Assecondati, farai prima!

Questa mattina mentre venivo in ufficio in macchina, mi è venuto questo pensiero ‘assecondati, farai prima’.

E’ incredibile come spesso i giochi di parole siano efficaci per mandare messaggi al nostro inconscio. Col treno diretto!

Nel mio lavoro, quando incontro un cliente per la prima volta, che sia una persona o un’azienda, generalmente le prime ore passano ad ascoltare il racconto di cosa vuole e di cosa è convinto di essere, di aver fatto o non fatto. Di saper fare bene o male. E così via.

Ciascuno è guidato dalle sue personali convinzioni sia rispetto al passato, che al futuro. Mi consento di generalizzare affermando che nella ricerca di un cambiamento spesso ci si ritrova a ‘negoziare’ tra ciò che si è e va perfettamente bene così e ciò che si vuole diventare, che si osserva nel processo di trasformazione.

Ci avete mai pensato? Fino a dove ‘accettarsi’ come si è e in cosa sfidarsi nell’evolvere. Nella teoria è semplicissimo. Ma nella pratica questo lavoro è un quotidiano porsi domande e darsi risposte e tutti noi lo facciamo costantemente.

La differenza la fa il MODO in cui ti poni le domande e la qualità delle domande che ti poni. Come ti tratti mentre stai chiedendo a te stesso di cambiare qualcosa che hai fatto in un certo modo fino ad oggi?

Ecco una buona domanda. E’ questa che – sorridendo – mi ha ispirato la metafora di stamattina

 ASSECONDATI, FARAI PRIMA!

 

E’ un modo di alleggerire e godersi il processo di cambiamento, le imperfezioni e le richieste che fai a te stesso. Se ti critichi sterilmente il tuo nemico è dentro di te. Fanne esercizio! E poi fammi sapere i tuoi commenti. 🙂

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