tempo fa scrissi questa frase su Facebook

“invece di chiederti CHI SEI? ogni tanto chiediti QUI SEI?

 

quando sei QUI. sei Reale. sei REALIZZATO. quel momento è assenza di parole. e tutto è nella sua perfezione. è tutto.

e senza le parole. tutto il resto è descriverti.

 

prendi una penna e scrivi chi sei sul tuo corpo. e lascia che altri ti leggano. se hai una sensazione distorta e necessiti ancora di parole per ‘dire chi sei’… puoi solo mettere tutto il tuo essere a disposizione di quel momento… per essere.

dove sei. sei. non serve alcun aggettivo.
l’essere è essenziale

tutto il resto è descriverti. se stai parlando di te a qualcuno e affermi le tue caratteristiche… fermati. perchè lo fai?

qual’è il bisogno o la paura che ti chiede di usare un amplificatore? un giustificativo…

perchè spiegarsi?

se tocchi un pezzo di carta. è carta. quando inizi a volerne descrivere le caratteristiche allora cominci a cercare le parole e queste ti richiedono un accordo con la persona a cui le stai dicendo. “questa carta è ruvida” “no, secondo me è porosa”…

 

mentre dentro di te o fuori di te ti chiedi chi sei… non sei. stai semplicemente facendo il narratore di te stesso.

 

mi trovo sempre più spesso con persone che sono lungo il loro cammino chiedendosi CHI SONO. come far percepire il momento dell’essere a queste persone?  la risposta è sempre “nulla”. non devono fare nulla al di fuori di ESPRIMERSI.

non studi, vai in India, fai i ritiri spirituali per trovare te stesso. fai tutto questo per portare tè stesso in giro da qualche parte e scoprire qualcosa di te che ti porterà a “non c’è nulla da fare”. Essere è lì.

Lì la mattina quando vai al bagno. Lì quando sei immerso in qualcosa che ti piace e anche in quanto non ti piace. Più lo neghi… più ti allontani. Più osservi. Più smetti di cercare.

Se senti ancora il bisogno di dire ad altri i tuoi aggettivi…  prendi una penna e scrivi chi sei sul tuo corpo. lascia che altri ti leggano. se hai una sensazione distorta e necessiti ancora di parole per ‘dire chi sei’… puoi solo mettere tutto il tuo essere a disposizione di quel momento… per essere. dove sei. sei. non serve alcun aggettivo.

l’essere è essenziale.

esprime sè stesso liberamente e perciò evolve. e mentre evolve la sua anima prende tutto lo spazio che le serve. 

se è tanto o poco… lo diranno gli altri. ma non lasciare che dicano “è troppo” e non dirlo tu stesso. nessuno è troppo.

è impossibile ESSERE e TROPPO. e anche POCO.

 

ESSERE E’.

tutto qua.

ricordati: mentre ti fai la domanda CHI SEI… in quel momento esatto smetti di ESSERE. falla dunque.

ma ricordati di tornare. presto.

a casa. 

essere è casa.

ciascuno ha la sua.

è perciò che siamo nati.

tutti.

 

 

mi piace pensare che è per questo che fin quando ero piccola pensavo “ognuno ha un posto nell’universo”… nel reclamare il mio… dentro già sapevo di esserlo…

e così tu. basta che semplicemente ascolti il tuo respiro.

OVUNQUE SEI. mentre respiri SEI.

LIBERO

 

Michela

 

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