto…

ma non c’è nulla altro da fare…è una cosa tua…è da lì che riparti, ti muovi, riascolti…perché non c’è nessuna altro posto, nessuna altra persona che possa decidere per te…la prossima volta…

perché se vuoi vivere veramente con gli altri…il come e quanto svelarti lo deciderai tu…ma sempre svelarti vorrai…altrimenti a che ti serve un incontro? Farti riconoscere qualcosa di te…esprimere spontaneamente…uscire fuori…

c’è forse un unica cosa che può sembrare rientrare nel campo dell’altro: è ciò che ti viene detto. “Posso fidarmi di te?” Il ‘credo nelle tue parole’…ma si sa…la parola non è tutto. Anzi. Non è che un piccolo pezzettino e ormai molti sanno che quel pezzo è un pezzettino…che va raccordato con il resto. Ciò che vedi o percepisci. Il corpo cosa dice?

Il corpo mente molto meno della parola…

E quindi tutto torna a te… tra te e te…

Quello che è accaduto fuori non è altro che un errore o un’esperienza senza riscontro con la tua essenza…ovvero un risultato diverso da quello che ti aspettavi…da quello che credevi ‘potesse essere il risultato’…prima di cominciare…

Credo che sia tempo di rendersi conto che aspettarsi dagli altri questa fiducia che deve nascere dentro noi stessi, è un’inganno alla nostra realizzazione.

Senza fidarsi – ovvero senza esercitare quell’intimo atto di ascolto verso noi stessi – nessun amore è possibile, come non è possibile nessuna azione che contenga la tua ricchezza, che porti ad emergere una tua dote o a realizzare un tuo sogno o un impegno…che è vivere nel tuo essere e lasciare che esploda, che si manifesti. Com’è. Dalla sua essenza.

e mentre scrivo…ho un po’ bruciato l’arrosto! 😉

i grazie…

grazie michela…porti sempre un ventata di pensieri positivi… (Federica – Fotografa…e Fata)

alcuni grazie che nascono da pochi scambi di parole, mi sfiorano a pelle come una carezza.

perle, aforismi e metafore

spesso mi vengono in mente frasi simboliche, piccole metafore che sintetizzano un pensiero.

una persona che conosco le chiama ‘le mie perle’. Io stessa non saprei in che altro modo classificarle dato che possono riuscire ironiche, melanconiche, provocatorie e in mille altri gusti!

Rileggendole una a seguito all’altra nei miei quaderni, su Facebook e qua e là, in effetti forse vale la pena raccoglierle in uno spazio che è già mio.

Quindi eccomi a creare una nuova categoria del sito “perle, aforismi e metafore”

Non mi sbilancio su cosa ci troverete. Nè è mia velleità ascrivermi all’universo dei filosofi moderni!

Intanto le scrivo e vediamo come vi fanno compagnia. E poi lo direte voi. Se vi è piaciuto fare un saltino sulla pagina per trovare la “perla del giorno”, se le avete trovate utili o se le avete ‘messe addosso’ a qualcuno cui vestono a pennello. Qualsiasi sia il ritorno, vi sarò grata se vorrete lasciare un commento in modo da dosare gli ingredienti di questa nuova ricetta del 2011.

Buona lettura e buon divertimento!

essere

è incredibile quando ti ritrovi a chiudere il cerchio della banalità ritornando ad essa…

…ho sempre amato argomentare, riflettere sul senso della vita… ultimamente leggo concetti, idee e teorie di vita, sul futuro, il ruolo dei giovani, ecc..e mi ritrovo a constatare che nulla ha senso al di là del concetto.

…sono solo concetti…il futuro, il presente…l’ovvio…il banale…

il banale cessa di esistere quando smetti di riscontrarlo, di commentarlo…quando entri nella banalità e ne fai esperienza in modo diverso…e semplicemente te ne rendi conto…

e nulla più è necessario…nessun concetto è realmente vivo, perché nasce e muore dentro un momento, una parola…

è un mandala che si compie…

il pensiero tende a spegnersi, non perché non ve ne sia uno, ma perché ce ne sono molti e dinamici, così mobili che è difficile e faticoso fermarli, anche solo per il tempo di trascriverli…come questo momento…

non mi viene in mente altro che la parola vivere…nel suo senso più completo…come mai l’ho sperimentata prima quando ero così intenta a farlo nel modo giusto…

se potessi disegnarmi ora farei dei tratti a matita con infinite sfumature che descrivono spazi..

è il presente questo? Quando non vi è più il futuro, quando nulla sembra essere così importante, quando ciò che accade accade…sei nel presente…

è una constatazione…un momento che accade nel corpo…mentre ancora la mente cerca di afferrarlo per farsene qualcosa…è già scivolato via…

è incredibile essere arrivata qui, mentre fuori è simile a prima,…in questo non so dove…in cui non è la disperazione o il dispiacere o la scontentezza o il cinismo, né la felicità…è semplicemente qualcos’altro…che ha il suo fascino se lo lasci accadere…

non sempre si riesce…la mente fa capolino…la mia forte mente…compagna di viaggio da quando ricordo…la risposta pronta, l’analisi…quella dettagliata analisi di tutto ciò che mi circondava…l’esigenza di portare comunque tutto sulla terra…in un concreto…

una persona che ho conosciuto da poco mi ha detto che quando mi ha incontrata la prima volta si è chiesta che cosa me ne facessi di tutti quegli spigoli…che cosa avessi da dimostrare…nulla. Era semplice mente…

la filosofia dice di sé che è utile per vivere la vita…non lo so…mi piace leggere…sono certa di credere in qualcosa, ora più che mai…è che quando questo qualcosa diviene riconoscibile su altri canali esperienziali…le parole non bastano, a volte non servono…sono come gabbie da cui esse stesse sgusciano fuori…

e sono sicura che sto vivendo…davvero…anche se di tutte le emozioni che provo, nessuna assomiglia più a quelle che amavo descrivere a parole, né a quelle che credevo dentro…

il sentire si fa strada su movimenti impercettibili del corpo…ti desta o ti distoglie…a tratti disturbato dal pensiero… le domande…preziose a volte…ma ora diverse…

non c’è risposta…quando ogni cosa può essere buona o cattiva al contempo… il pensiero può solo esserti di sostegno…mentre ti incammini…affidandoti…nulla può nuocerti più di ciò che hai dentro o di quello che credi di non avere…perché è con esso che farai i tuoi incontri…da dove arrivi…come quel qualcosa sia entrato in te…non lo puoi sempre sapere…puoi solo constatare che è lì…è parte di te…se ti ci fermi sei il passato, se ti ci abbandoni il fiume ti porta dove puoi, dove meriti, dove hai bisogno…imparerai qualcosa. Non importa se è una persona o un’esperienza. Un tocco. Un oggetto…

quando nulla conta veramente allora inizi a percepirne il contatto…

molto molto altro sta accadendo…mentre scrivo…e inevitabilmente scelgo le parole, i pensieri…

spero che queste parole aprano una traccia nuova o utile di qualcosa che sta accadendo dentro di te mentre leggi…è il meglio che possono fare…e l’unico intento che ho mentre le lascio qui…

se hanno aperto una luce guarda, se hanno trasmesso confusione percepiscila, ma non lasciare che siano te se non in quello che possono diventare tue…

nell’universo c’è posto…altre più adatte arriveranno…cammina oltre o tienile…è lo stesso…tu comunque stai già accadendo…

e ridi, scompigliati ogni volta che ne hai occasione…mentre ridi non pensi, ci hai mai fatto caso?

Il successo è il tuo posto in prima fila.


Ricordo quando ho iniziato – non senza difficoltà e paure– a lavorare come libera professionista.

Ottobre 2000: sono tornata a casa dall’azienda e ho detto a mio marito “voglio licenziarmi e fare la consulente. Lavorare negli incroci. Non per diventare ricca,  voglio creare equilibri”.

Lui mi ha guardata – chssà come mai 🙂  – perplesso! E con il suo solito fair play mi ha risposto: ”va bene Miki, quello che vuoi tu”

Il giorno dopo – venerdì – mi sono licenziata e il lunedì ero a casa.

L’ultimo giorno sono rientrata a casa, mi sono sdraiata sul divano. Al buio. In silenzio. Come se avessi dovuto lasciare sedimentare quei 6 anni e ‘rigenerarmi’.

Dopo 6 anni ad assumere, valutare, licenziare, organizzare persone in azienda. A costruire progetti di formazione efficaci ed altri meno. A vivere la mia vita e ad ascoltare le storie personali di quella degli altri. Storie spesso difficili da raccordare a quelle aziendali, altrettanto.

Mi ero semplicemente convinta che si poteva fare qualcosa per far sì che ciascuno esprimesse il suo potenziale assumendosene però la responsabilità. Davvero.

Liberi e responsabili.

A chi sia mai successo di ricevere una lettera di dimissioni da un ragazzo disabile e di leggere dopo una manciata di giorni sul giornale che quel ragazzo si è buttato da un ponte, credo sappia distinguere la motivazione che porta a fare questo lavoro dai problemi di business, dal farsi notare, dal fare un cliente in più…

Troppo facile con un esempio così di impatto? Forse.

Infatti questo processo accade ogni volta. In ogni ‘caso’. Nessuno ha il diritto di giudicare chi ha maggiori difficoltà rispetto ad altri. Ed è opinabile che sia possibile farlo in assoluto.

Ognuno dentro di sé percepisce e valuta sé stesso e – come può –altri.

A volte – come capitava a me – hai il compito di valutare, scegliere. Dire di sì. Dire di no.

Non so se in questi undici anni mi sono mossa completamente bene nello sviluppare il mio business. Forse potevo fare di meglio. Posso fare di meglio. Si può sempre fare di meglio.

Senza perdere sé stessi e i propri valori e senza dare la colpa a tutto il resto del mondo.

Ho la certezza di aver aiutato tante persone. A volte facendo qualcosa per loro. Altre lasciandole nella loro situazione senza la fretta di fare un cliente.

Personalmente credo sia difficile.

La competenza e l’attitudine non sono date da un corso, da una specializzazione. Più che altro sono date da come ti senti dentro come persona.

Da quello che credi di avere risolto di te. Dalla tua onesta autoconsapevolezza. E da un ascolto speciale.  Ovvero da fino a dove ti ascolti. Ti com-prendi. Onestamente. Fino a dove cogli i tuoi bisogni per poterli disgiungere dagli altri ed oltre a quali sei libero veramente di stare con l’altro.  Dalla capacità di mediare se ci sono più ‘altri’ coinvolti. Sempre in azienda.

Solo dopo vengono le capacità di essere smart nel business e quant’altro.

Ogni volta che incontro una persona, che sia un privato, un imprenditore, o un gruppo la cosa più difficile è innanzitutto rispettarlo come essere umano.

Vedere la persona. E da lì partire.  Non è semplice.

Il reticolo di passaggi, scambi, confronti tra te e l’altro è un continuo.  La profondità delle persone non è sempre uguale. E sempre ti chiedi fino a dove è giusto spingersi nel rivelare ciò che vedi. La realtà è dinamica… i concetti sono sempre generalizzazioni. La persona però è lì. E’ viva. E’ lei e solo lei. E tu sei tu.

Non c’è altra certezza che due individui sono in relazione. E uno dei due è – come dice la psicanalisi – il soggetto supposto sapere. Supposto però e pur sempre soggetto!

Alcuni a volte ti fregano! O cercano di controllare tutto. J A volte le critiche che ricevi sono proprio significative di dove sono fermi. Altre ti rendi semplicemente conto che una parte di te è più toccata. E allora nasce la sfida. Quella più significativa.

Mi hanno detto di recente che il mio approccio è difficile. Lo so. Ma quello che rimane alle persone con cui lavoro è lì, solido. E soprattutto se ne fanno ciò che vogliono. Con o senza obiettivi!

Quello che accade quando lavoro con una persona è che i risultati sono veramente suoi. Non ci sono stampelle. Gli appartengono per sempre. A volte non sono un titolo sportivo o solo un incremento di fatturato. Sono anche e soprattutto una crescita umana che consente a quella persona di fare serenamente le sue scelte.

A volte sono solo questo. E dire “solo” è un ardire.

E’ la libertà di percepirsi migliori svincolati dai risultati pratici previsti. Pronti a riscontrarne altri inaspettati.

Liberi. Da quanto induce così spesso l’esterno. L’ambiente. La spinta alla performance interpretata in superficie.

Io voglio che quel merito resti al ‘cliente’. Alla persona.

Spesso non perdo tempo a farmi scrivere un feedback. Adoro riceverli, sì.

Ma perché inserirmi in un celebrare a volte così intimo? Io resto in morbida attesa. A tifare. Ad osservare. A volte risultati impercettibili prendono forma. In una telefonata, in una lascrima, due righe o parole trasmesse ad altri. Altre prendono semplicemente posto. Posto nella vita del cliente. Che è pronto ad andare. A fare senza di te. A dimenticarti a volte… buon segno.

Anche se a scuola ci insegnano che i feedback servono per vendere. O per trasmettere ad altri racconti rassicuranti.

E’ così. Accade che cominci a percepire che stanno evolvendo. Vedi quello che si separa, mentre prima era imprigionato. Vedi quello che cambia lavoro. Quello che fa le foto in alta montagna senza paura. La ragazza che parte… Gente normale. Che continua la sua strada.

E’ una gioia immensa. E’ la libertà che hai contribuito a fargli trovare.

E’ davvero fantastico quando ti ringraziano. Quando ti scrivono.

Ma quando non accade semplicemente tu devi sapere che hai fatto il tuo pezzo e loro il loro.

E se questo è accaduto è accaduto principalmente in loro.

I risultati del mio coaching non sono miei. Sono delle persone che accompagno.

Il marketing è un’altra cosa…e lo so… ci vuole il compromesso.

Ma è l’anima che lo suggerisce e noi ‘operatori al servizio degli altri’ dovremmo esercitarci ogni giorno…ogni giorno.

E ringraziare noi stessi e i nostri personali coach per quello che ogni giorno diventiamo.

Semplicemente.

Non occorre sgomitare. Ciascuno ha il posto in prima fila nella sua vita