dicono che

“in amore decide tutto la donna”

... non è vero.

Ho sentito spesso questa frase pronunciata sia da uomini che da donne.

certo, la donna può far molto. può far sentire il suo uomo fiero di sé, riconoscergli i suoi gesti, approvarlo, lasciargli spazio. fidarsi.

ma c’è anche l’uomo. e se l’uomo non ha coraggio iniziale, cura e costanza a sua volta nel far sentire la donna importante – la PIU’ importante e amata “qualsiasi cosa accada”, sicura… il ciclo positivo si interrompe. E viceversa anche.

 

 

È in questo ciclo positivo che si crea l’equilibrio dinamico. la possibilità per ciascuno di manifestarsi per quello che è. di comprendere sì, ma anche di rispettare il proprio spazio intimo. per come ci si sente. davvero. inutile pretendere. Da sé o da altri. Il gioco delle emozioni non può partire da una pretesa.

nel disequilibrio, nascondersi è aggravare il sentire già affaticato. per entrambi. È raffreddare le emozioni positive. la spontaneità. La fiducia.

 

peter pan deve trasformarsi in principe da solo se a casa vuole una principessa.

E la strega  – il meglio che può fare se non sta bene – è allontanarsi, se vuol esser principessa. non baciare. non parlare. non spiegare. non istruire… non subito.

 

ti bacio quando sento che posso venire verso di te, non quando il corpo si trattiene lontano. È essenziale evitare la confusione. dentro e fuori. tra te e te. e con l’altro.

non si è mai visto un eroe che ha la donna che gli mette a posto il cavallo prima di saltar su. o che gli da le bastonate.

al massimo può guardarlo con fiducia e dirgli “MI sentirei più sicura se tirassi la sella”. ed esprimere come si sente – in seguito a un suo gesto.

 

ma se lui si offende, si allontana o punisce per questo… non sta facendo la sua parte. in quel momento non può chiedere. è il tempo di dare. senza condizioni. o attendere. per dare.

 

quando una donna si sente sperduta delle sue stesse emozioni è lì che l’uomo ha la sua grande occasione di manifestare la sua PRESENZA. non servono parole. sono i suoi gesti che fanno la differenza. devono essere gesti generosi. sicuri. deve saper ricreare l’equilibrio.

è sua la conquista.

 

la donna… fidandosi, avrà l’opportunità di aprirsi di nuovo. come un fiore. e accoglierlo. di nuovo.

 

un rapporto richiede cura. richiede principi e principesse. ogni giorno.

esserlo su qualche isolotto sperduto e seduttivo son capaci tutti.

esserlo nella semplicità delle cose… pochi.

mettere lo stupore in un dialogo, curiosità, interesse, fiducia… al supermercato, dal giornalaio, in bagno…

è un po’ come confrontare il sentirsi ricco di uno che vince al superenalotto. appena ha vinto. rispetto al sentirsi ricco prendendo in mano l’euro che ti serve per metterlo nel carrello della spesa.

 

tanti dicono che sono le piccole cose che contano. ma pochi le contano con atteggiamento e gratitudine. regolarmente. È un notare. E devi deciderlo se lo vuoi nella tua vita.

È così che il primo giorno ti corro incontro col sorriso a braccia aperte, il cinquantesimo ti apro al citofono senza chiedere “chi è” e il centesimo(che poi non sono altro che 3-4 mesi) ti lascio ad aspettare con la cena pronta mentre sto facendo un “più eccitante” aperitivo con gli amici… o – più attuale – una chattata su facebook.

È così che si arriva a guardare più tv che occhi. Più facebook che persone vere. a trovare intrigante svegliarsi la mattina e andare a chetare con un estraneo/a invece che allargare un bel sorriso a lei/lui che E’ LI’ per te. mettendosi in gioco, alito compreso.

 

Ora ditemi – uomini che avete bisogno di sfide e donne che volete essere rapitedov’è  più facile stupirsi? sul “giornale quotidiano” di fb o davanti al vostro compagno?

Qual è la vera sfida vera?

 

– inviare il lesto POLLICIONE a un estraneo che fa una battuta suadente

– o posare il simbiotico telefono. non parlare degli altri. silenziarsi. prendere un bel respiro profondo e sincronizzato e sentirsi immensamente grati di QUEL momento. e sentire che basta. tu e lui. tu e lei. essere lì presenti?

e per quale motivo può valere la pena di fare la coda ad un supermercato, correre a destra e manca la mattina, cucinare, fare chilometri, comprare dei fiori?

 

lo fai per gioirne tu stesso e farne gioire qualcuno che sta col tuo essere tutto intero o per vedere quanti like avrà la foto su facebook?

 

non si tratta di fare il processo a facebook.  A me piace.  Ci sono mille altri esempi di scelte di assenza. il mio intento è solo di trovare risposta a questa domanda…

 

di cosa puoi fare a meno? Se ti mancasse…

 

… cerchi la strada più facile?

lo so per me. non per il lavoro che faccio o quello che ho studiato. non in teoria. lo so in quanto donna. per la donna che sono.  ho scavato per saperlo. ciascuno può saperlo solo per sé.

bisogna avere voglia di uscire dai propri alibi. e guardarsi interamente nella propria natura. bisogna arrivare al coraggio di distinguere i bisogni tuoi dai suoi. le tue paure dalle sue. Riconoscere il desiderio del desiderio…

un soldo per i tuoi pensieri. quelli che non puoi condividere con nessuno – forse neanche con te stesso a voce alta. quelli da cui ti nascondi.

con chi è più facile flirtare nascondendosi dal bisogno di approvazione? con un’estranea? con qualcuna che chiami “amica” ma ti esorta a flirtare col mondo intero sapendoti impegnato? Con chi ti tiene agganciato nella superficie dei tuoi e suoi sentimenti… e ti facilita il gioco della fuga o con la persona con cui vivi la tua relazione?

 

cosa stai facendo? mentre fai quello che stai facendo?

 

Sicuro che stai in un dialogo tra persone? O stai scegliendo situazioni in cui è illusoriamente più facile. Parziali. in cui mettere non TE, ma l’immagine più “x” che stai creando di te.

se sei impedito in un discorso non stai parlando con un amico. forse stai tenendo aperta una porta sulle tue possibilità. tieni quella parte di te che hai timore di condividere con il tuo lui o la tua lei… e la esprimi ad un altro, dove corri meno rischio. in un luogo che chiudi con un clic.

 

ma cosa stai creando?

stai facendo una gita in compagnia o stai vivendo un rapporto?

un rapporto non può basare sui silenzi vuoti.  e nemmeno sui segreti intimi.

 

Un rapporto si vivifica quando è carico di silenzi pieni intervallati da dialoghi. Dialoghi che corrono come fluido senza trovare barriere.

non occorre dirsi tutto. no. ma se puoi avere  con qualcuno che non è la persona più vicina a te, quella in cui puoi entrare mentre fate l’amore… conversazioni più intime di quelle che puoi avere con lei/lui, se il tema non è lei/lui o qualcosa che potresti raccontarle o qualcosa che le taci con un buon intento per lei/lui… stai giocandoti la posta più alta.

e  allora ritorna la domanda.

di cosa non puoi – anzi non vuoi – fare a meno?

Qual è la cosa che non sei disposto a perdere?

 

beh… della cosa di cui non puoi fare a meno… di quella devi occuparti. ogni giorno.

 

questo è avere un rapporto che fluisce. creare un meraviglioso scambio. Oltre la diffidenza. Oltre la scontatezza.

 

generare una sensazione di solida decisione di chi / cosa vuoi… per la quale la mancanza di un caffè, un pallino verde, una telefonata vuota… sono una eccezione e in quanto tale possono solo generare una occasione di amorevole comprensione. una risata. Siamo complici… in un gesto di amore libero.

 

L’unicità è dettata dal renderti conto che l’essere che hai di fronte è fatto di immense sfumature. Che se sai già tutto non potrai esserne curioso e ne perderai dei pezzi.

Richiede che il principe si renda conto che la principessa non pensa e sente come lui. Che non c’è una lotta a chi vince. Che il dialogo tra il maschile e il femminile – diversi – lo devi usare per comprendere e valutare i tuoi atteggiamenti con la tua compagna/compagno e non per fuggirli laddove è più facile. Che se sei critico con chi hai e aperto con chi non hai… non sei aperto affatto. È la differenza tra guardare un film e viverlo.

È comprendere i propri bisogni primari e quelli dell’altro.

 

E’ un gioco virtuoso e funziona più o meno così:

LA DONNA HA BISOGNO DI  

L’UOMO HA BISOGNO DI

1. Sollecitudine
2. Comprensione
3. Rispetto
4. Devozione
5. Rassicurazione

1. Fiducia
2. Accettazione
3. Apprezzamento
4. Ammirazione
5. Incoraggiamento

*tratto da “Gli uomini vengono da marte, le donne da venere”

E vanno a braccetto. 😀

1. Quando l’uomo mostra interesse per i sentimenti della donna ed il suo benessere, lei si sente amata e protetta. Questa sollecitudine la fa sentire speciale. Lei inizia ad avere maggiore fiducia e diventa più aperta e recettiva. La fiducia trasmette all’uomo la sensazione che sta facendo il meglio per sé e per la sua compagna.

2. Quando un uomo ascolta senza giudicare una donna che esprime i propri sentimenti, lei si sente ascoltata e compresa. Questo fa sì che lei non cerchi di cambiarlo e lui si sente accettato. Non perché lei lo ritenga perfetto, ma non sta cercando di migliorarlo, perché sa che lui penserà a migliorare sé stesso.

3. Quando l’uomo rispetta i diritti e bisogni della donna lei si sente amata. Con segnali concreti di questo rispetto come ricordarsi un evento, mandarle un messaggio, essere attento in momenti per lei importanti la donna si sente rispettata e comunica con facilità il suo apprezzamento all’uomo. L’uomo comprende il valore dei suoi gesti ed è incoraggiato a farli di più.

4. Se l’uomo da la priorità ai bisogni della sua donna è fiero di sostenerla e soddisfarla senza che lei debba recriminare… lei si sente speciale. Una donna ama sentirsi speciale e amata. Questo accade quando l’uomo tiene in considerazione i sentimenti della sua donna mentre si dedica ai suoi altri interessi. Lei così lo ammira. E lo accoglie con stupore e gioia. Un uomo che si sente ammirato ha la sicurezza di poter offrire alla sua la consapevolezza che lui la adora.

5. Quando l’uomo mostra con costanza, coi gesti e le parole alla compagna di amarla, di capirla e rispettarla e di essere grato della sua presenza nella sua vita, soddisfa il suo bisogno primario di rassicurazione. Lei si sente oggetto di amore e non conosce fatiche o cedimenti. Per l’uomo è normale pensare che una volta soddisfatti i primi 4 bisogni la donna si sena felice e sicura, ma non è così. La deve rassicurare con una continuità. E così lui. Che ha bisogno di incoraggiamento. Un uomo da il meglio quando i suoi bisogni sono soddisfatti. Ma se la sua compagna lo sollecita invece che basarsi sulla fiducia la relazione ne risente.

 

Eccovi il possibile intreccio. L’uomo da. La donna accoglie. E da a sua volta. E si innesta un ciclo virtuoso 

E’ facile comprendere che non può basare su un interesse e attenzione unilaterale. L’uomo conosce sé stesso e la sua donna. La donna conosce sé stessa e il suo uomo. Dagli stessi fatti possono nascere circoli viziosi o circoli virtuosi.

Decidi tu.

Io posso solo dirti che sapere queste cose… non ti basterà :-). Sapere non basta. Bisogna viverle. Metterle in atto. Impararle nell’esperienza. E non aspettarsi che tutto luccichi da solo appagandosi solo delle parole “ti amo”.

Anche l’argenteria più bella va lucidata. Curata. Coccolata. E in un rapporto da coccolare sono in 3: tu, l’altro, il rapporto!

Poi si sa, il supermercato degli sconti è sempre aperto. non sempre si trovano buoni affari… non di lungo periodo di certo.

Ma alla bottega delle buone occasioni … può darsi che tu sia tra quelli che pensano di aver fatto un buon incontro. l’occasione è lì. artigianale. Unica.

 

viverla richiede che tu decida…  vuoi essere il protagonista di una storia o fare indigestione di caramelle?

 

Una strada e un’altra. Nulla di più. L’unica cosa che non puoi immaginare è di percorrerle contemporaneamente. È impossibile.

Non perché sono distanti. Non perché siano brutte. Semplicemente perché la strada del principe e la principessa richiede – come ogni strada in cui metti in gioco la tua essenza – di crederci e che ci cammini al 100%. Completamente. E il solo fatto che ti ci sei incamminato non ti toglie gli ostacoli.  Ti offre decisioni.

 

Decidi tu!

E mentre tu decidi l’altro può sempre trovare un buon dolcetto da qualche altra parte. ;-D

 

Buone favole!

Michela

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