è incredibile quando ti ritrovi a chiudere il cerchio della banalità ritornando ad essa…

…ho sempre amato argomentare, riflettere sul senso della vita… ultimamente leggo concetti, idee e teorie di vita, sul futuro, il ruolo dei giovani, ecc..e mi ritrovo a constatare che nulla ha senso al di là del concetto.

…sono solo concetti…il futuro, il presente…l’ovvio…il banale…

il banale cessa di esistere quando smetti di riscontrarlo, di commentarlo…quando entri nella banalità e ne fai esperienza in modo diverso…e semplicemente te ne rendi conto…

e nulla più è necessario…nessun concetto è realmente vivo, perché nasce e muore dentro un momento, una parola…

è un mandala che si compie…

il pensiero tende a spegnersi, non perché non ve ne sia uno, ma perché ce ne sono molti e dinamici, così mobili che è difficile e faticoso fermarli, anche solo per il tempo di trascriverli…come questo momento…

non mi viene in mente altro che la parola vivere…nel suo senso più completo…come mai l’ho sperimentata prima quando ero così intenta a farlo nel modo giusto…

se potessi disegnarmi ora farei dei tratti a matita con infinite sfumature che descrivono spazi..

è il presente questo? Quando non vi è più il futuro, quando nulla sembra essere così importante, quando ciò che accade accade…sei nel presente…

è una constatazione…un momento che accade nel corpo…mentre ancora la mente cerca di afferrarlo per farsene qualcosa…è già scivolato via…

è incredibile essere arrivata qui, mentre fuori è simile a prima,…in questo non so dove…in cui non è la disperazione o il dispiacere o la scontentezza o il cinismo, né la felicità…è semplicemente qualcos’altro…che ha il suo fascino se lo lasci accadere…

non sempre si riesce…la mente fa capolino…la mia forte mente…compagna di viaggio da quando ricordo…la risposta pronta, l’analisi…quella dettagliata analisi di tutto ciò che mi circondava…l’esigenza di portare comunque tutto sulla terra…in un concreto…

una persona che ho conosciuto da poco mi ha detto che quando mi ha incontrata la prima volta si è chiesta che cosa me ne facessi di tutti quegli spigoli…che cosa avessi da dimostrare…nulla. Era semplice mente…

la filosofia dice di sé che è utile per vivere la vita…non lo so…mi piace leggere…sono certa di credere in qualcosa, ora più che mai…è che quando questo qualcosa diviene riconoscibile su altri canali esperienziali…le parole non bastano, a volte non servono…sono come gabbie da cui esse stesse sgusciano fuori…

e sono sicura che sto vivendo…davvero…anche se di tutte le emozioni che provo, nessuna assomiglia più a quelle che amavo descrivere a parole, né a quelle che credevo dentro…

il sentire si fa strada su movimenti impercettibili del corpo…ti desta o ti distoglie…a tratti disturbato dal pensiero… le domande…preziose a volte…ma ora diverse…

non c’è risposta…quando ogni cosa può essere buona o cattiva al contempo… il pensiero può solo esserti di sostegno…mentre ti incammini…affidandoti…nulla può nuocerti più di ciò che hai dentro o di quello che credi di non avere…perché è con esso che farai i tuoi incontri…da dove arrivi…come quel qualcosa sia entrato in te…non lo puoi sempre sapere…puoi solo constatare che è lì…è parte di te…se ti ci fermi sei il passato, se ti ci abbandoni il fiume ti porta dove puoi, dove meriti, dove hai bisogno…imparerai qualcosa. Non importa se è una persona o un’esperienza. Un tocco. Un oggetto…

quando nulla conta veramente allora inizi a percepirne il contatto…

molto molto altro sta accadendo…mentre scrivo…e inevitabilmente scelgo le parole, i pensieri…

spero che queste parole aprano una traccia nuova o utile di qualcosa che sta accadendo dentro di te mentre leggi…è il meglio che possono fare…e l’unico intento che ho mentre le lascio qui…

se hanno aperto una luce guarda, se hanno trasmesso confusione percepiscila, ma non lasciare che siano te se non in quello che possono diventare tue…

nell’universo c’è posto…altre più adatte arriveranno…cammina oltre o tienile…è lo stesso…tu comunque stai già accadendo…

e ridi, scompigliati ogni volta che ne hai occasione…mentre ridi non pensi, ci hai mai fatto caso?

3 Responses to “essere”

  1. lo spigolo è qualcosa di molto affascinante per me, se lo guardi dal davanti vedi una punta che ti fissa e che ti tiene distante, quasi una minaccia, un freccia, un monito a non stare troppo vicino che ti puoi fare male, che mi puoi fare male.
    ma se lo guardi da dentro è un piccolo scrigno dove tieni qualcosa di molto prezioso, al caldo di due pareti molto vicine oppure è un’urgenza che spinge per esplodere fuori, è una dinamica, un movimento, una necessità.
    è la punta della freccia e la freccia scocca il suo bacio nell’aria solo quando viene lasciata andare con la giusta potenza, con il giusto controllo, con la giusta direzione.
    vuoi che raggiunga il centro rosso del bersaglio, ma è quello il fine?
    mi piace pensare che il fine sia il solco che la freccia traccia nell’aria, è invisibile, ma sposta quello che c’è un po’ + in là.
    è come la metafora del viaggio e a me piace pensare a questo andare diritti verso il MIO posto dove so che c’è UN posto tutto mio dove io sono solo IO e il mio talento è potente.
    questo posto c’è, non può essere diversamente e auguro a te e a tutti quelli che passeranno da qua, di lasciarsi andare, di aprire la mano e rilassare il braccio e correre correre correre………buon 2011 a tutti e ricordate, il 2011 sarà l’anno della raccolta!

    nicoletta

  2. Sembri un bambino che ha appena scoperto il mondo.
    E sento una profonda tenerezza.

    Per me è abbastanza chiaro il tuo messaggio, anche se la tua esposizione , come sempre mentre scrivi, è più diretta a te stessa che non ad un ipotetico pubblico.
    Se desideri che i tuoi concetti arrivino anche a persone meno allenate, potresti provare ad esporti in modo più semplicistico senza dare per scontato nulla.

    Cioè che tu chiami parole, parole non necessarie, per me sono ” sentire ” .
    E come in filosofia , quando senti, non hai bisogno di parole.

    E non è incredibile essere arrivata qui, come dici tu, mentre fuori resta tutto immutato o quasi, semmai è triste che ad arrivarci siano ancora in pochi.
    Tutti presi dalla vita farcita di cose e di nome e nessuno consapevole realmente di esistere per evolvere.

    Mi piace la tua mente.
    Mi è sempre piaciuta la tua introspezione, e la ricerca di un perchè più grande.
    Ma come coach vorrei che tu fossi più lineare nell’ esprimerti , affinchè i tuoi concetti possano essere assimilati da quanti più esseri possibile : nel mondo c’è estremo bisogno di concetti trasformabili in vita.
    In vivere.

    Un abbraccio

    Acqua 22

  3. Come coach ho clienti diversi. Ragazzi. Uomini. Donne. e il trovare il modo per ciascuno di loro é essenziale. Altrimenti non c’è il vero coaching. Gpezze per il tuo auspicio. Anch’io voglio arrivare a quante più persone possibile. Non con il marketing freddo. Deve arrivare ME. Ironia é il mio acronimo… Arrivo a chi arrivo. Essere sta su una strada in cui esprimere in modo più lineare sarebbe uguale a sofisticare. Non voglio scegliere. In questo spazio blog creato apposta per una espressione che lascio semplicemente uscire. A qualcuno arriva. Crederci èla mia sfida.

    Michela

Leave a Reply