GENERARE VERO VALORE…

TRASFORMARE UNA PASSIONE IN LAVORO…


E’ bello  vedere questa GRANDE IMMENSA SPINTA ALL’ESPRESSIVITA’

E anche succede sempre più spesso di notare situazioni IBRIDE…

Gente che fa un lavoro e si mette a farne un secondo per seguire una propria passione, tenendosi il primo “per sicurezza” senza darsi pienamente allo stesso, persone che organizzano attività, incontri, eventi di ogni sorta definendoli “incontro tra amici” e poi chiedendo una TARIFFA …

In moltissime di questa situazioni emerge LA CONFUSIONE, la MANCANZA DI CHIAREZZA… forse l’incompletezza…e il disequilibrio

voglio dire: non c’è niente di male se ti lanci in qualcosa di nuovo e come amica mi chiedi di sostenerti. Quello che non va è la confusione tra le due cose. Se sono in ASSOCIAZIONE o in CONDIVISIONE allora CONDIVIDO ANCHE IL DECIDERE oppure ti DELEGO, se invece fai confusione è un po’ come se tu CERCASSI UN SOCIO DI CAPITALI…uno che poi inviti alla TUA attività perché ti ha sostenuto…

invece una cosa che ha UN PREZZO, ha un valore. Per realizzarla te ne devi fare carico. Perché di fatto stai facendo una VENDITA.

Ma non è di economia che voglio parlare. Mi interessa sottolineare qui il tema del VERO VALORE abbinato alla VERA ECONOMIA.

 

Se un lavoro o un servizio HA VALORE, gli va RICONOSCIUTO. Se quello che fai ha valore. Va riconosciuto. COMPLETAMENTE… quello che vedo sempre più spesso sono persone impaurite che confondono spesso il confine tra la libertà e la responsabilità. Entrambe necessarie per DARE VERO VALORE a qualsiasi cosa si faccia o si immetta NEL MONDO DELLA MATERIA.

Soprattutto oggi, in un sistema che si è impoverito esattamente per la perversione di questo meccanismo (assieme ad un po’ di “ignoranza” e “ingenuità” gestionale e economica di alcuni… pur ben talentassi.

Ci sono persone che dicono di fare un lavoro favoloso, di seguire una passione e “avere una attività” e chiedono a tutti di “aiutarlo” o si fa fare i lavori gratis o semigrassi. Tecnicamente ci sono dei FORNITORI E COLLABORATORI NON PAGATI. IL CUI VALORE NON VIENE RICONOSCIUTO CON L’EQUIVALENTE ECONOMICO.

Beh se ti sfidi veramente nell’espressività COMPLETA DEL TUO ESSERE E DEL TUO TALENTO, se sei tra questi… dovresti poter firmare delle garanzie – anche creative o improvvisate – su quando RESTITUIRAI’ quel valore che stai chiedendo all’altro.

“Quando voglio restituire il VERO VALORE DI QUANTO STO CHIEDENDO A QUESTA PERSONA?”

SE NON PUOI,  staI IMPOVERENDO l’altra persona, il sistema e té stesso.

L’assistenzialismo è altro dal IMPRENDERE.
Se credi in un’attività che stai facendo allora devi poter tu per primo vedere oltre la china iniziale. Vederla florida. Senza bisogno di STAMPELLE INFINITE.

Se non puoi allora stai chiedendo a qualcuno – che a sua volta deve sostenersi – di venire con te nella “povertà”.

Stai DISPERDENDO QUEL TALENTO… a – aggiungo – anche la tua opportunità di CRESCERE VERAMENTE.

Stai seguendo una finzione emotivamente falsante.

…un po’ simile a quello che hanno fatto alcune imprese indebitandosi o lavorando solo con i contributi… avanzare nel bisogno… adesso alcuni lo fanno anche di più… perché le banche (i ladri) i soldi non li danno più…

ma questo è matematico. ed economico. e di valore. e non sto parlando di VILE DENARO. sto parlando di quell’EQUIVALENTE IN MONETA CHE CIASCUNO QUANDO METTE IL SUO TALENTO NEL LAVORO CHE FA, HA DIRITTO A VEDERSI CONSEGNATO.
Sostenere non è un’azione confusa.
E Imprendere non è pietire.
Se scegli un lavoro. Una passione. Qualsiasi cosa per cui ti aspetti di realizzare… e contemporaneamente coltivi la paura… stai disperdendo valore.

Il bello delle attività è che viaggiano con un equilibrio. Così dovrebbero.

L’EQUAZIONE CHE GENERA E ALIMENTA OGNI SISTEMA DEVE AGGIUNGERE. E NON TOGLIERE. AL MINIMO FAR CIRCOLARE

“VALORE DI OGNI PEZZO CHE CI METTO (servizio, sostegno, materie… tutti) + QUELLO CHE VALI TU

= VALORE RICAVATO

Per fluire dovresti poter dire e distinguere CHIARAMENTE tra “voglio UN REGALO” e “Voglio che fai questo lavoro per me”.

L’uno lo ricevi. Puoi chiederlo o meno. Comunque lo ricevi e basta.
L’altro lo devi RESTITUIRE. IN VALORE. In qualsiasi cosa. O qualsiasi tempo. Chiaramente.

 

Ora, se pensi davvero di avere del “talento da vendere” prova oggi a pensare a quanto valore di ALTRI HAI RACCOLTO NELLA CONFUSIONE E CHIEDITI QUANTO SEI DISPOSTO A RESTITUIRE E QUANDO.

Se invece sei TRA QUELLI CHE LO STANNO DISPERDENTO… chiediti PERCHE’ LO FAI? E’ paura? E’ imbarazzo? Quanto ancora potrai sostenerlo? A chi altro fai “scontare” il talento che disperdi per sostenerti? 😉

Perché VIVERE DEL PROPRIO TALENTO… deve avere la sua dignità. Il suo spazio. La sua libertà. la sua responsabilità.

Altrimenti – in parte – per dirla con ironia, si potrebbe dire che “STAI FACENDO IL FIGO COL CULO DEGLI ALTRI” ;-D

 

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