ieri ero a Venezia,

un pomeriggio di Tango in un Hotel al Lido.

la mattina era un’ipotesi… ero già stata a ballare sabato sera a Udine. Tanti chilometri. Prendere ancora la macchina. Fare le cose in fretta a casa…la pioggia. E’ già mezzogiorno e devo ancora finire di cucinare… meglio che stia a casa…

tutto sommato  ero per il ‘no’ quando mi ha chiamato il mio amico. Poi la sua ‘giusta’ insistenza. Un po’ il fatto che aveva già guardato tutti i programmi dei treni… mi dispiaceva anche dirgli di no…e poi quel momento in cui dici ‘ma sì dai’… deciso!

e via di corsa a prendere il treno a Conegliano. Appuntamento in stazione a Venezia.

Lui è il classico “tutto un programma”. zac. zac. zac. ritmi incalzanti. sapevo che saremmo arrivati a “destinazione”: ballare!

Con uno che è sempre già con la testa nel posto successivo, non ci sono dubbi. Prendi il traghetto. Arriva al Lido. Trova l’Hotel. Metti le scarpe. Bingo! Balla! Obiettivi…

Invece ci siamo incamminati.

“Possiamo andare fino a S. Marco e da lì prendere il traghetto. Girare un po’…”

Quante belle maschere passeggiando per Venezia distanti dal nostro scopo… Erano quindici anni che non andavo a Venezia per il carnevale (“tanto è lì a un tiro di schioppo”)

Ore 17.30… Si balla fino alle 20.00. Facciamo ancora in tempo? Sì dai. Non ci corre dietro nessuno.

Si stava benissimo. Ovunque

E’ sempre bello essere dove vuoi essere e lasciare che qualsiasi altra cosa sfumi di importanza. Passeggiando ad un certo punto lui mi parla della sera prima. C’era un evento a cui nessuno dei due ha partecipato… Ci siamo persi qualcosa? Mi è venuto naturale dirgli “Ieri è andato. Non è più importante… pensiamo a oggi…”

Quante volte nei corsi ho sottolineato o mi è stata sottolineata la teoria…

“Quando fissi un obiettivo l’importante è godersi la strada…”

Viverlo è diverso!

Siamo talmente condizionati dal fatto di dover fare qualcosa, di deciderlo, programmarlo e trovarne soddisfazione… che il momento sfugge.

Quanto ho riso ieri di questo.

Tutta una giornata che si sviluppa dentro e fuori dai programmi. Tra il fare la cosa ‘sbagliata’ e quella ‘giusta’ e rendersi conto che qualsiasi decisione presa al momento era entrambe le cose…

Mentre rientravo a casa in macchina mi sono semplicemente detta che se fossi rimasta a casa mi sarei persa qualcosa. E poi mi è spuntato un sorriso… in effetti non lo so…

So che uscire fuori. Vedere il mondo. Vivere. E’ bellissimo! E basta poco…

So che se avessi passeggiato per le calli ‘diretta’ alla mia milonga a ballare…qualcosa mi sarebbe sfuggito…

So che se fossi arrivata lì alle 18 sentendomi in ritardo… qualcos’altro mi sarebbe sfuggito…

Invece stavamo semplicemente bene!

Presente e futuro. Un alternanza che varia il suo ritmo. Cerchi dentro cerchi.

Puoi scegliere di guardare ad un futuro molto avanti o più piccolo. Puoi scegliere di disattendere i tuoi piani nel presente per un presente più ‘evidente’.

Generalmente sarà il mix che ti da vitalità e benessere.

Qualsiasi cosa – mentre rispetti unicamente la fiducia che hai in te e nell’altro con cui hai a che fare – diviene la vita che stai vivendo. Pienamente.

Pienamente significa esserci. Cosa ci metti dentro? Chissà.

Che ne dici dell’idea di pensare che siamo capaci di metterci un mix tra il noto e l’ignoto? Tra presenza e futuro.

Tra pianificare e lasciar accadere. Oscillazioni…danno onde. Piccoli punti danno una linea.

E il tutto è semplicemente bello perché ti ci senti bene dentro.

Io sogno. Sogno che chiunque possa vivere una vita piena a modo suo in pace con l’altro… Sogno che ogni giorno tutti si sfidino ad avere ragione e torto. Che si migliorino con o senza volersi migliorare. Che prendano spazio…e lo lascino.

Lo spazio. Come modo di dare valore alla vita che stai vivendo. Il posto…

Prima di andare a dormire ho pensato per un attimo a certe facce tristi che ho intravisto tra la gente. Persone mascherate a metà… non erano da nessuna parte…

E poi un pensiero ai bambini. In generale… alla speranza che sempre più adulti si rendano conto di come hanno la possibilità di far vivere tante esperienze ai bambini… fargli vedere il mondo… dentro e fuori dai programmi. Lasciare che si riempiano gli occhi, le mani e i sensi di molto.  E lo tirino fuori. Molto. Affinchè siano. Ricchi.

E ho pensato a quanto ero grata al mio amico. Che era stato un attimo nel futuro per guardare i programmi, mentre io stavo nel presente di casa mia… Per poi stare nel presente per tutta la giornata.

Non importa se hai mangiato un panzarotto con le acciughe ‘che fa male’. Non importa se hai preso un po’ di acqua in testa. Non importa… se sei stato bene…

Camminare fermandosi dentro. Fermandosi camminando dentro. Camminare camminando. Fermandosi stando fermi. Tutte queste esperienze stanno nel diritto di ogni persona da quando nasce a quando muore. Il semplice lasso… di una vita!

Buona settimana.

Ps: poi qualche tango l’ho ballato. Ed è stato bellissimo.

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