Cosa fai quando non riesci più a pensare, non riesci più a scrivere, non vedi oltre la prossima settimana… nulla è più come prima. Presente. Così diverso…

Un pensiero così volatile. Sfugge. E intanto c’è qualcuno qua e là che ti dice che ti vede bene, che stai lavorando anche meglio del solito.

Sensazioni. Sensazioni nuove. Altro codice. Il corpo spinge da tutte le parti per uscire fuori. Respirare. Stare all’aria. Stare con la gente.

Sembra di voler far tutto tranne pensare. E anche adesso. Sono le mani che danzano trepidanti sulla tastiera.

Ma non come sempre. Nulla è più consueto…

A volte mi sembra di avere un grosso tubo aperto che mi percorre tutto il corpo…fino agli occhi. La fronte. Non oltre. Un canale dove scivolano tutte le sensazioni. Dove scorre il miele. Dove c’è quello che voglio. E finisce tutto al ciglio della testa. Quella che non mi serve più. Non mi fa più da servitore. Non mi fa più da solitario appoggio. Non mi frulla.

Niente

Lo spazio è vuoto. Aperto. Ecco cosa sento in questi momenti.

E aspetto. Aspetto segnali nuovi con cui sembra si debba piacevolemente riempire.

Se non fossi io a dirmelo lo considererei assurdo.

Non ho mai avuto tante intuizioni così spinte. Sottili. Sottili…scivolano via tra le parole e così queste non servono più. Non sono ancore. Non sono nulla se non avulsi confini ormai pallidi.

Ho bisogno di un nuovo vocabolario che passi dalle dita. Dal naso. Dalla bocca. Più diretto. Più immediato. Basta mente. Basta mentire.

Colori.

Profumi

Se lascio andare queste sensazioni ho quasi timore che mi portino via da qualche parte. Sono bei luoghi…ma non li conosco. A volte è come se sentissi di non aver mai vissuto prima…

Mangerei il mondo a morsi. Ci voglio affogare la faccia. Annusarlo. Assaggiare tutto. Fino a riempirmene.

Se scrivo carezza mi tremano le mani. Mi sento salire una lacrima agli occhi. È emozione. Nuova. Anche quella.

Vita! vieni a pizzicarmi. Legami i pensieri. Gli ultimi sprazzi. Lascia che la mia tela si addensi di tutto il colore che ho davanti agli occhi.

Vedo siepe. È siepe.

Ho finito i sogni? Sto nascendo?

Quanto sarebbe bello se potessi frizzare assieme al vento. Affondare i piedi nella terra.

Impastarla con le mani. Amalgamarmi ad essa.

Essere quel vaso che ho di fronte. Solo un attimo. E diventarlo. E poi ancora.

Essere tutto. Intingervi ogni mia cellula.

Rotolare come un sasso. Scorrere come l’acqua.

E’ tantissima vita questa che pulsa nella mia carne. Nelle vene. Che mi riscalda il corpo e fa scomparire in un lontano orizzonte quasi ogni parola di ciò che era me.

Concerto di onde…

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