…fuori c’è ancora un bel sole che riscalda, fa quasi contrasto col freddo che inizia a sentirsi addosso in questi giorni…

non so se è settembre. non so se è questo mese che mi è sempre sembrato l’inizio della fine. la fine di un anno. la fine del periodo più gioioso. la fine dei progetti disegnati l’anno prima… il suo numero: 9. la fine. la chiusura.

so che in questi giorni continuo a pensare a come funzionano le cose tra le persone. ancora. il più delle volte. che siano contatti di lavoro o relazioni private. trovo che quando qualcosa inizia e fluisce arriva spesso il momento in cui… si perde di vista la gratitudine. e la danza dei desideri ha inizio. all’espressione si sovrappone l’impressione.

il desiderio è per qualcosa che non c’è. è viaggiare nell’ASSENZA. è stare nel FUTURO.

la GRATITUDINE è per qualcosa che c’è. accade nel PRESENTE. è la forma più essenziale di RICONOSCIMENTO del PRESENTE.

ci puoi entrare dentro per un po’. immergerti. e non occuparti più della dura legge del dare e avere. sei. puoi donarti. essere completamente dentro le tue azioni. quali che esse siano.

lo fai e ti senti bene. tutto ha un suo equilibrio e nulla stride. puoi apprezzare l’altro senza timore che questo implichi soffocare tè e puoi sentirti apprezzata senza che nulla, proprio nulla debba, essere fatto. e viceversa. tu vedi. l’altro vede. e si sta bene in presenza.

poi improvvisamente arriva lo strattone spigoloso dei desideri. il bisogno del desiderio. di cui divieni l’oggetto o il soggetto. e si rompe l’incanto. Un desiderio che nasconde la paura. la paura del presente che ti si offre DA VIVERE!

è guardarsi dentro invece che vedere fuori. e si pensa. o si è pensati. come se entrambe le cose non potessero più stare assieme. come se il dare congedasse dal ricevere. come un dazio da pagare… e invece che continuare a mostrarti inizi a sentire di dover dimostrare. e viceversa…

non puoi più assecondare il vedere, perchè il bisogno di desiderio richiede mancanza. e la mancanza viene dalla distanza.

fuggire. per essere rincorsi.

girare le spalle. per rarefarti. renderti rara. 

mi chiedo quante persone conosco che sono in grado veramente di avere una perla senza darla mai per scontata. senza possederla. senza dimenticarla solo perchè è “loro”

quante persone conosco, uomini e donne, che possono svegliarsi al mattino e riescono a considerarsi fortunati e GRATI di quello che c’è.

chi si chiede “cosa posso fare per rendere omaggio alla giornata della persona che più conta per me, per farle sapere che è importante?”

quanti vanno a letto e sono riconocenti delle persone che hanno attorno – INCLUSO SE’ STESSE – , senza che vi sia un motivo. non perchè ti danno qualcosa. non perché sono belle, simpatiche, interessanti… solo perchè SONO. SONO QUI. ti sono capitate accanto e questo arricchisce la tua vita. TI FA VIBRARE MAGGIORMENTE. e hai semplicemente voglia di dire

“GRAZIE CHE SEI QUI. CHE SEI QUELLO CHE SEI”

non so se mi piace, ma fin da ragazza pensavo che il tempo futuro non è scontato. io NON SO cosa può accadere domani. per questo sono piena di voglia di vivere. per voglia di vivere non intendo “prendere tutto quello che c’è da prendere”. intendo POTERMI DARE COPLETAMENTE con tutto quello che sono, che sono stata. con tutta la forza.gioia.energia.tristezza.incoerenza.ampiezza. che sono dentro di me. in base a quello che sento. senza puntarmi su qualcosa che non ritengo essenziale. FACENDO SAPERE A CHI STA NELLA MIA ESISTENZA QUANTO DI BELLO VEDO.

non riesco a capacitarmi che si possa avere voglia di distanziarsi da qualcosa che ci fa beneper renderci conto che ci fa bene. credo siano semplicemente FUGHE!

 

domani potrei essere morta. tu potresti esserlo. domani può essere anche tra un minuto. ci hai mai fatto caso?

mi chiedo “perchè esimermi?”. e non trovo risposta. ho scavato. dentro. non c’è.

trovo assurdo allontanarmi da chi amo per essere amata. limitarmi con chi apprezzo per essere apprezzata. sono quello che sono. e così tu. lasciare spazio è diverso che allontanarsiamare è un momento. un gesto che può appartenere ad un amica in cui intravedi un abbraccio, un momento in cui “sei lì” totalmente per la persona che ha acquistato il tuo servizio, o per te mentre ti metti una crema. o qualcosa di più grande. per una persona con cui senti la voglia di condividere qualcosa di più… non c’è fretta. c’è un tempo pieno. completo. non c’è nulla da correggere quando entrambi si manifestano. e basta. non c’è nulla di scontato. e non c’è bisogno di ritirarsi. domani esiste nella tua mente e non “sai già che avrai quello che hai avuto oggi” perchè non c’è sapere che tenga rispetto al vivere.

trovo assurdo smettere di meravigliarsi di una persona. smettere di osservarla e coglierne le sfumature.

trovo assurdo intrappolarsi nel movimento che costringe ad una scelta. do o prendo.

trovo assurdo negarmi quando ho dentro una spinta a darmi. solo perchè l’altro si è  inceppato a prendere.

SOTTRARSI. fa male. non si vince niente quando lo si fa.

se sto male mi devo spostare. è diverso

se non sto bene in un posto. mi sposto.

se non sto bene con qualcuno. mi sposto.

se sto bene.. resto.

tu, se stai bene, resti? ti siedi o ti dai? vedi o guardi?

ogni incontro non è che incamminarsi vicino e vicino. a renderti conto che ancora tanta distanza separa due anime. che c’è un io e c’è un te. un’immensità. non c’è fretta di trovarmi un posto fino a che mi vivi pienamente. sono gli armadi quelli che sistemi una volta per tutte. (e forse neanche quelli) non le persone. le persone possono avere uno spazio. puoi decidere di lasciare uno spazio. e continuare ad osservare quello dell’altro. entrarci. bussare. uscire garbatamente accostando la porta. lasciare un biglietto…

una persona non è una valigia in cui metti delle cose tue per fare un trasbordo e che riponi in cantina quando hai finito, salvo riprenderla per un’altro viaggetto.

se la vuoi vicina veramente devi vederla nel suo insieme. devi poterti chiedere cosa è importante per lei. cosa vive. e per trovare le risposte devi avere voglia di avvicinarti. garbatamente. alla SUA vita. senza invadere e senza strattonare. e di fare spazio… nella TUA. SONO SPAZI CHE SI FONDONO. AMPLIANDOSI.

le vite non sono autostrade singole. sono intrecci con altre vite. è così che diventiamo quello che siamo. ogni momento.

che tu rincorra o abbia la fortuna di camminare nel presente… sono sempre i PASSI CHE FAI VERSO a farti vedere la persona negli occhi. dentro. dove lei /lui è. e in qualche modo si guarda assieme da qualche parte… AVANTI.

QUELLI IN CUI VAI VIA ti fanno vedere solamente le sue spalle. tè stesso. e le tue proiezioni…

anche se energie maschili e femminili sono confuse ogni giorno, non può ridursi tutto ad avere bisogno che l’altro MANCHI per rendersi conto che VALE. CHE LO VUOI NELLA TUA VITA. c’è un luogo nel presente in cui ciascuno di noi HA UN MASCHILE E UN FEMMINILE e può rendersi conto di cosa vuole veramente… e  renderlo PRESENTE nella sua vita. e  FARE LA PROPRIA PARTE: ESSERE. ESSERCI. COMPLETAMENTE.

MANCARE è UN MIRAGGIO.

Da questa prospettiva… non so se voglio essere nei sogni di qualcuno… Mi piace l’idea di essere parte dell’esistenza di qualcuno. Così come viene. Per come mi viene. Liberamente.

se credi che porto qualcosa di bello nella tua vita ed hai l’esigenza di tenermi lontana… tutto quello che hai sperimentato di me SVANISCE. io non sono i tuoi pensieri. può restare vicino il mio corpo. forse anche le mie parole o le mie paure. ma non sarò mai completamente lì. puoi tenermi dentro un messaggio o in un pallino verde acceso su fb… non non sono io.

se vuoi prendere solo pezzi di me e non hai ancora incontrato tutto l’intero… non potrai avere tutto in ogni momento. tutto è dove non hai bisogno di esaminare. dove non hai bisogno di immaginare. tutto è solo ed unicamente QUI.

prima DECIDI e poi VIVI.

e non INTANTO VIVI e poi DECIDI.

fa una grande differenza…

io non sono l’idea che ti vuoi fare di me mentre non ci sono. nessuno lo è. sono l’odore che ti lascio attorno. sono il calore di quell’abbraccio. e forse domani ce ne sarà un’altro – diverso. sono il suono di una risata. o una bizza inattesa. sono il silenzio che ti posso offrire. sono le mie onde. e il battito del cuore. sono il suono speciale di una carezza. la vibrazione che solo tu puoi sentire in mia presenza…

…perchè SONO presenza. PRE-SENZA. “sono tutto” quello che hai di me PRIMA di RIMANERE SENZA.

è questo che sono le persone! è questo che sono gli animali. e tutto ciò che ha vita… che scorre trasversale attraverso il tempo…

nulla è garantito quando vivi. se non il vivere stesso. senza filtri. e per vivere devi smettere di desiderare e divenire DESIDERANTE. aperto senza timore al tuo diritto di volere. aperto al mistero. coraggioso verso ciò che… VUOI.

 

VOGLIO!

che magica parola. sepolta e impolverata da tanti preconcetti. regole di finta educazione…

 

IO VOGLIO TE! 

che suono meraviglioso hanno queste parole. solo al pronunciarle dentro. chiare. stentoree. per sé stessi. o per qualcun altro!

trasmettono un allure da impavidi cavalieri!

se sei un uomo: fai il primo passo. agisci. 

se sei una donna: accogli. apri il tuo spazio e ricevi.

nessuno deve soffrire. se tutti OSANO VOLERE!

 

E’ settembre. Il principio della fine… necessaria per ogni nuovo inizio.

E’ settembre. Un mese incredibilmente adatto per chiederti “COSA VOGLIO?” e fidarti delle risposte che custodisci nella pancia.

E’ settembre e il solstizio è già passato. La luna calante ti avverte di liberare spazio. Se c’è qualcosa che non vuoi… liberatene.

Ma se c’è QUALCOSA che VUOI , QUALCUNO che VUOI… LASCIA CHE LA GIOIA DI AVERLA RISUONI DENTRO DI TE e tutto prenderà forma.

 

 

 

 

 

One Response to “settembre e il presente indesiderabile”

  1. Potrei volerti, anzi sono sicuro di volerti, ma come posso essere sicuro di tenerti? Dipendenza, simbiosi, sinergia, arrivano passo passo e ti rendono lo yin di te che sei lo yiang, ma intanto grazie se ci sei, poi si vedra’

    Marco

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