…due chiacchiere con mia madre stamani… è venuta presto, non l’aspettavo…

quando vai via lasci un vuoto.
ci sei e basta. sei tu “quella da cui andare”… magari le persone che hai attorno non lo “sapevano” che eri un punto fermo di stabilità per tutti… cioè lo sapevano, ma non ce se lo dice.

mi hanno colpito le sue parole tra le righe “…proprio adesso…”

e capisco che “adesso” significa che eri più vicina. di casa. e di accesso. capisco che anche se non li vedo, se non vengono a trovarmi, non mi telefonano… loro sanno che CI SONO…

adesso…

e adesso?

penso a quando è venuto il terremoto e con mio fratello – l’altro “adesso” – abbiamo fatto il piano di emergenza “chi va da chi”… chi da mia sorella. chi da mia mamma…

mia sorella è agitata in questi giorni… è venuta e mi ha chiesto “quando vai via? perché così so da quando non posso più venire a suonare per bere un caffè”…

non è che accadesse spesso. quando le andava…

mia mamma… “ma allora quando vai via? questo sabato??? avevo capito che stavi ancora fino a fine mese!” … come se una manciata di giorni in più cambiasse le cose. eppure non li ho sentiti in questa settimana… ora lo so perché… non è trascuratezza, non è egoismo… è solo che per certe persone si crea quell’abitudine che è definita dal legame e “tu ci sei ADESSO…”

non serve che tu diventi presenza, perché nei loro mondi lo sei. lo sei così tanto che non serve preoccuparsene.

anche se tu hai passato tantissimo tempo a chiederti come mai. come mai non vengono semplicemente a trovarti. come mai quando hai deciso di non farti sentire hai passato il Natale da sola…

è solo che sono due mondi. tre. quattro…

è quando il tuo mondo si allontana – inaspettatamente – dall’orizzonte del mondo dell’altro… che allora cambia il panorama…
non mi sento di dire niente. non ho frasi di esortazione “vai a dire a chi ami che lo ami”… non ho nulla altro che una densa presa d’atto da trasmettervi. non c’è nessun messaggio. sono solo io. con la mia presa d’atto del chi sei. come presenza.

per una rara volta. sto scrivendo per me. come a mettere in ordine questa sensazione sparsa. bella.

ultimamente ho avuto la fortuna di percepire davvero il MIO POSTO. in relazione ad altri. la famiglia. la mia famiglia… quella che ho conosciuto e quella che non ho conosciuto ancora…

famiglia… una parola che mi ha sempre spaventata, perché contiene tante di quelle verità nascoste che a raccontarle tutte ti senti persa… ma mai come ora… la sento. e sento il mio posto. in essa.

e con orgoglio mi rendo conto di quanta pienezza vi era. vi è…

è questo quello che porto con me… ovunque vado…

il passato nel futuro, presenza eterna…

e spero di ricevere tanto amore e altrettanta bellezza, almeno quanto quelli che ho voglia di dare…

 

 

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