Stamattina una donna, che mi vedeva per la prima volta nella sua vita, mi ha detto cose di me che a volte stento a credere si vedano.

Sono cose belle. Veramente tanto belle…

Stento a credere si vedano perché la gran parte delle persone che ho incontrato nella vita mi ha dimostrato quanto è difficile stare sulla gratitudine, sul riconoscere i propri limiti invece che spalmarli addosso a chi ha vicino.

La fuga è spesso più appetibile dello stare, fermi, davanti allo specchio.

È incredibile come possa commuovere sentirsi dire qualcosa che senti così grande dentro di te e così ‘celato’, benché esposto…

Sembra che ti si allarghi il respiro…

Ed è incredibile  anche quanto – al contrario – possano lasciare traccia  tutti gli abbandoni. Le schiene girate ingiustamente. La parola negata. Volti che hai accarezzato in lacrime che si sono dissolti senza un saluto… solo a reggere i pezzi delle proprie bugie più nascoste.

L’inconscio degli altri mi fa più paura del mio… Quanto il mio… Quello vero

Ed è incredibile notare e sapere che ancora qualcosa di te ha creato questo richiamo…

Quando un essere umano può guardarti nella tua totale interezza e dire cose meravigliose di te… ti senti disarmato. Come se improvvisamente gli argini che hanno trattenuto dentro tutte le lacrime per così tanti anni… crollassero… un fiume caldo ti stanca… e la voglia di abbandonarti risplende in tutto il suo richiamo… arresa…

Se un solo essere nella terra può riconoscerti… è perché tu puoi… !

Il resto, tutto il resto, riguarda quel pudore di te che ti ricopre l’anima.  E ti senti come se qualcosa ti avesse finalmente permesso di ricongiungerti con quella parte di te così sommersa… nascosta da tutto ciò che devi dimostrare di essere e non sai nemmeno tu il perché. Non lo puoi sapere. Non c’è niente da sapere. Già sai.

C’è da smettere. Smettere di fare.

E decidere di esistere. Con tutta la tua strafottente, esondante bellezza. Nella tua vita. Fuori dalla pelle di chi è venuto prima di te. Fuori… del tutto…

Uscire fuori. Mangiare un gelato. Fidarsi di sé…

E respirare. Adesso…

 

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