CHAT COACHING ON LINE – CHATTA PER MIGLIORARE

arriva l’estate e si ha voglia di stare fuori.
magari prendere il tempo per fare qualcosa per te è una delle difficoltà da superare.

Era il giugno 2009 quando è nato CHAT COACHING ON-LINE. Per chi ha poco tempo. Per chi è distante.

 

Ve lo ripropongo con una sessione libera in cui faremo l’INTAKE. Ovvero: tu mi racconti qual’è la situazione su cui vuoi un miglioramento (lavoro, vita privata, relazioni, benessere emotivo, ecc.) ed io ti faccio qualche domanda definire il PIANO DI COACHING CHE PUO’ ANDAR BENE PER TE. Il numero di sessioni. Le attività che più sono adatte.

Poi se vuoi lo inizi. Se non vuoi… avrai fatto il punto della situazione.

Come sai lavoro anche con la Numerologia. Quindi quando mi chiami prepara carta e penna che ti dico qualcosa della tua data di nascita.

Clicca sul link e prendi l’appuntamento per il tuo INTAKE di CHAT COACHING

Da oggi fino a FINE MAGGIO.

VAI ALLA SEZIONE CHAT COACHING DA QUI

 

Vi aspetto!

Michela

 

 

i nuovi TALENTI . GENERARE VERO VALORE

GENERARE VERO VALORE…

TRASFORMARE UNA PASSIONE IN LAVORO…


E’ bello  vedere questa GRANDE IMMENSA SPINTA ALL’ESPRESSIVITA’

E anche succede sempre più spesso di notare situazioni IBRIDE…

Gente che fa un lavoro e si mette a farne un secondo per seguire una propria passione, tenendosi il primo “per sicurezza” senza darsi pienamente allo stesso, persone che organizzano attività, incontri, eventi di ogni sorta definendoli “incontro tra amici” e poi chiedendo una TARIFFA …

In moltissime di questa situazioni emerge LA CONFUSIONE, la MANCANZA DI CHIAREZZA… forse l’incompletezza…e il disequilibrio

voglio dire: non c’è niente di male se ti lanci in qualcosa di nuovo e come amica mi chiedi di sostenerti. Quello che non va è la confusione tra le due cose. Se sono in ASSOCIAZIONE o in CONDIVISIONE allora CONDIVIDO ANCHE IL DECIDERE oppure ti DELEGO, se invece fai confusione è un po’ come se tu CERCASSI UN SOCIO DI CAPITALI…uno che poi inviti alla TUA attività perché ti ha sostenuto…

invece una cosa che ha UN PREZZO, ha un valore. Per realizzarla te ne devi fare carico. Perché di fatto stai facendo una VENDITA.

Ma non è di economia che voglio parlare. Mi interessa sottolineare qui il tema del VERO VALORE abbinato alla VERA ECONOMIA.

 

Se un lavoro o un servizio HA VALORE, gli va RICONOSCIUTO. Se quello che fai ha valore. Va riconosciuto. COMPLETAMENTE… quello che vedo sempre più spesso sono persone impaurite che confondono spesso il confine tra la libertà e la responsabilità. Entrambe necessarie per DARE VERO VALORE a qualsiasi cosa si faccia o si immetta NEL MONDO DELLA MATERIA.

Soprattutto oggi, in un sistema che si è impoverito esattamente per la perversione di questo meccanismo (assieme ad un po’ di “ignoranza” e “ingenuità” gestionale e economica di alcuni… pur ben talentassi.

Ci sono persone che dicono di fare un lavoro favoloso, di seguire una passione e “avere una attività” e chiedono a tutti di “aiutarlo” o si fa fare i lavori gratis o semigrassi. Tecnicamente ci sono dei FORNITORI E COLLABORATORI NON PAGATI. IL CUI VALORE NON VIENE RICONOSCIUTO CON L’EQUIVALENTE ECONOMICO.

Beh se ti sfidi veramente nell’espressività COMPLETA DEL TUO ESSERE E DEL TUO TALENTO, se sei tra questi… dovresti poter firmare delle garanzie – anche creative o improvvisate – su quando RESTITUIRAI’ quel valore che stai chiedendo all’altro.

“Quando voglio restituire il VERO VALORE DI QUANTO STO CHIEDENDO A QUESTA PERSONA?”

SE NON PUOI,  staI IMPOVERENDO l’altra persona, il sistema e té stesso.

L’assistenzialismo è altro dal IMPRENDERE.
Se credi in un’attività che stai facendo allora devi poter tu per primo vedere oltre la china iniziale. Vederla florida. Senza bisogno di STAMPELLE INFINITE.

Se non puoi allora stai chiedendo a qualcuno – che a sua volta deve sostenersi – di venire con te nella “povertà”.

Stai DISPERDENDO QUEL TALENTO… a – aggiungo – anche la tua opportunità di CRESCERE VERAMENTE.

Stai seguendo una finzione emotivamente falsante.

…un po’ simile a quello che hanno fatto alcune imprese indebitandosi o lavorando solo con i contributi… avanzare nel bisogno… adesso alcuni lo fanno anche di più… perché le banche (i ladri) i soldi non li danno più…

ma questo è matematico. ed economico. e di valore. e non sto parlando di VILE DENARO. sto parlando di quell’EQUIVALENTE IN MONETA CHE CIASCUNO QUANDO METTE IL SUO TALENTO NEL LAVORO CHE FA, HA DIRITTO A VEDERSI CONSEGNATO.
Sostenere non è un’azione confusa.
E Imprendere non è pietire.
Se scegli un lavoro. Una passione. Qualsiasi cosa per cui ti aspetti di realizzare… e contemporaneamente coltivi la paura… stai disperdendo valore.

Il bello delle attività è che viaggiano con un equilibrio. Così dovrebbero.

L’EQUAZIONE CHE GENERA E ALIMENTA OGNI SISTEMA DEVE AGGIUNGERE. E NON TOGLIERE. AL MINIMO FAR CIRCOLARE

“VALORE DI OGNI PEZZO CHE CI METTO (servizio, sostegno, materie… tutti) + QUELLO CHE VALI TU

= VALORE RICAVATO

Per fluire dovresti poter dire e distinguere CHIARAMENTE tra “voglio UN REGALO” e “Voglio che fai questo lavoro per me”.

L’uno lo ricevi. Puoi chiederlo o meno. Comunque lo ricevi e basta.
L’altro lo devi RESTITUIRE. IN VALORE. In qualsiasi cosa. O qualsiasi tempo. Chiaramente.

 

Ora, se pensi davvero di avere del “talento da vendere” prova oggi a pensare a quanto valore di ALTRI HAI RACCOLTO NELLA CONFUSIONE E CHIEDITI QUANTO SEI DISPOSTO A RESTITUIRE E QUANDO.

Se invece sei TRA QUELLI CHE LO STANNO DISPERDENTO… chiediti PERCHE’ LO FAI? E’ paura? E’ imbarazzo? Quanto ancora potrai sostenerlo? A chi altro fai “scontare” il talento che disperdi per sostenerti? 😉

Perché VIVERE DEL PROPRIO TALENTO… deve avere la sua dignità. Il suo spazio. La sua libertà. la sua responsabilità.

Altrimenti – in parte – per dirla con ironia, si potrebbe dire che “STAI FACENDO IL FIGO COL CULO DEGLI ALTRI” ;-D

 

DISCRIMINAZIONI INVERSE

“PISCINA ISLAMICA. Per tre domeniche consecutive la piscina comunale della Bissuola, a Mestre, sarà vietata per un certo periodo agli uomini in modo da favorire le donne musulmane.
 Anche istruttrici e bagnine saranno solo donne.” (dal giornale)

è bello immaginare un mondo in cui ciascuno può esprimersi liberamente. è bello immaginare un mondo INTEGRATO veramente.

quello che voglio scrivere è scomodo da dire.

potrebbe sembrare razzista, mentre non lo sono. amo la diversità e da piccola uno dei miei giochi era fingere di essere francese. ho dediserato andare a vivere con gli zingari. mi piacciono i colori diversi della pelle. quando vado a ballare il tango e trovo persone di altre nazioni mi sento affascinata e voglio ballarci. sperimentare. conoscere. trovare connessioni…

 

ma alcune cose mi fanno sentire indispettita.

questa decisione di un comune la trovo davvero discriminante. e fa pensare solo a quanto siamo ASSENTI dall’avere una nostra cultura da rispettare. noi Italiani. incapaci di rispettare veramente gli anziani e raccogliere la loro saggezza. un popolo che sta perdendo le sue più preziose “caratterizzazioni” – il cibo, i vini, la moda, l’arte, l’artigianato, i distretti industriali… – perché si lascia contaminare dalle leggi europee e svende il suo meglio…

perché ho l’impressione che i comuni cerchino nuovi ‘clienti politici’ o facili soluzioni banalizzando il problema?

queste decisioni più che risolvere i problemi fanno arrabbiare e sentire sradicata la gente comune e dove nelle altre nazioni nascono luoghi adatti alle esigenze SPECIFICHE di ogni religione qui cancelliamo le esigenze degli italiani per far posto – a spintoni – alle culture più lontane.

io sono stata in Marocco e in alcuni luoghi ti chiedono di vestire le gonne lunghe. ti adegui. per rispetto.

 

ora mi chiedo come possa un bambino di 8 anni – età dalla quale sarà escluso per 3 domeniche – capire che lui è il problema. magari lo stesso a cui abbiamo detto a scuola di non festeggiare la festa DEL SUO PAPA’.

 

 

mi chiedo se si pensi che sia integrazione far assaggiare un cioccolatino ad un diabetico e magari poi dirgli che non ne potrà avere più. o pensi di darglielo? iedo anche se si pensa di mettersi il cuore in pace con 3 domeniche. e poi?

se fate – come è capitato a me – un progetto per l’integrazione lavorativa delle donne extracomunitarie scoprirete che alcune donne arabe vorrebbero lavorare MA non possono perché i mariti le vogliono a casa. scoprirete anche che alcune vorrebbero integrarsi diversamente. che amano la loro cucina. che hanno qualcosa da dire. alcune certo vorrebbero andare in piscina. altre tornare nel loro paese. e altre ancora togliersi tutto. ma non possono farlo perché hanno paura…

mi sembra che si stia perdendo in contatto con la diversità. con il buon senso.

una persona – di qualsiasi razza – che fa una SCELTA di credo religioso e di vita spostandosi ha tutto il diritto sì di sentirsi rispettata, ma deve rispettare ed ha soprattutto la RESPONSABILITA’ SUA PERSONALE, INDIVIDUALE della scelta che fa.

queste decisioni sono superficiali. annacquate e generano solo sentimenti di separazione.

e altre “categorie”? gli indiani. perché non potrebbero piantarsi una tenda ai giardini? sarebbe anche bello peraltro…

e l’uomo che ho incontrato su un sentiero nel parco delle Dolomiti, che passeggiava in t-shirt e col pisello al vento, e che mi ha tanto spaventata? … anche lui seguiva un credo. (naturisti escursionisti)…

gli UOMINI sono già tanto in difficoltà. a quelli a cui hanno tolto il diritto di nuotare dove vogliono per quelle tre domeniche dovrebbero chiedere scusa. ringraziarli. magari anche dare loro un contributo per andarsi a divertire altrove. anche loro sono una categoria. ecco, questo lo troverei un bel gesto… rispettoso.

insomma… la religione in piscina. l’abolizione della festa del papà.

 

ma che diavolo volete ancora dai NOSTRI UOMINI?????